Europa non UE

Espatriare in Serbia

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

La Serbia è la destinazione balcanica scelta da chi lavora a distanza per clienti esteri: il regime forfettario per gli imprenditori individuali è fra i più semplici d'Europa e costa una cifra fissa che non dipende da quanto si fattura. È anche un Paese fuori dall'Unione, con una moneta propria, un contesto politico polarizzato e un'inflazione che ha eroso i vantaggi di prezzo degli anni scorsi.

1. Ingresso e soggiorno

Un italiano entra senza visto e può soggiornare fino a novanta giorni su centottanta. Oltre, serve il permesso di soggiorno temporaneo, rilasciato per lavoro, studio, ricongiungimento, proprietà immobiliare o altri motivi previsti dalla legge sugli stranieri, con durata fino a tre anni rinnovabile. La domanda si presenta ormai in via telematica.

Ottenuto il permesso, si ottiene anche il numero identificativo per gli stranieri, indispensabile per conto bancario, contratti e adempimenti. Segue l'iscrizione all'AIRE entro novanta giorni.

2. Il regime forfettario (paušal)

L'preduzetnik — l'imprenditore individuale — può optare per la tassazione forfettaria: l'amministrazione fiscale determina un importo fisso mensile di imposta e contributi in funzione del codice di attività, del comune e di alcuni parametri, e quell'importo non cambia al variare del fatturato effettivo, entro un tetto di ricavi annui.

  • Nessuna contabilità in partita doppia: si registrano i ricavi, si emettono le fatture, si versa la cifra fissa.
  • L'importo comprende imposta sul reddito e contributi previdenziali e sanitari: è il costo totale della posizione.
  • Il tetto di ricavi che consente di restare nel forfait è espresso in dinari e viene aggiornato: va verificato ogni anno, perché superarlo comporta il passaggio al regime ordinario con obblighi contabili pieni.
  • Alcune attività sono escluse dal forfait per legge: la classificazione dell'attività non è un dettaglio formale, è il presupposto del regime.

La categoria del «freelance» ha una disciplina separata e instabile. Chi percepisce compensi dall'estero senza essere registrato come imprenditore rientra in un regime dedicato, riscritto più volte dal 2023, con due modalità alternative di calcolo della base imponibile e aliquote diverse. Le condizioni cambiano di anno in anno: non si prenda per buona nessuna simulazione trovata in rete senza verificarne l'anno di riferimento.

3. Il resto del sistema fiscale

  • Reddito da lavoro dipendente: aliquota proporzionale del 10%, applicata dopo una franchigia mensile non imponibile; a carico del lavoratore e del datore si aggiungono contributi previdenziali e sanitari di entità rilevante.
  • Imposta annuale sul reddito delle persone fisiche: un secondo prelievo progressivo che colpisce chi supera un multiplo della retribuzione media annua. È il vero elemento di progressività del sistema e sfugge a chi guarda solo al 10%.
  • Imposta sulle società: 15%; dividendi tassati in capo al socio.
  • IVA: 20%, con aliquota ridotta per alcune categorie.
  • Residenza fiscale: si acquista con la dimora o il centro degli interessi, o con la presenza superiore a 183 giorni in dodici mesi. Il residente è tassato sul reddito mondiale.
  • Esistono imposte patrimoniali locali sugli immobili e un'imposta di successione e donazione, dalla quale i parenti in linea retta di primo grado sono esenti.

La Serbia non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999: non opera la presunzione di residenza in Italia dell'art. 2, comma 2-bis del TUIR. Restano gli accertamenti ordinari sulla genuinità del trasferimento.

4. Economia, lavoro, lingua

Belgrado e Novi Sad concentrano informatica, servizi condivisi e industria creativa; il resto del Paese è agricolo e manifatturiero, con una presenza italiana storica nell'automotive e nel tessile. Il settore tecnologico serbo esporta servizi e ha attirato, dal 2022, una migrazione consistente di lavoratori russi e ucraini che ha fatto salire i canoni di locazione a Belgrado in modo brusco.

Il serbo si scrive in due alfabeti, cirillico e latino, entrambi ufficiali. L'inglese è diffuso fra i giovani e nel settore tecnologico; l'italiano è conosciuto più che altrove nei Balcani per ragioni televisive e commerciali. Fuori da Belgrado, la lingua locale diventa necessaria.

5. Da mettere in conto

  • Moneta. Il dinaro, con cambio gestito e stabile rispetto all'euro ma non garantito; i prezzi sono spesso indicati in euro nelle transazioni immobiliari.
  • Sanità. Sistema pubblico assicurativo, con disponibilità disomogenea e rete privata sviluppata a Belgrado a costi bassi per uno standard italiano. Il permesso di soggiorno non dà automaticamente diritto all'assistenza: serve la posizione contributiva o una copertura privata.
  • Contesto. Paese candidato all'adesione all'Unione, con negoziati che procedono lentamente; politica interna polarizzata e manifestazioni ricorrenti. La vita quotidiana ne è toccata poco, gli affari e la programmazione a lungo termine sì.
  • Collegamenti. Voli diretti quotidiani da Belgrado verso le principali città italiane.
  • Costo della vita. Ancora inferiore a quello italiano, ma non più «a metà»: Belgrado si è avvicinata rapidamente, soprattutto sull'abitare.

6. Il saldo netto

Conviene a: chi lavora a distanza per clienti esteri e può usare il forfait dell'imprenditore individuale, che è prevedibile e basso in valore assoluto; chi opera nell'informatica; chi cerca un costo della vita contenuto a due ore dall'Italia con una comunità internazionale già formata.

Non conviene a: chi cerca lavoro dipendente locale, le cui retribuzioni restano basse; chi ha bisogno di stabilità normativa, perché il trattamento dei freelance è cambiato più volte in pochi anni; chi non vuole esporsi al rischio di cambio e al rischio Paese; chi conta di essere già nell'Unione, perché la Serbia non lo è.

Fonti.
  • Zakon o porezu na dohodak građana, per l'aliquota del 10% sul lavoro, la franchigia non imponibile, il regime forfettario degli imprenditori individuali, l'imposta annuale sul reddito e i criteri di residenza.
  • Zakon o doprinosima za obavezno socijalno osiguranje, per i contributi previdenziali e sanitari.
  • Zakon o strancima, per il permesso di soggiorno temporaneo e i motivi di rilascio.
  • D.M. 4 maggio 1999, che non include la Serbia fra gli Stati a fiscalità privilegiata rilevanti per le persone fisiche.
  • Convenzione Italia-Jugoslavia contro le doppie imposizioni del 1982, applicabile alla Serbia per successione negli accordi internazionali: da verificare nell'elenco aggiornato del Dipartimento delle finanze.

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