Europa non UE

Freelance in Georgia: il regime fiscale

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

L'1% georgiano esiste davvero, è scritto nella legge e funziona. Non è però un'aliquota sul reddito: è un'aliquota sul fatturato, spetta solo a chi si registra come imprenditore individuale, ha un tetto, e — soprattutto — esclude per legge un elenco di attività che comprende la consulenza. È l'elenco che decide se il piano funziona o no, ed è quello che le guide non riportano mai.

1. Prima di tutto: perché non basta la territorialità

Molti arrivano in Georgia convinti che, avendo solo clienti esteri, non dovranno nulla. Non è così: il codice tributario considera di fonte georgiana il reddito derivante da servizi prestati nel territorio della Georgia, e dichiara irrilevante il luogo del pagamento. Chi lavora stando a Tbilisi produce reddito georgiano, tassabile al 20% come persona fisica. Il punto è spiegato in espatriare in Georgia.

Il regime dell'1% serve esattamente a questo: ridurre il prelievo su un reddito che è, e resta, georgiano.

2. Come funziona lo status di piccola impresa

  1. Ci si registra come imprenditore individuale presso il registro pubblico: è una registrazione della persona fisica come operatore economico, non la costituzione di una società.
  2. Si chiede all'amministrazione fiscale lo status di piccola impresa. Non è automatico: è un provvedimento, e può essere negato o revocato.
  3. Ottenuto lo status, si applica l'1% sul fatturato lordo fino a 500.000 lari di ricavi annui. Sopra quella soglia l'aliquota sale, e il superamento reiterato fa perdere lo status.
  4. Si emettono fatture, si registrano i corrispettivi e si versa mensilmente. La contabilità è minima.

Va tenuto presente che l'1% si calcola sul fatturato, non sull'utile: chi ha costi elevati — collaboratori, licenze, acquisti — può trovarsi con un'aliquota effettiva sull'utile molto più alta dell'1%. Per un'attività intellettuale senza costi la differenza è irrilevante; per un'attività con margini sottili non lo è affatto.

3. L'elenco delle esclusioni, che è il vero filtro

La consulenza è esclusa. Le attività di consulenza — comprese quella fiscale, quella legale, quella notarile, quella di revisione — sono fra le attività che la legge esclude dallo status di piccola impresa. Sono escluse anche le professioni mediche e architettoniche, le attività finanziarie e di intermediazione valutaria, il gioco d'azzardo e le attività soggette a licenza o a regime autorizzatorio. Chi svolge una di queste attività non accede all'1%: il suo reddito georgiano sconta il 20%.

Ne discende una conseguenza pratica sgradevole ma inevitabile: la qualificazione dell'attività è la decisione più importante di tutta l'operazione, e non può essere di comodo. Descrivere come «servizi informatici» un'attività che nella sostanza è consulenza organizzativa espone alla revoca dello status con recupero retroattivo dell'imposta. La riqualificazione, in caso di controllo, si fa sui contratti e sulle fatture, non sul codice dichiarato.

Restano tipicamente ammesse le attività di sviluppo software, i servizi digitali, la produzione di contenuti, la grafica, il marketing operativo, le traduzioni: cioè attività in cui si consegna un prodotto o una lavorazione, non un parere.

4. Contributi, sanità, previdenza

L'1% non comprende nulla oltre l'imposta. La Georgia ha un sistema pensionistico a contribuzione definita che riguarda i lavoratori dipendenti e i residenti secondo regole proprie, e uno schema sanitario pubblico di base rivolto ai cittadini. In pratica, il freelance straniero con status di piccola impresa:

5. Il conto italiano

Il beneficio esiste solo se la residenza fiscale si è spostata davvero. Chi mantiene in Italia la famiglia, la casa e la presenza fisica per la maggior parte dell'anno resta residente italiano, e allora l'1% georgiano diventa un'imposta estera per la quale spetta al più un credito d'imposta a fronte di una tassazione italiana piena.

Chi si trasferisce davvero deve comunque ricordare:

  • iscrizione all'AIRE e chiusura ordinata delle posizioni italiane;
  • conservazione delle prove del trasferimento — contratto di locazione, utenze, presenza documentata, permesso di soggiorno: si veda come provare il trasferimento;
  • attenzione ai clienti italiani: fatturare prevalentemente a imprese italiane, da un'attività individuale registrata all'estero, è la situazione che attira più facilmente una contestazione, anche sotto il profilo della stabile organizzazione.

6. In sintesi

Per uno sviluppatore o un professionista dei servizi digitali che si trasferisce davvero, l'1% su 500.000 lari è uno dei regimi più convenienti al mondo, e la registrazione richiede giorni, non mesi. Per un consulente è irrilevante, perché l'attività è esclusa. Per chi resta in Italia è un'illusione. La differenza fra i tre casi non sta nell'aliquota: sta in due articoli di legge che vanno letti prima di comprare il biglietto.

Fonti.
  • Codice tributario georgiano, disposizioni sullo status di piccola impresa: aliquota dell'1% sul fatturato, soglia di 500.000 lari, aliquota maggiorata e perdita dello status in caso di superamento.
  • Decreto governativo georgiano recante l'elenco delle attività escluse dallo status di piccola impresa, fra cui le attività di consulenza, le professioni legali, di revisione, mediche e architettoniche, le attività finanziarie e quelle soggette a licenza.
  • Codice tributario georgiano, art. 104, sulla nozione di reddito di fonte georgiana e sull'irrilevanza del luogo del pagamento.
  • Convenzione fra Italia e Georgia per evitare le doppie imposizioni, firmata a Roma il 31 ottobre 2000, ratificata con legge 11 luglio 2003, n. 205.
  • D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 2 c. 2, come sostituito dal D.Lgs. 209/2023.

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