Espatriare in Colombia
La Colombia ha costruito negli ultimi anni uno dei sistemi di visti più chiari dell'America Latina: categorie definite, requisiti espressi in multipli del salario minimo — quindi aggiornati automaticamente ogni anno — e una via specifica per chi lavora a distanza. Ha però una distinzione strutturale che va compresa subito, perché decide se gli anni trascorsi nel Paese contano o no: quella fra visti di visita e visti di migrante.
1. Tre lettere che decidono il percorso
- Visto V, di visita: consente di soggiornare per uno scopo determinato. ‼️ Non matura ai fini del visto di residenza. È la categoria del nomade digitale, che richiede un reddito mensile pari ad almeno tre salari minimi mensili legali documentato nei tre mesi precedenti, una lettera delle imprese estere committenti e una polizza sanitaria valida in Colombia; è espressamente riservato a chi presta servizi a soggetti esteri.
- Visto M, di migrante: è quello che costruisce il percorso. Comprende, fra le altre, la categoria di pensionato o titolare di rendita: per il pensionato occorre una pensione pari ad almeno tre salari minimi mensili; per chi non ha pensione ma redditi periodici da locazioni, investimenti o rendite la soglia sale a dieci salari minimi mensili.
- Visto R, di residente: si ottiene dopo il periodo richiesto di titolarità ininterrotta di visti M — il numero di anni varia secondo la categoria — ed è la porta d'accesso alla stabilità.
Esprimere i requisiti in salari minimi non è un dettaglio tecnico: è il modo corretto di leggerli. Il salario minimo colombiano viene rideterminato ogni anno, e con esso tutte le soglie. Le cifre in euro o in dollari che si trovano nelle guide sono conversioni fatte a una data: quella dell'anno scorso è già sbagliata. Va inoltre verificato l'obbligo di permanenza effettiva minima per il rinnovo, che per alcune categorie è di parecchi mesi l'anno e rappresenta il vincolo pratico più stringente.
2. Il fisco
Si è residenti fiscali colombiani, in via principale, con una permanenza superiore a 183 giorni — anche non continuativi — in un periodo di trecentosessantacinque giorni; e il residente è tassato sul reddito mondiale, con aliquote progressive e un sistema di determinazione articolato in «cedole». Non esiste alcuna forma di territorialità per i residenti: la Colombia non è un Paese a tassazione territoriale, contrariamente a quanto talvolta si legge.
Fra i due Paesi è in vigore la convenzione firmata a Roma il 26 gennaio 2018, con protocollo, ratificata con legge 17 luglio 2020, n. 92, entrata in vigore il 7 ottobre 2021. È recente e segue lo schema moderno, con clausole antiabuso e scambio di informazioni. La Colombia non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999: non opera la presunzione dell'art. 2, comma 2-bis del TUIR.
3. Vivere in Colombia
- Geografia e clima. L'altitudine sostituisce le stagioni: Bogotá a 2.600 metri ha un clima fresco tutto l'anno, Medellín a 1.500 la celebre primavera perenne, la costa caraibica è calda e umida. Si sceglie il clima scegliendo la quota.
- Costo della vita. Fra i più bassi delle destinazioni trattate in questa sezione, e sensibilmente inferiore a quello cileno e uruguaiano. È il principale motivo di attrazione.
- Sanità. Sistema misto imperniato su enti promotori della salute cui ci si affilia con un contributo; per i residenti l'affiliazione è obbligatoria. La medicina prepagata privata offre accesso rapido a costi molto contenuti. La qualità delle strutture private delle grandi città è buona, con un settore di turismo medico consolidato.
- Sicurezza. Il Paese è profondamente cambiato rispetto all'immagine degli anni Novanta, ma il rischio resta marcatamente territoriale, con aree rurali in cui persistono gruppi armati e quartieri urbani da evitare. Vale la regola generale: si valuta il comune e il quartiere, non il Paese, incrociando gli avvisi ufficiali con i dati locali.
- Lingua. Lo spagnolo colombiano è considerato fra i più chiari e neutri dell'area: per un italiano che deve impararlo è un vantaggio non trascurabile.
- Collegamenti. Voli diretti dall'Europa su Bogotá e Cartagena; fuso di sei-sette ore rispetto all'Italia, che è ampio ma gestibile per chi lavora con l'Europa nel pomeriggio locale.
4. Lavorare e fare impresa
- Il canale del nomade digitale vieta di prestare attività per soggetti stabiliti in Colombia: chi vuole servire il mercato locale ha bisogno di un titolo diverso.
- La costituzione di società è rapida ed economica, con una forma societaria semplificata molto usata; la gestione contabile e contributiva è invece adempimentosa.
- Le professioni regolamentate richiedono la convalida del titolo estero presso il ministero dell'istruzione, con tempi lunghi.
5. Il saldo netto
Conviene a chi lavora a distanza per clienti esteri e vuole un costo della vita basso con infrastrutture urbane funzionanti; a chi ha una pensione media e cerca una destinazione accessibile con buona sanità privata; a chi apprezza un clima stabile e la possibilità di sceglierlo cambiando quota. Si veda Medellín per italiani.
Non conviene a chi cerca vantaggi fiscali: la Colombia tassa il reddito mondiale dei residenti senza regimi di favore per i nuovi arrivati; a chi entra con un visto di visita immaginando di costruire un percorso di residenza, perché quegli anni non contano; a chi non è disposto a informarsi seriamente sul contesto territoriale prima di scegliere dove stabilirsi.
- Resolución 5477 de 2022 del Ministerio de Relaciones Exteriores, per le categorie di visto V, M e R, per il visto di visita dei nomadi digitali (reddito pari ad almeno tre salari minimi mensili legali, committenza estera, polizza sanitaria) e per il visto di migrante per pensionati e titolari di rendita (tre salari minimi mensili per la pensione, dieci per le rendite).
- Estatuto Tributario colombiano, per l'acquisto della residenza fiscale con permanenza superiore a 183 giorni in un periodo di 365 e per la tassazione del reddito mondiale dei residenti.
- Convenzione fra Italia e Colombia per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con protocollo, fatta a Roma il 26 gennaio 2018, ratificata con legge 17 luglio 2020, n. 92, in vigore dal 7 ottobre 2021.
- D.M. 4 maggio 1999, che non include la Colombia fra gli Stati a regime fiscale privilegiato.