Nord America

Quanto costa davvero un visto statunitense

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

La domanda «quanto costa un visto americano» ha una risposta breve e sbagliata — la tariffa consolare — e una lunga e corretta, che somma quattro o cinque voci diverse pagate a soggetti diversi, in momenti diversi, e in gran parte non rimborsabili se la domanda viene respinta. È quest'ultima la cifra che serve per decidere.

Regola preliminare: verificare sempre alla fonte, con la data. Le tariffe cambiano, e i siti che le riepilogano sono spesso aggregatori che ripubblicano vecchie notizie con una data nuova. In circolazione ci sono, in questo momento, pagine datate 2026 che annunciano come imminente un aumento delle tariffe consolari effettivamente già avvenuto nel 2023. Le uniche fonti da usare sono il sito del Dipartimento di Stato per le tariffe consolari e quello dell'agenzia per l'immigrazione per le tariffe delle istanze: entrambe pubblicano il proprio tariffario ufficiale.

1. Le voci, in ordine di comparsa

  • La tariffa dell'istanza, quando il visto ne richiede una. Per i visti di lavoro l'istanza è presentata negli Stati Uniti dal datore o dall'impresa prima che il richiedente possa prenotare il colloquio, e i relativi diritti sono a carico dell'istante. È la voce più pesante e la meno visibile a chi guarda solo il consolato.
  • La tariffa consolare di domanda — la cosiddetta «tariffa MRV» — che si paga prima del colloquio ed è dovuta anche in caso di diniego. È legata alla domanda, non al visto, e non si trasferisce ad altra persona.
  • La tariffa di rilascio per reciprocità, dovuta solo se il Paese di cittadinanza la applica ai cittadini statunitensi. Per gli italiani, nella gran parte delle categorie, non è dovuta: è uno dei pochi vantaggi concreti che la nazionalità italiana porta in questa materia.
  • La trattazione accelerata, facoltativa e disponibile solo per alcune categorie di istanze: riduce i tempi a poche settimane, con un importo autonomo che viene adeguato periodicamente.
  • Le spese vive: visita medica presso un medico convenzionato — obbligatoria per i visti di immigrazione, non per quelli temporanei — fotografie a norma, traduzioni giurate, legalizzazioni e apostille, corriere, e il viaggio fino alla sede consolare competente.
  • L'assistenza legale, quando serve: si veda quando serve un avvocato dell'immigrazione.

2. Le tariffe consolari, e la loro data

La struttura in vigore è quella introdotta con il regolamento definitivo pubblicato nel marzo 2023 ed efficace dal 17 giugno 2023, prima revisione complessiva dal 2014:

  • 185 dollari per i visti non basati su istanza: turismo e affari, studio, scambio.
  • 205 dollari per i visti di lavoro basati su istanza: occupazione specializzata, trasferimento infragruppo, capacità straordinaria, artisti e sportivi, religiosi.
  • 315 dollari per i visti da trattato — commerciante, investitore, professionista qualificato: è la categoria che ha subito l'aumento maggiore, ed è quella che riguarda più imprenditori italiani.

Chi viaggia senza visto paga invece l'autorizzazione elettronica, il cui costo è salito a 40 dollari dal 30 settembre 2025.

3. Le nuove voci introdotte nel 2025

La legge di bilancio federale approvata il 4 luglio 2025 ha istituito diritti nuovi e di fonte legislativa, non regolamentare, con adeguamento annuale all'inflazione. Fra questi:

  • una tariffa di integrità del visto di 250 dollari, dovuta alla emissione del visto per quasi tutte le categorie non immigranti. ‼️ Al momento non è ancora riscossa in modo generalizzato: il coordinamento fra le amministrazioni non è completato e le sedi consolari non applicano tutte le stesse istruzioni. Va messa a bilancio come costo probabile di chi presenta domanda nei prossimi mesi, non come costo certo di oggi;
  • diritti autonomi sulla domanda di asilo, sul rinnovo annuale dell'istanza pendente e sul documento di ingresso e uscita, di importo contenuto ma nuovi.

4. Le tariffe delle istanze all'immigrazione

Per dare l'ordine di grandezza, alle tariffe vigenti: l'istanza per un lavoratore non immigrante costa alcune centinaia di dollari, cui si aggiungono per talune categorie contributi ulteriori a carico del datore; la domanda di adeguamento dello status a residente permanente supera i mille dollari; la domanda di cittadinanza si colloca intorno agli ottocento. La presentazione telematica, dove ammessa, riduce l'importo di una cinquantina di dollari rispetto a quella cartacea.

Per una famiglia il conto va moltiplicato: coniuge e figli hanno ciascuno la propria domanda, la propria tariffa consolare e, per i percorsi di immigrazione, la propria visita medica. Un nucleo di quattro persone che chiede la residenza permanente affronta una spesa in diritti nell'ordine di diverse migliaia di dollari, prima di qualunque assistenza professionale.

5. La voce che nessuno mette a bilancio: il tempo

Il costo economico non è il vincolo principale. Lo sono i tempi: la disponibilità di appuntamento presso la sede consolare, che varia da settimane a molti mesi secondo il posto e la stagione; la trattazione dell'istanza; e, per le categorie soggette a limiti numerici, l'attesa del turno. Un progetto costruito su una data di partenza fissa senza margine su questi tempi salta per ragioni di calendario, non di denaro. Si veda ritardi nelle pratiche: che cosa si può fare.

6. In sintesi

  • La tariffa consolare è la voce minore del conto per quasi tutte le categorie di lavoro.
  • Quasi nulla è rimborsabile in caso di diniego: si veda gli errori che fanno negare il visto.
  • Le cifre vanno verificate alla data in cui si presenta la domanda, sui due tariffari ufficiali, e non su articoli riepilogativi.
Fonti.
  • Department of State, regolamento definitivo pubblicato nel Federal Register il 28 marzo 2023 ed efficace dal 17 giugno 2023, che eleva la tariffa di domanda dei visti non immigranti a 185 dollari per le categorie non basate su istanza, a 205 dollari per le categorie H, L, O, P, Q e R e a 315 dollari per le categorie E.
  • Public Law 119-21, del 4 luglio 2025, che istituisce la tariffa di integrità del visto di 250 dollari dovuta all'emissione, con adeguamento annuale all'indice dei prezzi al consumo, e ulteriori diritti in materia di asilo e di documenti di ingresso.
  • Department of Homeland Security, per l'aumento a 40 dollari del costo dell'autorizzazione elettronica di viaggio a decorrere dal 30 settembre 2025.
  • Tariffario ufficiale delle istanze all'agenzia federale per l'immigrazione e cittadinanza, e tabella delle tariffe consolari e di reciprocità del Department of State, da consultare alla data della domanda.

Avvertenza. I contenuti di questo sito hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. Illustrano in termini generali discipline tecniche in continua evoluzione e non sono riferiti ad alcuna situazione individuale. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o previdenziale, non configurano un parere professionale e non instaurano alcun rapporto professionale fra il gestore del sito e l'utente. Soglie, aliquote, denominazioni di visti e requisiti di soggiorno cambiano con frequenza elevata e vanno verificati alla fonte primaria alla data in cui si legge. Prima di assumere qualsiasi decisione è necessario rivolgersi a un professionista qualificato che esamini il caso concreto.