Europa non UE

Studiare nel Regno Unito dopo la Brexit

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

Fino al 2020 uno studente italiano pagava a Oxford, a Edimburgo o a Manchester la stessa retta di un britannico, e poteva chiedere il prestito d'onore statale. Dal 2021 non è più così: paga la retta internazionale, che è da due a quattro volte più alta, e ha bisogno di un visto. È il cambiamento più grande e meno raccontato della Brexit per le famiglie italiane.

1. Il home fee status è finito

Per i corsi iniziati dall'anno accademico 2021-22 i cittadini dell'Unione non hanno più diritto allo status di studente nazionale (home fee status) né ai finanziamenti pubblici alle rette, salvo che possiedano lo status di residente permanente o pre-permanente ottenuto con l'EU Settlement Scheme, o che rientrino in categorie particolari — fra cui, per effetto della Common Travel Area, i cittadini irlandesi.

In pratica, quasi tutti gli italiani che iniziano oggi un corso nel Regno Unito sono classificati come studenti internazionali. Le rette internazionali variano fortemente per ateneo e per disciplina, e i corsi di area medica e sanitaria costano molto più degli altri: vanno verificate sul sito del singolo ateneo, per il singolo corso e per l'anno d'immatricolazione, perché l'importo è fissato ateneo per ateneo.

La durata dei corsi attenua in parte il conto: la laurea di primo livello inglese dura di norma tre anni (quattro in Scozia) e il master un anno solo. Tre anni di retta internazionale sono comunque una cifra che va confrontata con l'alternativa continentale, dove per un italiano molte università pubbliche sono gratuite o quasi.

2. Il visto per studio

  • CAS: l'ateneo, che deve essere sponsor autorizzato, rilascia il Confirmation of Acceptance for Studies, senza il quale non si presenta domanda.
  • Mantenimento: bisogna dimostrare di disporre della retta del primo anno più una somma mensile per il mantenimento, diversa per Londra e per il resto del Paese, detenuta per un periodo continuativo prima della domanda. È il requisito su cui cadono più domande: i fondi devono essere fermi, documentati e intestati correttamente.
  • Lingua: prova di conoscenza dell'inglese al livello richiesto dal corso, con test riconosciuto quando l'ateneo non lo accerta direttamente.
  • Sovrattassa sanitaria: gli studenti e i loro familiari pagano l'Immigration Health Surcharge a tariffa ridotta, 776 sterline per anno di visto, versata in un'unica soluzione al momento della domanda.
  • Lavoro: consentito entro un limite settimanale durante i periodi di lezione, pieno durante le vacanze; è vietato il lavoro autonomo.

I familiari al seguito sono ammessi solo per alcuni corsi. Dal 1° gennaio 2024 può portare coniuge e figli soltanto chi è iscritto a un dottorato o a un corso di ricerca post lauream, o chi è titolare di una borsa pubblica. Chi frequenta una laurea triennale o un master taught non può farlo. È una restrizione che ha cambiato i piani di molte famiglie e che le guide anteriori al 2024 ignorano.

3. Dopo la laurea: il permesso Graduate

Chi completa un corso riconosciuto può ottenere il permesso Graduate, che consente di restare a lavorare senza sponsor. La durata sta cambiando:

  • per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026: due anni;
  • per le domande presentate dal 1° gennaio 2027: diciotto mesi per laurea triennale e master;
  • tre anni per i titolari di dottorato, senza riduzione.

La riduzione è stata introdotta con la modifica delle regole d'immigrazione dell'ottobre 2025, in attuazione del libro bianco del maggio 2025. Chi ha una scelta sulla data di conclusione degli studi ha quindi un interesse concreto a collocarla prima della soglia.

Il permesso Graduate non conduce da solo al soggiorno permanente: per proseguire serve passare a un titolo di lavoro, di norma lo Skilled Worker, con i requisiti descritti in il visto di lavoro britannico. È bene sapere fin dall'inizio che quel passaggio richiede un datore con licenza e una retribuzione sopra soglia.

4. Erasmus, scambi e alternative

Il Regno Unito non partecipa più a Erasmus+: uno studente italiano non può usarlo per trascorrere un semestre a Londra. Il programma britannico che lo ha sostituito finanzia la mobilità in uscita dal Regno Unito, non quella in entrata. Restano gli accordi bilaterali che singoli atenei italiani e britannici hanno stipulato per proprio conto: sono la via realistica per uno scambio, e vanno cercati nel proprio ateneo di partenza.

Chi cerca un percorso in lingua inglese senza il costo britannico ha alternative nell'Unione — Paesi Bassi, Irlanda, Paesi nordici, e i programmi in inglese di molte università dell'Europa centrale — dove il diritto di soggiorno è automatico e la retta è quella nazionale. Si veda studiare all'estero.

5. Da ricordare

  1. Il titolo britannico è riconosciuto in Italia secondo le regole ordinarie sui titoli esteri, che la Brexit non ha modificato quanto al valore accademico: si veda il riconoscimento dei titoli esteri in Italia. Diverso è il discorso per le professioni regolamentate, dove il riconoscimento automatico europeo non opera più.
  2. Lo studente che si trasferisce per più di dodici mesi deve iscriversi all'AIRE; chi resta per un periodo inferiore no.
  3. Il visto per studio non attribuisce da solo la residenza fiscale britannica né la fa perdere in Italia: valgono i criteri ordinari.
  4. Le tasse di visto e la sovrattassa sanitaria sono state ritoccate più volte: vanno verificate sulla pagina ufficiale il giorno in cui si presenta la domanda.
Fonti.
  • House of Commons Library, briefing sull'ammissibilità allo home fee status e al sostegno agli studenti in Inghilterra, per la perdita dello status da parte dei cittadini dell'Unione dai corsi iniziati nel 2021-22.
  • GOV.UK, Student visa e Immigration Health Surcharge, per i requisiti di CAS, mantenimento e lingua e per la tariffa ridotta di 776 sterline annue per studenti e familiari.
  • Immigration Rules, come modificate con effetto dal 1° gennaio 2024, per la restrizione dei familiari al seguito ai corsi di ricerca post lauream e ai borsisti pubblici.
  • Statement of Changes in Immigration Rules del 14 ottobre 2025, per la riduzione del permesso Graduate a diciotto mesi per le domande dal 1° gennaio 2027 e per il mantenimento dei tre anni ai dottori di ricerca.
  • Accordo commerciale e di cooperazione UE-Regno Unito, per la non partecipazione britannica a Erasmus+.

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