Espatriare in Canada
Il Canada è la destinazione nordamericana con la porta d'ingresso più chiara: un sistema a punti, pubblico e verificabile, in cui si può calcolare da soli la propria posizione prima di muovere un passo. È anche il Paese che negli ultimi due anni ha ridotto in modo deliberato i propri ingressi, e chi si informa su articoli del 2022 o del 2023 troverà un quadro molto più aperto di quello reale.
1. Il fatto nuovo: il Canada sta stringendo
Dopo anni di espansione, il piano triennale adottato per il periodo 2026-2028 stabilizza gli ingressi in via permanente a 380.000 l'anno, in calo rispetto ai 395.000 del 2025, e soprattutto interviene sui soggiorni temporanei: gli arrivi temporanei scendono a 385.000 nel 2026 e a 370.000 negli anni successivi, con una riduzione dichiarata del 50% per i nuovi studenti internazionali e uno spostamento dei permessi di lavoro verso le qualifiche più alte. La componente economica resta la maggiore, arrivando al 64% degli ingressi permanenti nel 2027 e nel 2028.
Per un italiano il messaggio pratico è che la via dello studio come trampolino verso la residenza — molto battuta fino al 2023 — è oggi stretta, mentre la via economica per profili qualificati resta la principale.
2. Le vie di ingresso
- Sistema a punti federale per i profili qualificati: è la via principale, e si valuta da soli prima di candidarsi. Si veda Express Entry per italiani.
- Programmi provinciali: ogni provincia seleziona per proprio conto secondo i fabbisogni del proprio mercato del lavoro. La nomina provinciale pesa moltissimo nel punteggio federale, ed è la via di chi ha un profilo buono ma non eccellente.
- Permesso di lavoro con datore canadese, che di norma richiede una valutazione preventiva d'impatto sul mercato del lavoro; esistono però numerose eccezioni, fra cui i trasferimenti infragruppo. Si veda lavorare in Canada.
- Québec, che seleziona autonomamente i propri immigrati economici e ha requisiti linguistici propri: si veda il Québec per italiani.
- Ricongiungimento familiare, per coniuge, partner conviventi e figli, e — con un meccanismo a estrazione — per genitori e nonni.
Una via poco sfruttata dagli italiani. L'accordo bilaterale di mobilità giovanile consente ai cittadini italiani fra i 18 e i 35 anni di ottenere un permesso di lavoro temporaneo senza offerta di impiego e senza valutazione del mercato del lavoro, attraverso il programma di esperienza internazionale. Il contingente riservato all'Italia — dell'ordine delle migliaia di posti per stagione — resta di norma largamente inutilizzato, perché quasi nessuno in Italia sa che esiste. Per chi rientra nella fascia d'età è il modo più semplice in assoluto di entrare legalmente nel mercato del lavoro canadese, e da lì costruire un percorso.
3. Il fisco: una buona notizia all'ingresso
Il Canada tassa i residenti sul reddito mondiale, con imposta federale progressiva e imposta provinciale aggiuntiva: il carico complessivo, nelle province maggiori, è comparabile a quello italiano, con differenze sensibili fra una provincia e l'altra.
Chi diventa residente canadese ottiene un «azzeramento» del costo fiscale dei propri beni. La legge tributaria canadese considera che il nuovo residente abbia ceduto e immediatamente riacquistato quasi tutti i propri beni al valore di mercato del giorno in cui acquista la residenza. In pratica: le plusvalenze maturate in Italia prima del trasferimento non saranno mai tassate dal Canada, perché il costo di riferimento riparte dal valore d'ingresso. È l'esatto contrario di quel che accade uscendo, dove opera una vera imposta di uscita: chi cessa di essere residente è considerato aver ceduto i propri beni al valore di mercato, con alcune esclusioni fra cui gli immobili situati in Canada e i piani previdenziali registrati. Chi progetta un soggiorno canadese temporaneo deve conoscere entrambi gli effetti prima di arrivare, perché la fotografia d'ingresso determina il conto d'uscita.
