Reinserire i figli nel sistema scolastico italiano
È la parte del rientro che i genitori scoprono tardi e che i figli pagano per prima. Il sistema scolastico italiano non riconosce automaticamente gli anni frequentati all'estero: li valuta, e la valutazione può concludersi con l'inserimento in una classe diversa da quella d'età. Aggiungete che i programmi non coincidono e che l'italiano scritto, per un ragazzo scolarizzato fuori, è spesso la materia più difficile, e avete il quadro.
1. Come funziona l'inserimento
- La domanda si presenta all'istituto scelto, che dispone l'iscrizione e determina la classe di inserimento.
- Il criterio ordinario è l'inserimento nella classe corrispondente all'età anagrafica; l'istituto può però disporre diversamente, tenendo conto dell'ordinamento del Paese di provenienza, degli studi effettivamente compiuti e delle competenze accertate.
- Serve la documentazione degli studi svolti all'estero, tradotta e — secondo il Paese — legalizzata o munita di apostille, accompagnata dalla dichiarazione di valore o dagli atti equivalenti previsti.
- Per l'ammissione agli esami di Stato e per il passaggio ai cicli superiori possono essere richieste prove integrative.
‼️ La perdita di un anno è un esito possibile, e va anticipata. Accade soprattutto quando l'ordinamento estero ha una durata dei cicli diversa da quella italiana o quando l'anno scolastico segue un calendario opposto — è il caso di Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica e Argentina, dove l'anno si chiude a dicembre. Un rientro a metà anno italiano può quindi comportare un semestre a vuoto. Se il rientro è programmabile, farlo coincidere con l'inizio dell'anno scolastico italiano è l'accorgimento che risparmia più difficoltà, e costa solo qualche mese di attesa.
2. La lingua, che è il vero ostacolo
- Un ragazzo scolarizzato all'estero parla italiano ma spesso non lo scrive al livello richiesto dalla scuola italiana: ortografia, sintassi, analisi del testo e — nella secondaria — la scrittura argomentativa sono le competenze che mancano.
- Le materie di contenuto — matematica, scienze, lingue straniere — sono di norma il problema minore, e talvolta un vantaggio.
- Le materie storiche e letterarie italiane sono quelle su cui il divario di programma è più ampio.
- Il sostegno linguistico va organizzato prima del rientro, non dopo l'insuccesso del primo quadrimestre: qualche mese di scrittura in italiano nell'ultimo anno all'estero vale più di un anno di recupero dopo.
3. Che cosa procurarsi prima di partire
- Pagelle e attestati di tutti gli anni frequentati, in originale.
- Certificato di frequenza e programmi svolti, se ottenibili.
- Traduzioni asseverate e legalizzazione o apostille secondo il Paese.
- Dichiarazione di valore o documentazione equivalente rilasciata dalla rappresentanza consolare italiana competente: è l'atto che a distanza diventa più difficile da ottenere.
- Eventuali certificazioni linguistiche conseguite all'estero, che restano un valore nel percorso italiano.
4. Le scelte che riducono l'attrito
- Le scuole italiane all'estero e le sezioni italiane presso istituti internazionali rendono il rientro quasi indolore, e per chi prevede di tornare sono la scelta più prudente fin dall'inizio.
- Gli istituti con curricoli internazionali presenti in Italia offrono continuità a chi ha studiato in inglese, ma hanno costi e una scelta implicita: proseguire in un percorso internazionale anziché rientrare nel sistema nazionale.
- Mantenere l'italiano scritto durante gli anni all'estero — corsi, letture, corrispondenza — è la misura più economica e più efficace di tutte.
5. La parte che non è burocratica
Un ragazzo che torna a quindici anni lascia una vita, non una scuola. Il rientro è, per lui, un espatrio: la stessa curva di difficoltà descritta per gli adulti — entusiasmo, discesa, risalita — vale anche per lui, e con meno strumenti per interpretarla. Vale la pena dirglielo in anticipo, e mettere in conto che il primo anno sia faticoso indipendentemente dall'esito scolastico. Si veda clima, luce e salute mentale.
- Disciplina italiana in materia di iscrizione e inserimento degli alunni provenienti dall'estero e di riconoscimento degli studi compiuti all'estero; Ministero dell'istruzione e del merito e istituzioni scolastiche autonome.
- Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961 sull'abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri, per l'apostille.
- Per la dichiarazione di valore e la documentazione equivalente: rappresentanze consolari italiane competenti per territorio.