Nord America

La sanità in Canada

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

La sanità canadese è il contro-esempio che gli italiani usano quando parlano degli Stati Uniti: pubblica, universale, gratuita al punto di accesso. È vero, ed è una differenza enorme. Ma «universale» in Canada significa una cosa precisa e più stretta di quanto suoni: copre il medico e l'ospedale, non i farmaci fuori dall'ospedale, non il dentista, non l'oculista. Circa un terzo della spesa sanitaria canadese è privata, e ricade su chi la sostiene.

1. Un sistema federale solo nel finanziamento

La legge federale del 1984 non gestisce nulla: pone cinque condizioni — gestione pubblica, completezza, universalità, trasferibilità, accessibilità — che le province devono rispettare per ricevere i trasferimenti federali. La gestione è interamente provinciale: tessera provinciale, regole provinciali, tempi provinciali. Cambiare provincia significa cambiare sistema.

2. Che cosa è coperto e che cosa no

  • Coperto: le prestazioni mediche e ospedaliere «necessarie dal punto di vista sanitario». Visite dal medico di famiglia e dallo specialista, diagnostica, ricoveri, interventi, parto. Senza ticket e senza fattura.
  • Non coperto, salvo programmi provinciali per categorie determinate: i farmaci prescritti al di fuori del ricovero, l'odontoiatria, l'ottica, la fisioterapia, la psicoterapia, e in gran parte delle province l'ambulanza, che si paga.

È qui che la sorpresa colpisce l'italiano. Una terapia farmacologica cronica, per chi non ha una copertura aziendale, è una spesa mensile a carico. La copertura per i farmaci è nella pratica legata all'impiego, come negli Stati Uniti: è la voce principale del pacchetto di benefits, ed è il motivo per cui due offerte di lavoro con la stessa retribuzione possono valere cifre molto diverse. Chi lavora in proprio la acquista privatamente. Un progetto di copertura farmaceutica nazionale è stato avviato con una legge federale dell'ottobre 2024, ma è per ora limitato a contraccettivi e farmaci per il diabete, opera solo nelle province che hanno firmato un'intesa bilaterale — poche — e il quadro dei finanziamenti successivi non ne indica un'estensione. Non è un sistema su cui contare.

3. L'iscrizione, e il periodo scoperto

  • Ci si iscrive al piano della provincia di residenza appena arrivati. Serve il documento di soggiorno, la prova dell'indirizzo e l'identità.
  • Il periodo di attesa dipende dalla provincia. Alcune coprono dal giorno dell'iscrizione: l'Ontario ha eliminato l'attesa trimestrale dal 19 marzo 2020, misura poi divenuta stabile. Altre mantengono un'attesa che può arrivare a circa tre mesi dall'arrivo. La differenza va verificata per la provincia specifica prima di partire, perché nel periodo scoperto si è interamente a proprio carico.
  • Chi ha un permesso temporaneo può o non può essere ammesso al piano provinciale secondo la durata del permesso e la provincia: la soglia usuale è un titolo di soggiorno di almeno sei mesi.
  • La tessera europea non ha alcun valore in Canada, e fra Italia e Canada non esiste un accordo di assistenza sanitaria reciproca. Serve una copertura privata per il periodo iniziale.

4. I tempi di attesa, che sono il vero limite

Il problema del sistema canadese non è il costo, è l'accesso. Due difficoltà, entrambe strutturali e ben documentate dal dibattito pubblico canadese:

  • Il medico di famiglia. Milioni di canadesi non ne hanno uno, e nelle province più colpite l'iscrizione avviene tramite liste d'attesa che durano anni. Senza medico di famiglia si accede alle cliniche senza appuntamento e al pronto soccorso, che è la via più lenta e meno adatta. Per chi arriva è un problema pratico immediato, e va affrontato il primo mese, non quando serve.
  • Gli interventi programmati e le visite specialistiche hanno tempi di attesa lunghi, con differenze molto marcate fra province e fra specialità. Le liste sono pubbliche: ciascuna provincia pubblica i propri tempi, ed è un dato da guardare prima di scegliere dove stabilirsi, esattamente come si guarda il costo delle case.

5. Che cosa fare nella pratica

  • Coprire con una polizza il periodo fra l'arrivo e la decorrenza del piano provinciale, calcolato sulla provincia specifica.
  • Verificare che cosa comprenda il pacchetto sanitario del datore di lavoro — farmaci, dentista, ottica, psicoterapia — e per quali familiari: è la parte del contratto che vale di più e che si negozia meno.
  • Iscriversi a una lista per il medico di famiglia il primo mese.
  • Portare dall'Italia la documentazione clinica rilevante, tradotta: ricostruire una storia sanitaria in un sistema che non la possiede richiede tempo e ripete esami.
  • Chi mantiene legami con l'Italia verifichi che cosa gli spetti al rientro: si veda l'assistenza sanitaria per gli iscritti all'AIRE e rientrare in Italia per curarsi.

6. Il confronto onesto

Rispetto agli Stati Uniti il vantaggio canadese è netto e non discutibile: nessuna franchigia, nessun tetto annuo da temere, nessun rischio di rovina finanziaria per una malattia. Rispetto all'Italia il confronto è più equilibrato di quanto si dica: il sistema canadese non ha ticket sulle prestazioni coperte, ma non copre i farmaci territoriali, che in Italia sono in larga parte a carico del servizio pubblico, e ha tempi di attesa che nel confronto non escono vincitori. Chi si trasferisce non passa a un sistema migliore in assoluto: passa a un sistema con un profilo di rischio diverso.

Fonti.
  • Canada Health Act (R.S.C., 1985, c. C-6), per i cinque principi cui le province devono conformarsi e per la nozione di prestazioni assicurate limitata ai servizi medici e ospedalieri necessari dal punto di vista sanitario.
  • Ontario, Regulation 552, come modificata con effetto dal 19 marzo 2020, per l'eliminazione del periodo di attesa trimestrale ai fini dell'iscrizione al piano sanitario provinciale.
  • Pharmacare Act (S.C. 2024, c. 24), in vigore dal 10 ottobre 2024, per la prima fase di copertura farmaceutica nazionale limitata ai contraccettivi e ai farmaci per il diabete, attuata mediante intese bilaterali con singole province.
  • Dati provinciali sui tempi di attesa per le prestazioni specialistiche e chirurgiche, pubblicati da ciascuna provincia.

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