Fra Italia e Canada è in vigore la convenzione firmata a Ottawa il 3 giugno 2002, ratificata con legge 24 marzo 2011, n. 42, in vigore dal 25 novembre 2011, che ha sostituito quella del 1977. Sul versante previdenziale opera un accordo distinto, che consente di sommare i periodi assicurativi — con la particolarità che il Québec ha un regime proprio.
4. La casa, che è il vero problema
Il costo dell'abitazione a Toronto e a Vancouver è, in rapporto ai redditi, fra i più alti dei Paesi avanzati, ed è il fattore che negli ultimi anni ha spinto il governo federale a ridurre gli ingressi. Le conseguenze pratiche per chi arriva:
- Il canone di locazione assorbe, nelle due maggiori aree, una quota di reddito che nessuna città italiana avvicina.
- Chi arriva senza storia creditizia e senza referenze canadesi ha difficoltà ad affittare: si offrono più mensilità anticipate o si ricorre a un garante.
- Le province minori — Alberta, Manitoba, le province atlantiche — offrono un rapporto fra reddito e costo dell'abitazione molto migliore, e non a caso i programmi provinciali vi selezionano con criteri più accessibili.
5. Che cosa sapere prima
- Il clima non è un dettaglio. Fuori dalla costa pacifica l'inverno è lungo e rigido, con temperature che nelle praterie scendono ben sotto lo zero per mesi. Ha effetti sui costi — riscaldamento, abbigliamento, automobile — e sulla vita sociale.
- La sanità è pubblica ma provinciale, e non copre tutto: si veda la sanità in Canada.
- Le professioni regolamentate sono di competenza provinciale: il titolo italiano va riconosciuto dall'ordine della provincia di destinazione, con procedure lunghe. Si veda esercitare professioni regolamentate all'estero.
- Il bilinguismo è istituzionale, ma sul territorio è il francese a essere concentrato in Québec e in parte del New Brunswick: fuori di lì si vive in inglese.
6. Il saldo netto
Conviene a chi ha un titolo di studio riconoscibile, buona conoscenza dell'inglese o del francese ed età inferiore ai trentacinque anni — i tre fattori che pesano di più nel sistema a punti; a chi cerca un percorso di ingresso prevedibile, con criteri pubblici, senza estrazioni né sponsor obbligatori; a chi ha meno di trentacinque anni e può usare il canale di mobilità giovanile.
Conviene meno a chi ha più di quarantacinque anni e nessuna offerta di lavoro, perché l'età pesa negativamente e in modo marcato; a chi punta su Toronto o Vancouver senza un reddito elevato; a chi confidava nella via dello studio, oggi molto ristretta.
- Immigration, Refugees and Citizenship Canada, piano dei livelli di immigrazione 2026-2028: 380.000 ingressi permanenti l'anno, 385.000 nuovi ingressi temporanei nel 2026 e 370.000 nel 2027 e nel 2028, riduzione del 50% dei nuovi studenti internazionali, quota economica al 64% nel 2027 e nel 2028.
- Income Tax Act canadese, § 128.1(1), per la cessione e il riacquisto figurativi al valore di mercato all'atto dell'acquisto della residenza, e § 128.1(4), per la cessione figurativa all'atto della cessazione della residenza e per le esclusioni.
- Convenzione fra Italia e Canada per evitare le doppie imposizioni, firmata a Ottawa il 3 giugno 2002, ratificata con legge 24 marzo 2011, n. 42 (Gazzetta Ufficiale n. 86 del 14 aprile 2011), in vigore dal 25 novembre 2011, sostitutiva della convenzione del 17 novembre 1977 e del protocollo del 20 marzo 1988.
- Accordo di sicurezza sociale fra Italia e Canada del 17 novembre 1977, in vigore dal 1° gennaio 1979, e accordo del 22 maggio 1995; regime distinto per il Québec.
- Programma bilaterale di mobilità giovanile fra Italia e Canada, con limite di età elevato a 35 anni e contingente annuo riservato ai cittadini italiani.