Carta d'identità elettronica per gli iscritti AIRE
La carta d'identità elettronica non serve solo a identificarsi: è anche una chiave di accesso ai servizi pubblici digitali italiani. Per gli iscritti all'AIRE il rilascio passa dal consolato, con una copertura che non è ancora uniforme in tutta la rete.
1. Chi la rilascia agli iscritti AIRE
Per il cittadino residente all'estero la carta d'identità elettronica è rilasciata dall'ufficio consolare competente, non dal comune. Il servizio è stato esteso progressivamente alla rete diplomatico-consolare e non è attivo presso tutti gli uffici: la verifica preliminare sul sito del consolato competente è indispensabile prima di programmare qualunque adempimento che presupponga il documento.
Dove il servizio non è attivo, il cittadino può ottenere la carta d'identità presso il comune italiano di iscrizione AIRE, in occasione di un rientro.
2. Che cosa richiede
- essere regolarmente iscritti all'AIRE presso quell'ufficio, con indirizzo aggiornato;
- la comparizione personale, per il rilievo delle impronte digitali dai dodici anni compiuti;
- una fotografia conforme agli standard;
- la restituzione dell'eventuale documento scaduto o la denuncia di smarrimento;
- per i minori, l'assenso di entrambi i genitori;
- il pagamento dei diritti previsti dalla tariffa consolare.
La carta non viene consegnata allo sportello: è prodotta dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e spedita all'indirizzo indicato. Va quindi messo in conto un tempo di recapito internazionale, che in alcune destinazioni è significativo.
3. Validità e valore come documento di viaggio
La durata è di dieci anni per i maggiorenni, cinque per i minori dai tre ai diciotto anni, tre per i minori di tre anni.
La carta d'identità italiana è valida per l'espatrio e consente al cittadino di circolare negli Stati dell'Unione europea e in quelli che la accettano in luogo del passaporto. Per la carta rilasciata a un iscritto AIRE la validità per l'espatrio non è però un automatismo universale: la sua accettazione dipende dallo Stato di destinazione, e per i viaggi fuori dall'area in cui è riconosciuta resta necessario il passaporto.
Perché conviene averla comunque. La CIE è uno dei due strumenti di identità digitale con cui si accede ai portali della pubblica amministrazione italiana. Per chi vive all'estero, dove l'accesso fisico agli sportelli è precluso, è spesso l'unica via praticabile per operare su INPS, Agenzia delle Entrate e anagrafe nazionale. Il punto è ripreso nella pagina su SPID, CIE e PEC da residente all'estero.
4. I codici PIN e PUK
Le funzioni di identità digitale della carta si attivano con un PIN, che viene consegnato in due metà: la prima al momento della richiesta, la seconda insieme alla carta. Perdere la prima metà significa non poter usare le funzioni digitali del documento e dover attivare una procedura di riemissione. Le due parti vanno conservate insieme e in luogo sicuro appena ricevute.
5. Differenze rispetto al comune
Due asimmetrie meritano attenzione. La prima è la copertura: il comune rilascia sempre, il consolato solo dove il servizio è attivo. La seconda è il domicilio di consegna: il comune consegna in Italia, il consolato spedisce all'estero, con i tempi e i rischi del recapito internazionale. Per chi ha necessità certe e ravvicinate, il passaporto resta il documento su cui contare.
- R.d. 18 giugno 1931, n. 773 (T.U.L.P.S.), art. 3, e successive modificazioni.
- D.l. 19 giugno 2015, n. 78, art. 10, conv. con modificazioni dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, per la carta d'identità elettronica.
- Regolamento (UE) 2019/1157 sul rafforzamento della sicurezza delle carte d'identità dei cittadini dell'Unione.
- D.lgs. 3 febbraio 2011, n. 71, funzioni degli uffici consolari.