La sanità nei principali Paesi di destinazione: confronto
La sanità è il fattore che più spesso decide se un espatrio regge nel tempo, e quello che si valuta peggio prima di partire. Non esiste un sistema «migliore» in assoluto: esiste quello che copre il proprio profilo di rischio a un costo sostenibile.
1. I tre modelli
- Servizio sanitario universale finanziato dalla fiscalità. È il modello italiano, britannico, spagnolo, portoghese, nordico. Accesso ampio e costo diretto basso o nullo; il punto critico sono i tempi di attesa per lo specialistico e il programmato.
- Assicurazione sociale obbligatoria. Modello tedesco, francese, olandese, belga, austriaco. Copertura ampia e tempi generalmente migliori, a fronte di contributi elevati e di una compartecipazione alla spesa.
- Assicurazione privata obbligatoria o mercato privato. Modello svizzero e, in forma radicalmente diversa, statunitense. Il costo è un premio individuale che non dipende dal reddito: è la voce che sorprende di più un italiano, perché va messa a bilancio come un affitto.
2. Le sette domande da porre a ogni sistema
- Da quando si è coperti? Alcuni sistemi coprono dal primo giorno di residenza o di lavoro; altri richiedono periodi di contribuzione o di residenza preventivi. La finestra scoperta è il rischio maggiore del primo anno.
- Quanto costa, in concreto? Contributi obbligatori, premi assicurativi, franchigie e compartecipazioni. Il confronto va fatto sul costo totale annuo per il nucleo familiare, non sull'aliquota.
- Che cosa non è incluso? Cure dentarie, oculistica, salute mentale, fisioterapia e maternità sono le voci più frequentemente escluse o limitate, e sono anche quelle che le famiglie usano di più.
- Quali sono i tempi reali per una visita specialistica, un esame diagnostico, un intervento programmato?
- La sanità privata è un'opzione o una necessità? In diversi Paesi con sistema pubblico formalmente universale, l'accesso effettivo passa dal privato: il costo va aggiunto, non sottratto.
- Come funziona per i familiari a carico e per chi non lavora?
- Che cosa accade con l'età, e alla cessazione dell'attività lavorativa? È la domanda che quasi nessuno si pone a quarant'anni e che diventa decisiva a sessantacinque.
Il salario netto non è il netto. Confrontare uno stipendio estero con quello italiano senza considerare il costo sanitario produce conclusioni sbagliate. Uno stipendio elevato in un sistema a premio individuale, per una famiglia con figli, può lasciare meno di uno stipendio inferiore in un sistema universale. Il conto va fatto al netto della sanità e dell'abitazione, non al lordo.
3. Le due situazioni che cambiano tutto
La patologia preesistente. In un sistema universale non rileva; in un sistema assicurativo può comportare esclusioni, carenze o sovrapremi. Chi ha una condizione cronica deve verificare questo punto prima di ogni altro, perché può rendere inaccessibile una destinazione altrimenti ideale.
La pensione. Il pensionato che si trasferisce nell'Unione porta con sé una copertura tramite il formulario S1: è un vantaggio decisivo che non esiste fuori dall'area di coordinamento. Il pensionato che si trasferisce in Asia o in America Latina deve assicurarsi privatamente in un'età in cui i premi sono alti e le esclusioni molte.
4. Il criterio pratico
La domanda utile non è «dove si cura meglio», ma: se domani mi ammalassi seriamente, che cosa accadrebbe, in quanto tempo e a quale costo? Un sistema mediocre ma accessibile subito è preferibile a uno eccellente cui si accede dopo due anni di residenza.
Le valutazioni per singolo Paese, con vantaggi e svantaggi espliciti, sono nelle schede della sezione Destinazioni. Le coperture disponibili in assenza di sistema pubblico accessibile sono trattate nella pagina sull'assicurazione sanitaria internazionale.
- Regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009, per la copertura nell'area di coordinamento.
- Direttiva 2011/24/UE sull'assistenza sanitaria transfrontaliera.
- OCSE, Health at a Glance, e Osservatorio europeo sui sistemi e le politiche sanitarie, per i dati comparativi.
- Normativa sanitaria dei singoli Stati di destinazione, per i requisiti di accesso.