Assistenza sanitaria per gli iscritti AIRE: cosa si perde e cosa si conserva
È la conseguenza dell'espatrio che colpisce di più, perché tocca una sicurezza data per scontata. L'iscrizione all'AIRE comporta la perdita dell'iscrizione al Servizio sanitario nazionale. Qualcosa resta, ma è molto meno di quanto si creda, e non è uguale per tutti.
1. Il principio
L'iscrizione al Servizio sanitario nazionale è ancorata alla residenza in Italia. Con la cancellazione anagrafica viene meno il titolo, e con esso il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta e l'accesso ordinario alle prestazioni.
Non è una sospensione che si riattiva rientrando per due settimane: è la cessazione di un rapporto, che si ricostituisce solo con la reiscrizione.
2. Dove ci si cura, allora
Nel Paese di residenza, secondo il sistema che vi opera. La copertura dipende dalla fascia in cui esso ricade:
- Unione europea, SEE e Svizzera. Operano i regolamenti di coordinamento: chi lavora o percepisce pensione è assicurato nello Stato competente, con iscrizione al sistema locale. Gli strumenti sono la tessera europea per i soggiorni temporanei e i formulari S1 e S2 per la residenza e le cure programmate.
- Stati con convenzione bilaterale. La copertura esiste nei limiti dell'accordo, che spesso riguarda solo alcune prestazioni o categorie: si veda la mappa delle convenzioni.
- Stati senza accordo. Nessuna copertura derivata: occorre il sistema locale, se accessibile, o un'assicurazione privata.
3. Il rientro temporaneo in Italia
È il punto su cui circolano più imprecisioni. Il cittadino iscritto all'AIRE che rientra temporaneamente in Italia non riacquista l'assistenza ordinaria. Gli è garantita, a carico del Servizio sanitario nazionale, l'assistenza urgente — prestazioni di pronto soccorso, ricovero d'urgenza, tutela della maternità — per un massimo di novanta giorni per anno solare, anche non consecutivi.
L'accesso presuppone, per chi risiede in Stati extraeuropei non convenzionati, la condizione di emigrato o di titolare di pensione italiana e l'assenza di copertura sanitaria, pubblica o privata, nel Paese di residenza. Si attesta con autocertificazione, da presentare alla struttura.
Che cosa non copre. Non copre la medicina di base, le visite specialistiche programmate, gli accertamenti diagnostici non urgenti, le terapie continuative, i farmaci in regime ordinario. Chi rientra per curarsi in modo programmato non rientra in questa previsione: si veda rientrare in Italia per curarsi.
4. Le differenze regionali
L'organizzazione sanitaria è materia in cui le Regioni hanno competenza propria, e le modalità operative — documentazione richiesta, moduli di autocertificazione, prassi degli sportelli — variano da azienda sanitaria ad azienda sanitaria. La verifica va fatta presso l'ASL del comune in cui ci si trova, non su una fonte nazionale generica.
5. Chi conserva di più
Alcune posizioni sono più tutelate di altre: i titolari di pensione italiana residenti in uno Stato dell'Unione, che accedono al sistema locale con il formulario S1 a carico dell'Italia; i lavoratori distaccati, coperti dallo Stato di provenienza per la durata del distacco; e i familiari a carico di assicurati, che seguono la posizione del titolare.
6. Che cosa fare prima di partire
- Verificare quale copertura si otterrà nel Paese di destinazione e da quando: molte non decorrono dal primo giorno.
- Coprire il periodo intermedio con un'assicurazione, perché è il momento di massima esposizione.
- Procurarsi copia della documentazione sanitaria rilevante e delle prescrizioni in corso.
- Verificare la disponibilità dei farmaci abitualmente assunti, che in alcuni ordinamenti non sono in commercio o hanno regimi diversi.
- Per i pensionati diretti in uno Stato dell'Unione, richiedere il formulario S1 prima del trasferimento.
- D.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, e legge 23 dicembre 1978, n. 833, per l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale.
- D.m. 1° febbraio 1996 e circolari ministeriali in materia di assistenza ai cittadini italiani residenti all'estero in occasione di temporanei rientri.
- Regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009.
- Regolamenti e delibere delle singole Regioni e aziende sanitarie, per le modalità operative.