Espatriare in Argentina
L'Argentina è il Paese in cui l'Italia si sente più di casa che in qualunque altro luogo del mondo: una quota molto ampia della popolazione ha ascendenza italiana, l'italiano è comprensibile a orecchio, e il rapporto culturale è di parentela più che di scambio. È anche il Paese la cui economia si è mossa negli ultimi due anni più di qualunque altro, con la fine del regime di controllo dei cambi e una disinflazione rapida: chi si informa su materiale anteriore al 2025 legge un Paese che non c'è più.
1. Entrare e restare
- Turismo: il cittadino italiano entra senza visto per novanta giorni, prorogabili una volta.
- Residenza per redditi propri (rentista): richiede la prova di un reddito passivo periodico e stabile — canoni, rendite, pensioni — di importo determinato dall'autorità migratoria e rivisto periodicamente. Si concede per un anno, rinnovabile; dopo tre anni di residenza temporanea si può chiedere quella permanente.
- Residenza transitoria per lavoro a distanza: centottanta giorni rinnovabili una volta, con una soglia di reddito inferiore, per chi presta servizi da remoto a soggetti esteri. Si veda lavorare da remoto dall'Argentina.
- Vincoli familiari: coniuge, genitori o figli di cittadini o residenti argentini accedono a un percorso separato e più rapido. È la via che riguarda molti italiani, per ragioni evidenti.
- Lavoro con contratto presso un datore registrato presso l'autorità migratoria.
Novità 2025 che cambia il conto. Con il decreto 366/2025 i residenti temporanei hanno perso l'accesso automatico e gratuito alla sanità pubblica e all'università pubblica: gli ospedali pubblici possono ora addebitare le prestazioni non urgenti ai non residenti permanenti, le università possono chiedere una retta, e ai visitatori e ai residenti temporanei è richiesta la prova di una copertura sanitaria. La gratuità universale, che era uno degli argomenti più citati a favore dell'Argentina, oggi vale per i residenti permanenti. La residenza per redditi propri resta invece pienamente operativa: non è stata toccata.
2. Il fisco: quando si diventa residenti, e che cosa comporta
La residenza fiscale argentina si acquista con l'ottenimento della residenza migratoria permanente, oppure dopo dodici mesi continuativi di permanenza con autorizzazioni temporanee. Da quel momento si è tassati sul reddito mondiale, e i beni situati ovunque entrano nella base dell'imposta sul patrimonio personale.
Esiste una deroga poco nota e utile: lo straniero assunto da un datore argentino per prestare la propria attività nel Paese può, entro un periodo determinato dalla legge, essere trattato come non residente ai fini dell'imposta sul reddito, e quindi tassato soltanto sui redditi di fonte argentina. È un regime pensato per gli incarichi a termine e va verificato sul caso concreto, ma cambia radicalmente il conto di un trasferimento per lavoro di durata determinata.
Fra i due Paesi è in vigore la convenzione contro le doppie imposizioni firmata a Roma il 15 novembre 1979, con protocollo, ratificata con legge 27 aprile 1982, n. 282: riguarda anche le imposte sul patrimonio, il che è rilevante proprio per l'imposta argentina sui beni personali. L'Argentina, inoltre, non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999: non opera la presunzione di residenza in Italia dell'art. 2, comma 2-bis del TUIR.
3. La previdenza: l'accordo più generoso che l'Italia abbia
La convenzione previdenziale con l'Argentina è un caso unico. Firmata a Buenos Aires il 3 novembre 1981, ratificata con legge 18 gennaio 1983, n. 32, in vigore dal 1° gennaio 1984, si applica a chi possa far valere periodi assicurativi nei due Paesi indipendentemente dalla cittadinanza. La sua peculiarità è la totalizzazione multipla: ai periodi italiani e argentini si possono sommare anche quelli maturati in Stati terzi, purché legati da accordi di sicurezza sociale all'Italia o all'Argentina. È l'unica convenzione italiana che lo consente, ed è la ragione per cui una carriera frammentata fra tre o quattro Paesi può ricomporsi passando dall'Argentina. Il minimo richiesto per la totalizzazione è di 52 settimane. Si veda la totalizzazione internazionale delle pensioni.
