Obblighi di leva residui e certificazioni per chi espatria
Per chi è nato dal 1986 in poi la questione non si pone. Per i nati prima, e per chi deve procurarsi certificazioni relative alla propria posizione militare, qualche adempimento residuo esiste ancora — ed è sopravvissuto alla fine della leva obbligatoria.
1. La leva è sospesa, non abolita
La legge 23 agosto 2004, n. 226, ha disposto la sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva: le chiamate sono cessate a decorrere dal 1° gennaio 2005. Fino al 31 dicembre 2004 furono chiamati i soggetti nati entro il 1985.
La formula tecnica è «sospensione», non «abolizione», e la differenza non è nominale. L'articolo 52 della Costituzione continua a prevedere che il servizio militare sia obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge: l'ordinamento ha sospeso le chiamate, conservando la possibilità di ripristinarle nei casi previsti dalla legge, fra cui lo stato di guerra e la grave crisi internazionale. Abolire l'obbligo richiederebbe una modifica costituzionale.
2. Chi è interessato oggi
- I nati dal 1986 in poi non hanno alcun obbligo di leva né alcuna posizione militare da regolarizzare.
- I nati entro il 1985 conservano una posizione presso i competenti uffici militari, che può essere di servizio prestato, di dispensa, di esonero o di riforma. Quella posizione risulta dal foglio matricolare o dai documenti equipollenti.
- I cittadini che hanno acquistato la cittadinanza italiana in età adulta, o che sono nati all'estero e sono stati iscritti tardivamente, possono trovare posizioni non definite negli archivi, che conviene chiarire quando emergono.
3. A che cosa serve, in pratica, la certificazione
Il documento che attesta la posizione militare — tipicamente il foglio matricolare o l'estratto ad esso relativo — viene richiesto in situazioni che non hanno nulla di militare:
- nei concorsi pubblici e nelle procedure di assunzione presso amministrazioni, ai fini del riconoscimento del servizio prestato;
- ai fini previdenziali, perché il servizio militare di leva è riconoscibile ai fini pensionistici e può essere accreditato: il tema si collega alla pagina su contribuzione volontaria e riscatti;
- in alcune procedure di naturalizzazione o di servizio militare presso Stati esteri, che chiedono di documentare la posizione nel Paese di origine.
4. Come ottenerla dall'estero
La certificazione si richiede agli uffici competenti in Italia. Chi risiede all'estero può inoltrare la domanda tramite il consolato competente, oppure conferire una procura a un familiare o a un professionista in Italia. La documentazione matricolare, essendo conservata su base territoriale secondo il distretto di appartenenza, può richiedere tempi non brevi quando l'archivio è stato accorpato o trasferito.
Doppia cittadinanza e servizio militare altrove. Il cittadino italiano che possieda anche un'altra cittadinanza può essere soggetto agli obblighi militari dello Stato di cui è parimenti cittadino, secondo la legge di quello Stato. Alcune convenzioni bilaterali regolano il concorso di obblighi militari fra Stati, stabilendo dove il servizio si presta e con quali effetti liberatori. È una verifica da fare prima di stabilirsi in un Paese che mantiene la coscrizione, e riguarda in modo particolare i figli.
5. Che cosa non è più richiesto
Non esiste più alcun obbligo di comunicare l'espatrio agli uffici di leva, né alcuna autorizzazione a espatriare per motivi militari, né alcun nulla osta per il rilascio del passaporto connesso alla posizione di leva. Sono adempimenti definitivamente superati dalla sospensione delle chiamate, e le indicazioni in senso contrario che si trovano in rete riflettono un quadro normativo cessato oltre vent'anni fa.
- Legge 23 agosto 2004, n. 226, sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva, con effetto dal 1° gennaio 2005.
- Art. 52 della Costituzione.
- D.lgs. 15 marzo 2010, n. 66 (codice dell'ordinamento militare), in particolare le disposizioni sulla sospensione del servizio di leva e sulla documentazione matricolare.
- Convenzioni bilaterali in materia di obblighi militari dei doppi cittadini, per gli Stati che ne sono parte.