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Espatriare in Austria

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

L'Austria offre a un italiano il livello di servizi e di sicurezza del mondo germanico a un passo da casa, con una qualità della vita che le classifiche internazionali collocano stabilmente ai primi posti. Ha due peculiarità fiscali che sorprendono chi arriva: la tredicesima e la quattordicesima sono tassate al sei per cento, e non esiste imposta di successione.

1. Ingresso e registrazione

Nessun visto, ma due adempimenti distinti che non vanno confusi:

  1. La registrazione del domicilio presso l'ufficio comunale, obbligatoria per chiunque — austriaci compresi — entro tre giorni dall'ingresso nell'alloggio. È l'adempimento da cui discende tutto il resto e il termine è breve davvero.
  2. L'attestato di registrazione per cittadini dell'Unione, da richiedere entro quattro mesi dall'arrivo, che documenta il diritto di soggiorno.

Segue l'iscrizione all'AIRE entro novanta giorni.

2. Lavoro

Economia solida e diversificata: industria meccanica ed elettrotecnica, chimica, turismo alpino, servizi finanziari e sedi regionali per l'Europa centro-orientale, di cui Vienna è storicamente la porta d'accesso. Disoccupazione bassa e forte carenza di personale nell'artigianato qualificato, nella sanità e nel turismo.

Il tedesco è necessario fuori dalle nicchie internazionali viennesi, e per le professioni regolamentate è requisito formale del riconoscimento: si vedano riconoscimento dei titoli di studio ed esercitare professioni regolamentate all'estero. Un vantaggio concreto rispetto alla Germania: la formazione professionale è altrettanto sviluppata e il mercato è più piccolo, il che rende più facile farsi notare.

3. La tredicesima e la quattordicesima al sei per cento

È la peculiarità che cambia i conti e che nessuna guida italiana spiega. In Austria il lavoratore dipendente riceve di norma quattordici mensilità — dodici ordinarie più il premio per le ferie in estate e quello natalizio — e le due aggiuntive non seguono la progressione ordinaria: entro un massimale annuo, calcolato come sesto della retribuzione dell'anno, sono tassate a un'aliquota fissa del sei per cento, con una prima quota esente.

L'effetto è che il carico effettivo su un lordo austriaco è sensibilmente inferiore a quello che l'aliquota marginale — che arriva molto in alto — lascerebbe supporre. Un confronto fra lordo italiano e lordo austriaco fatto senza tenerne conto è semplicemente sbagliato, e in favore dell'Austria.

Sul resto il quadro è quello continentale: imposta progressiva a scaglioni con marginale elevata, contributi sociali ripartiti fra datore e lavoratore, prelievo proporzionale sui redditi di capitale.

4. Successioni, donazioni, patrimonio

L'Austria non ha imposta di successione né imposta sulle donazioni. Sono state dichiarate incostituzionali nel 2007, per vizio dei criteri di valutazione degli immobili, e sono venute meno il 1° agosto 2008 senza essere mai state sostituite. Non esiste inoltre alcuna imposta patrimoniale generale.

Attenzione a due cose. Primo: pur non essendovi imposta, permane un obbligo di comunicazione delle donazioni oltre determinate soglie, con sanzioni per l'omissione — non si tassa, ma si dichiara. Secondo: la successione di un italiano non è governata solo dal Paese in cui vive. Sul piano civile decide la legge individuata dal regolamento europeo, sul piano fiscale conta anche dove sono i beni e dove il defunto era residente per l'Italia. Chi si trasferisce in Austria contando sull'assenza di imposta per il patrimonio rimasto in Italia si sbaglia: si vedano successioni internazionali e regolamento europeo e il testamento internazionale.

Restano invece: l'imposta sul trasferimento degli immobili all'acquisto e un prelievo proporzionale sulle plusvalenze immobiliari, che si applica anche molti anni dopo l'acquisto.

