America Latina e Caraibi

Espatriare in Brasile

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

Il Brasile ospita la più grande collettività di origine italiana del mondo, ha un costo della vita che per un reddito europeo è molto favorevole, e ha aperto negli ultimi anni canali di soggiorno semplici per pensionati e per chi lavora a distanza. Ha però una particolarità fiscale che riguarda proprio i pensionati italiani e che nessun altro Paese presenta: la convenzione bilaterale, vecchia di quasi cinquant'anni, consente la tassazione in entrambi gli Stati sopra una soglia molto bassa.

1. Entrare e restare

  • Il cittadino italiano entra senza visto per novanta giorni, prorogabili una volta fino a un massimo di centottanta giorni per anno solare.
  • Residenza per pensionati e titolari di rendite: richiede la prova di un trasferimento mensile stabile di importo determinato dalla normativa, con incrementi per ciascun familiare a carico. Si veda il visto brasiliano per pensionati.
  • Residenza per lavoratori a distanza: reddito mensile di almeno 1.500 dollari oppure disponibilità bancaria di almeno 18.000 dollari, assicurazione sanitaria con copertura nazionale, certificati penali del Paese d'origine e dei luoghi di residenza degli ultimi cinque anni, e prova del rapporto con committenti o datore esteri. Durata fino a un anno, rinnovabile. ‼️ È espressamente vietato svolgere attività retribuita per soggetti stabiliti in Brasile.
  • Residenza per investimento: immobiliare o in impresa, con soglie differenziate — più basse per le regioni Nord e Nordest.
  • Vincoli familiari: coniuge, convivente riconosciuto, figli, e la posizione peculiare di chi ha figli brasiliani, che apre un percorso rapido e stabile.

Chi ottiene un titolo di residenza deve registrarsi presso la polizia federale ed è tenuto a ritirare il documento di registrazione migratoria: è quello che serve per tutto il resto — codice fiscale, conto bancario, contratti.

2. Il fisco brasiliano, che sta cambiando molto

Il Brasile tassa i residenti sul reddito mondiale. Si acquista la residenza fiscale con l'ingresso in forza di un titolo permanente o di un contratto di lavoro, oppure con la permanenza superiore a 183 giorni, anche non consecutivi, in un periodo di dodici mesi.

  • Riforma dell'imposta sul reddito, dal 2026. Con la legge n. 15.270 del 26 novembre 2025 è stata introdotta l'esenzione integrale per i redditi fino a 5.000 reais al mese, con riduzione decrescente fino a 7.350 reais, e — sull'altro versante — una ritenuta del 10% sugli utili e dividendi distribuiti da una società a una persona fisica residente per importi superiori a 50.000 reais nel mese. È una riforma che alleggerisce i redditi bassi e appesantisce quelli alti: chi valuta il Brasile con dati anteriori al novembre 2025 ha in mano un quadro superato.
  • Patrimoni e strutture estere. Con la legge n. 14.754 del 12 dicembre 2023, in vigore dal 1° gennaio 2024, i redditi delle attività finanziarie estere e gli utili delle società controllate all'estero delle persone fisiche residenti sono tassati con aliquota fissa del 15%, e per le controllate la tassazione è automatica al 31 dicembre di ogni anno, a prescindere dalla distribuzione. La legge disciplina inoltre la trasparenza dei trust. Chi si trasferisce in Brasile conservando un portafoglio o una holding all'estero deve conoscere questa disciplina prima, perché cambia radicalmente il conto.

Il Brasile non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999: non opera la presunzione di residenza in Italia dell'art. 2, comma 2-bis del TUIR.

3. La convenzione, e il suo difetto

È il punto più importante di questa pagina. La convenzione fra Italia e Brasile, firmata a Roma il 3 ottobre 1978 e ratificata con legge 29 novembre 1980, n. 844, prevede all'art. 18 che pensioni, remunerazioni analoghe e assegni alimentari non eccedenti nell'anno solare 5.000 dollari statunitensi siano imponibili soltanto nello Stato di residenza del beneficiario — e che l'ammontare eccedente sia imponibile in entrambi gli Stati contraenti. Non è un errore di lettura: sopra una soglia fissata nel 1978 e mai rivalutata, la pensione italiana è tassabile sia in Italia sia in Brasile. La doppia imposizione è attenuata dal credito d'imposta, non eliminata. È una peculiarità che non ha eguali fra le convenzioni italiane, è oggetto da anni di sollecitazioni parlamentari per una rinegoziazione, e va conosciuta prima di trasferirsi: si veda il visto brasiliano per pensionati.

