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Checklist: 180 giorni prima della partenza

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

Quasi tutto ciò che questo sito raccomanda si fa prima di partire, e diverse cose si possono fare soltanto prima. Questa pagina mette in ordine di scadenza gli adempimenti che, se saltati, costano molto o non si recuperano. Il conto alla rovescia parte da sei mesi perché è il tempo che serve alle pratiche più lente: il riconoscimento di una qualifica, un esame di lingua, la raccolta dei documenti scolastici dei figli.

180 giorni prima

  • Contare i periodi d'imposta. Stabilire in quale anno si perde la residenza fiscale italiana, ricordando che si acquista o si perde per la maggior parte del periodo d'imposta: partire a marzo o a settembre non è lo stesso. Se in futuro si prevede di rientrare, verificare fin d'ora i requisiti dei regimi di rientro, che chiedono un numero minimo di periodi d'imposta di residenza estera.
  • Avviare il riconoscimento della qualifica professionale. È la pratica più lunga e va distinta dall'abilitazione a esercitare, che ha requisiti propri e più severi. Entrambe si avviano ora.
  • Prenotare l'esame di lingua, verificando quale punteggio serve al visto e quale — di norma più alto — serve all'abilitazione.
  • Verificare il titolo di soggiorno e i suoi requisiti alla data della domanda, non su una guida dell'anno scorso.
  • Stipulare l'assicurazione sanitaria, se la destinazione è fuori dall'Unione europea. Le patologie preesistenti sono escluse e i premi crescono con l'età: è l'adempimento più irreversibile dell'elenco.

120 giorni prima

  • Raccogliere i documenti che servono all'estero: titoli di studio con supplemento e programmi d'esame, certificati di servizio con descrizione delle mansioni, certificato di iscrizione all'albo e di assenza di procedimenti disciplinari, casellario, certificati di stato civile. Tutti con apostille o legalizzazione e traduzione asseverata secondo il Paese.
  • Documenti scolastici dei figli: pagelle di tutti gli anni, programmi svolti, certificati di frequenza. Serviranno per l'inserimento all'estero e, un giorno, per il rientro.
  • Fotografare il patrimonio: consistenza dei conti, partecipazioni, immobili, alla data di partenza. È la base probatoria di qualunque discussione futura sulla provenienza dei fondi.
  • Verificare la validità del passaporto: molti Paesi richiedono almeno sei mesi di validità residua oltre l'ingresso.

90 giorni prima

  • Decidere la forma del rapporto di lavoro: distacco, trasferimento o assunzione locale non sono equivalenti, e la scelta va fatta in trattativa perché dopo non si cambia.
  • Chiarire per iscritto il pacchetto: chi paga casa, scuola, sanità, viaggi di rientro, e con quali massimali; su quale base si calcola l'indennità di fine rapporto; che cosa accade al titolo di soggiorno se il rapporto cessa.
  • Verificare la posizione previdenziale: esiste una convenzione con l'Italia? Se no, calcolare quanto va accantonato e trattarlo come voce di spesa.
  • Parlare con la cassa professionale, se iscritti, per la contribuzione da non residente.
  • Verificare la scuola per i figli: disponibilità di posti, rette, lingua di scolarizzazione, liste d'attesa.

60 giorni prima

  • Sciogliere i legami italiani che non servono più: disdetta delle utenze, cessione o esportazione dell'auto, chiusura o riduzione dei contratti, dismissione di cariche non necessarie. Sono i fatti che, sommati, provano il trasferimento.
  • Decidere che cosa fare della casa: tenerla a disposizione è uno degli elementi che più spesso fondano una contestazione sulla residenza; locarla a terzi cambia il quadro.
  • Aprire il conto nel Paese di destinazione, dove possibile: è quasi sempre la pratica più lenta.
  • Rilasciare le procure a chi resta, per la gestione di pratiche italiane.
  • Fare o aggiornare il testamento, valutando la scelta della legge applicabile se si è nell'Unione europea.

30 giorni prima

  • Preparare l'iscrizione all'AIRE, che va richiesta entro novanta giorni dal trasferimento e che è necessaria ma non sufficiente a provare la residenza estera.
  • Verificare la copertura sanitaria del periodo di transizione, fra l'ultimo giorno di assistenza italiana e il primo di copertura estera.
  • Organizzare la corrispondenza: domicilio digitale, recapito per gli atti, deleghe.
  • Programmare l'arrivo nella stagione buona, dove è possibile: sbarcare a Stoccolma a novembre o a Dubai a luglio somma la difficoltà del trasferimento a quella del clima.

I primi 30 giorni dopo l'arrivo

  • Registrarsi presso l'autorità locale entro i termini previsti: in Austria sono tre giorni, in Belgio la registrazione comporta la visita dell'agente di quartiere, altrove i termini sono più ampi ma non indefiniti.
  • Chiedere l'iscrizione all'AIRE al consolato competente.
  • Iscriversi al sistema sanitario o attivare la polizza; nei Paesi Bassi l'assicurazione va stipulata entro quattro mesi, in Irlanda la prima polizza dopo i trentacinque anni comporta una maggiorazione permanente.
  • Iscriversi alla cassa di disoccupazione se si va in Danimarca o in Finlandia, dove è volontaria: è l'errore più costoso commesso dagli italiani nei Paesi nordici, e si evita nella prima settimana.
  • Aprire il conto locale e cominciare a usarlo per la vita quotidiana: è una prova, oltre che una comodità.
  • Cominciare a costruire il fascicolo: conservare contratti, utenze, timbri, e chiedere ogni anno il certificato di residenza fiscale. È l'adempimento che a distanza di anni non si recupera, ed è quello che protegge tutto il resto. Si veda come provare il trasferimento all'estero.

‼️ Le tre cose che si possono fare soltanto prima. L'assicurazione sanitaria, che dopo una diagnosi non si stipula più alle stesse condizioni. La raccolta dei documenti italiani, che dall'estero costa mesi. E il calcolo dei periodi d'imposta, perché la data di partenza determina l'anno in cui si perde la residenza fiscale — e, un domani, l'anno in cui si potrà rientrare con un regime agevolato. Tutto il resto si recupera; queste tre no.

Fonti.
  • D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 2, come modificato dal D.Lgs. 27 dicembre 2023, n. 209; art. 5 del medesimo decreto e art. 44 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, per i requisiti temporali dei regimi di rientro.
  • Disciplina dell'anagrafe degli italiani residenti all'estero, per termini e modalità di iscrizione.
  • Paesi Bassi: obbligo di stipula dell'assicurazione sanitaria entro quattro mesi. Irlanda: lifetime community rating. Danimarca e Finlandia: natura volontaria dell'assicurazione contro la disoccupazione. Austria e Belgio: termini e modalità di registrazione del domicilio.
  • Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961, per l'apostille; regolamento (UE) n. 650/2012, per la scelta della legge applicabile alle successioni.

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