5. Agevolazioni per chi arriva

Due strumenti, meno generosi di quelli olandese o portoghese ma reali:

  • Forfait per gli impatriati: chi si trasferisce per lavoro può portare in deduzione, in luogo delle spese effettive, una quota forfettaria pari al venti per cento della retribuzione entro un tetto annuo, per un periodo limitato.
  • Agevolazione al trasferimento per scienziati e ricercatori, prevista dalla legge sull'imposta sul reddito, che può neutralizzare l'aggravio derivante dal trasferimento e, in casi determinati, applicare un trattamento di favore. È discrezionale e va richiesta.

6. Sanità

Assicurazione obbligatoria e sostanzialmente automatica per il lavoratore dipendente, con iscrizione curata dal datore ed estensione ai familiari a carico. Ne deriva una tessera elettronica che dà accesso ai medici convenzionati senza esborso, salvo un contributo sulle ricette e compartecipazioni contenute per alcune categorie.

Il livello è alto e i tempi di attesa buoni. Va conosciuta la distinzione fra medici convenzionati e medici privati: questi ultimi si pagano e sono rimborsati in parte, e in alcune specialità la disponibilità di convenzionati è scarsa. Molti stipulano un'integrativa, spesso aziendale.

7. Previdenza

Sistema pubblico a ripartizione, generoso nel confronto europeo, che richiede un periodo minimo di contribuzione per il diritto autonomo alla pensione: i periodi italiani si totalizzano secondo i regolamenti europei — si vedano totalizzazione e cumulo internazionale e contributi INPS e lavoro all'estero.

Peculiarità utile: per i rapporti sorti dopo la riforma il trattamento di fine rapporto è versato mensilmente dal datore a un fondo esterno e segue il lavoratore da un impiego all'altro, senza azzerarsi al cambio di datore.

8. Contributo di culto: non è la Kirchensteuer tedesca

Chi dichiara l'appartenenza a una confessione riconosciuta versa un contributo annuo, ma il meccanismo è diverso da quello germanico: non è un'imposta trattenuta in busta paga dallo Stato, è un contributo richiesto direttamente dalla confessione ai propri membri, parametrato al reddito e deducibile entro un limite annuo. Chi arriva dalla Germania non trasporti le proprie conclusioni: si veda la Kirchensteuer per il confronto.

9. Il saldo netto

Conviene a: profili tecnici, sanitari e turistici, dove la domanda è forte; chi parla o vuole imparare il tedesco restando a poche ore dall'Italia; famiglie, per sicurezza, scuola e servizi; chi ha un patrimonio da trasmettere e valuta l'assenza di imposta di successione, con le cautele dette; chi cerca qualità della vita urbana ai massimi livelli europei, per cui si veda vivere a Vienna.

Non conviene a: chi conta di lavorare in inglese fuori dalle nicchie viennesi; chi cerca un mercato del lavoro vasto e mobile — l'Austria è piccola e i cambi di ruolo sono meno frequenti; chi si aspetta informalità nei rapporti professionali, che qui restano formali a lungo.

Chi proviene dall'Alto Adige si trova in una posizione particolare, con vantaggi che gli altri italiani non hanno: si veda altoatesini in Austria.

Fonti.
  • Meldegesetz, per l'obbligo di registrazione entro tre giorni, e Niederlassungs- und Aufenthaltsgesetz, per l'attestato di registrazione dei cittadini dell'Unione.
  • Einkommensteuergesetz 1988, in particolare le disposizioni sui compensi diversi dalla retribuzione corrente e sull'agevolazione al trasferimento.
  • Sentenze della Corte costituzionale austriaca del 2007 e cessazione di efficacia dell'imposta di successione e donazione dal 1° agosto 2008; Schenkungsmeldegesetz 2008, per l'obbligo di comunicazione.
  • Allgemeines Sozialversicherungsgesetz, per l'assicurazione obbligatoria, e Betriebliches Mitarbeiter- und Selbständigenvorsorgegesetz, per il trattamento di fine rapporto.
  • Regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009; direttiva 2004/38/CE.

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