Restano ferme le regole ordinarie sulle pensioni pubbliche (art. 19): imponibili soltanto nello Stato erogante, salvo che il beneficiario sia residente e cittadino dell'altro Stato.

4. La previdenza

Il rapporto previdenziale è regolato dal protocollo aggiuntivo all'accordo di emigrazione, firmato a Brasilia il 30 gennaio 1974, ratificato con legge 6 aprile 1977, n. 236, in vigore dal 5 agosto 1977. Consente il cumulo dei periodi assicurativi maturati nei due Paesi ai fini del diritto alla prestazione: si veda la totalizzazione internazionale delle pensioni.

5. Vivere in Brasile

  • Dimensioni. È un continente: fra Porto Alegre e Manaus ci sono più chilometri che fra Lisbona e Mosca. Parlare del «Brasile» come di un contesto unitario non ha senso — clima, costi, sicurezza e servizi cambiano radicalmente.
  • Costo della vita. Molto favorevole per un reddito in euro nella maggior parte del Paese; le grandi città del Sudest hanno però immobiliare e servizi privati a prezzi europei.
  • Sanità. Sistema pubblico universale nell'impianto, gratuito e aperto anche agli stranieri residenti, ma sovraccarico; la classe media usa i piani sanitari privati, con quote mensili crescenti con l'età e periodi di carenza. Le strutture private delle grandi città sono di livello alto.
  • Sicurezza. Il rischio è marcatamente territoriale e urbano, e le regole di comportamento incidono molto. Come per il Messico, la scelta della città e del quartiere pesa più di qualunque precauzione individuale.
  • Lingua. Il portoghese brasiliano è comprensibile a un italiano in lettura e diventa utilizzabile in pochi mesi; la pronuncia è la difficoltà vera.
  • Collegamenti. Voli diretti dall'Italia su San Paolo e Rio; fuso di quattro-cinque ore.

6. Il saldo netto

Conviene a chi lavora a distanza con reddito europeo, a chi ha legami familiari brasiliani, a chi cerca un costo della vita basso con infrastrutture urbane funzionanti e un clima favorevole. Il canale per lavoratori a distanza è fra i più accessibili al mondo.

Non conviene a chi ha una pensione italiana significativa e conta di detassarla: la soglia dei 5.000 dollari annui della convenzione del 1978 rende il Brasile, su questo specifico punto, la destinazione peggiore fra quelle qui trattate. E non conviene a chi ha patrimoni finanziari all'estero e non ha studiato la disciplina brasiliana sulle strutture estere.

Fonti.
  • Lei n. 13.445 del 2017 (Lei de Migração) e risoluzioni normative del Conselho Nacional de Imigração, per le categorie di residenza, comprese quelle per pensionati, per lavoratori a distanza (reddito mensile di 1.500 dollari o disponibilità di 18.000 dollari, divieto di attività retribuita per soggetti stabiliti in Brasile) e per investimento.
  • Convenzione fra Italia e Brasile per evitare le doppie imposizioni, firmata a Roma il 3 ottobre 1978, ratificata con legge 29 novembre 1980, n. 844: art. 18, che assoggetta a imposizione esclusiva nello Stato di residenza le pensioni e gli assegni non eccedenti 5.000 dollari statunitensi annui e dispone che l'eccedenza sia imponibile in entrambi gli Stati; art. 19 per le pensioni pubbliche.
  • Lei n. 15.270 del 26 novembre 2025, per l'esenzione dell'imposta sul reddito fino a 5.000 reais mensili, la riduzione decrescente fino a 7.350 reais e la ritenuta del 10% sugli utili e dividendi superiori a 50.000 reais mensili, con effetto dal 2026.
  • Lei n. 14.754 del 12 dicembre 2023 e Instrução Normativa RFB n. 2.180/2024, per la tassazione con aliquota del 15% dei redditi delle attività finanziarie estere e degli utili delle entità controllate all'estero, con imputazione automatica al 31 dicembre, e per la disciplina dei trust.
  • Protocollo aggiuntivo all'accordo di emigrazione fra Italia e Brasile, firmato a Brasilia il 30 gennaio 1974, ratificato con legge 6 aprile 1977, n. 236, in vigore dal 5 agosto 1977.
  • D.M. 4 maggio 1999, che non include il Brasile fra gli Stati a regime fiscale privilegiato.

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