Lavorare nelle istituzioni dell'Unione europea
Lavorare per l'Unione europea non è un impiego all'estero come gli altri: è un rapporto con un datore sovranazionale, con regole proprie di assunzione, di previdenza e di fisco che non appartengono a nessun ordinamento nazionale. Le vie d'accesso sono più numerose di quella — lunga e selettiva — che tutti conoscono, e il regime fiscale che ne deriva è trattato a parte in la fiscalità dei funzionari dell'Unione europea.
1. Le categorie di personale
- Funzionari. Assunti a tempo indeterminato dopo un concorso generale, nei gruppi degli amministratori — funzioni di concezione, analisi, negoziato — e degli assistenti, con funzioni esecutive e di supporto. È la posizione più stabile e la più difficile da ottenere.
- Agenti contrattuali. Assunti a termine, spesso rinnovabile, attraverso procedure di selezione permanenti e più rapide del concorso. È la via d'ingresso numericamente più importante e la più sottovalutata: molte carriere iniziano di qui.
- Agenti temporanei. Reclutati per esigenze specifiche, in particolare nelle agenzie decentrate e nei gabinetti, con procedure proprie pubblicate dalle singole istituzioni.
- Esperti nazionali distaccati. Dipendenti di un'amministrazione nazionale inviati per un periodo determinato, restando alle dipendenze dell'amministrazione d'origine. Si passa dal proprio ministero o ente, non da una candidatura diretta.
- Interinali e prestatori esterni. Presenza consistente, soprattutto nei profili informatici e amministrativi, con contratti di diritto locale: attenzione, non danno lo statuto europeo né i relativi benefici fiscali.
- Tirocinanti. Programmi retribuiti di alcuni mesi presso Commissione, Parlamento, Consiglio e altre istituzioni. Non garantiscono un seguito, ma danno conoscenza del funzionamento interno e una rete.
2. Il concorso generale
È il percorso classico verso il posto di funzionario. Si articola in una candidatura dettagliata, prove di ragionamento e di competenza, e una fase finale di valutazione. Chi supera tutte le fasi entra in un elenco di riserva: non è un'assunzione, è l'idoneità. Le istituzioni attingono da quell'elenco secondo le proprie esigenze, e il tempo che intercorre fra l'iscrizione e la chiamata può essere lungo — o non arrivare mai.
Va pianificato come una maratona. Fra la pubblicazione del bando e l'eventuale assunzione passano abitualmente più di due anni. Chi si candida deve continuare a costruire la propria carriera altrove nel frattempo, e non organizzare la propria vita attorno all'esito. La preparazione alle prove di ragionamento è una competenza a sé, che si allena: è la ragione principale per cui candidati eccellenti sul piano professionale vengono eliminati alla prima fase.
3. Le lingue
Servono almeno due lingue ufficiali dell'Unione, di cui una fra le lingue di lavoro, a un livello di padronanza reale e verificato nelle prove. Per un italiano ciò significa in pratica un inglese solido e, in molte sedi di Bruxelles e Lussemburgo, un francese quantomeno funzionale.
L'italiano è lingua ufficiale e apre alcune posizioni specifiche — traduzione, interpretazione, giuristi linguisti — dove la concorrenza è limitata ai madrelingua e il fabbisogno è costante. È una via d'accesso concreta e poco battuta da chi ha la formazione adatta.
4. Dove si lavora
Bruxelles concentra Commissione, Consiglio e gran parte dell'attività parlamentare; Lussemburgo ospita Corte di giustizia, Corte dei conti, Banca europea per gli investimenti e servizi importanti della Commissione; Strasburgo le sessioni plenarie del Parlamento; Francoforte la Banca centrale. A queste si aggiungono decine di agenzie decentrate distribuite in tutta l'Unione — alcune in Italia — che assumono con procedure proprie e sono molto meno affollate di candidature.
La scelta della sede determina il Paese di vita quotidiana, e con esso costi, casa e scuola: si vedano espatriare in Belgio e espatriare in Lussemburgo.
5. Che cosa comporta lo statuto
- Un regime previdenziale e sanitario autonomo. Il personale statutario non è iscritto alla sicurezza sociale del Paese di servizio ma al regime comune delle istituzioni, con una propria cassa malattia e un proprio schema pensionistico.
- Indennità legate alla condizione di espatrio, alla famiglia e ai figli a carico, che incidono in misura rilevante sul totale percepito e che sono soggette a condizioni precise di attribuzione.
- Scuole europee per i figli, gratuite per il personale statutario, con curricolo multilingue e maturità europea riconosciuta. È uno dei benefici materiali più consistenti.
- Un regime fiscale sui generis, con imposta a beneficio del bilancio dell'Unione ed esenzione dalle imposte nazionali sulla retribuzione, e — punto decisivo e poco noto — la conservazione del domicilio fiscale nel Paese d'origine. È l'argomento di la fiscalità dei funzionari dell'Unione europea, e va compreso prima di trasferirsi, perché incide sull'AIRE, sugli immobili italiani e sulle successioni.
6. Chi non è funzionario
Attorno alle istituzioni vive un ecosistema professionale ampio: rappresentanze permanenti degli Stati, regioni e enti territoriali, studi legali specializzati in diritto europeo, associazioni di categoria, gruppi di pressione, organizzazioni non governative, consulenza e ricerca. Sono rapporti di lavoro di diritto belga o lussemburghese, con fiscalità e previdenza ordinarie del Paese in cui si lavora: nessuno dei benefici dello statuto europeo si applica.
È un equivoco frequente e costoso: «lavorare a Bruxelles nell'Unione» e «lavorare per l'Unione» sono due posizioni giuridiche del tutto diverse. Chi valuta un'offerta deve accertare quale delle due gli viene proposta, perché il netto e la previdenza cambiano completamente.
- Statuto dei funzionari dell'Unione europea e regime applicabile agli altri agenti, di cui al regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 e successive modifiche.
- Protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea, allegato ai trattati.
- Ufficio europeo di selezione del personale, per bandi, calendari e struttura delle prove.
- Convenzione recante statuto delle Scuole europee.