4. L'economia, che è la variabile
- Il regime di controllo dei cambi in vigore dal 2019 è stato rimosso nell'aprile 2025 per le persone fisiche, che possono comprare e vendere valuta liberamente; per le persone giuridiche sono rimaste alcune restrizioni. È la novità che cancella il capitolo più complicato della vita quotidiana degli stranieri in Argentina: la convivenza fra un cambio ufficiale e uno parallelo, con tutte le distorsioni che ne derivavano.
- L'inflazione è scesa in modo marcato rispetto ai valori del 2023-2024, ma resta su livelli che nessun Paese europeo conosce. Ne discende una regola pratica: i contratti di locazione, gli stipendi e i risparmi vanno pensati in valuta o con clausole di indicizzazione, e i prezzi rilevati anche solo sei mesi prima non sono attendibili.
- Il costo della vita in dollari è cambiato più volte direzione negli ultimi anni: l'Argentina è stata, nel giro di un triennio, molto economica e poi cara. Qualunque cifra letta va datata.
5. Vita quotidiana
- Sanità: pubblica e universale nell'impianto, con qualità disomogenea; il sistema realmente usato dalla classe media è quello delle obras sociales e della medicina prepagata, con quote mensili. Dopo il decreto del 2025 la copertura privata è richiesta anche in sede di domanda di residenza temporanea.
- Istruzione: l'università pubblica è di buon livello e storicamente gratuita, ma dal 2025 può essere a pagamento per i non residenti permanenti.
- Lingua: lo spagnolo rioplatense, con pronuncia e lessico propri e una prosodia sorprendentemente vicina all'italiano — l'eredità dell'immigrazione. Si veda gli italo-argentini.
- Collegamenti: voli diretti dall'Italia su Buenos Aires, quattordici ore circa, con fuso di quattro-cinque ore.
6. Il saldo netto
Conviene a chi ha un reddito in valuta forte e vuole un contesto culturalmente familiare; a chi ha legami familiari argentini; a chi apprezza una grande capitale europea per impianto urbano e vita culturale a un costo che, con reddito estero, resta favorevole. La convenzione previdenziale è, per una carriera internazionale frammentata, un vantaggio concreto che nessun altro Paese offre.
Non conviene a chi ha bisogno di stabilità macroeconomica per pianificare a dieci anni; a chi conta di guadagnare in pesos e risparmiare; a chi si trasferisce da residente temporaneo contando sulla gratuità dei servizi pubblici, che dal 2025 non è più garantita.
- Ley de Migraciones n. 25.871 e disposizioni della Dirección Nacional de Migraciones, per le categorie di residenza temporanea, fra cui quella per redditi propri e quella transitoria per lavoro a distanza.
- Decreto 366/2025, per la cessazione dell'accesso automatico e gratuito dei residenti temporanei alle prestazioni sanitarie pubbliche non urgenti e all'università pubblica, e per l'obbligo di copertura sanitaria.
- Ley de Impuesto a las Ganancias e disciplina dell'imposta sui beni personali, per l'acquisto della residenza fiscale con la residenza migratoria permanente o dopo dodici mesi di permanenza con autorizzazioni temporanee, e per il regime dei lavoratori stranieri assunti a termine.
- Convenzione fra Italia e Argentina per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, con protocollo, firmata a Roma il 15 novembre 1979 e ratificata con legge 27 aprile 1982, n. 282.
- Convenzione di sicurezza sociale fra Italia e Argentina, firmata a Buenos Aires il 3 novembre 1981, ratificata con legge 18 gennaio 1983, n. 32, in vigore dal 1° gennaio 1984, con accordo amministrativo del 15 dicembre 1983; totalizzazione multipla con Stati terzi convenzionati con l'uno o con l'altro Paese.
- D.M. 4 maggio 1999, che non include l'Argentina fra gli Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato.