Confronti e classifiche

Le peggiori destinazioni per un italiano, e perché

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

Questa non è una classifica di Paesi brutti. È l'elenco delle destinazioni che vengono raccomandate per una ragione che non è più vera, o che sono sbagliate proprio per il profilo di chi le sceglie. Quasi tutte compaiono in cima alle liste dei siti che vendono trasferimenti, ed è esattamente questo che le rende pericolose: chi ci arriva ha già deciso, e ha deciso su un'informazione superata.

1. Le destinazioni giuste per la ragione sbagliata

  • Portogallo, per un pensionato che cerca il fisco. Il regime per i residenti non abituali è chiuso ai nuovi ingressi dal 1° gennaio 2024 e il regime che lo ha sostituito non copre i pensionati. Chi si trasferisce oggi paga l'imposta ordinaria progressiva portoghese, e a seconda dell'importo più che restando in Italia. Il Portogallo resta un'ottima destinazione per viverci; non è più un'agevolazione.
  • Thailandia, per chi conta sulla vecchia regola. Fino al 2023 bastava portare il denaro l'anno successivo. Dal 1° gennaio 2024 il reddito estero è imponibile quando entra nel Paese. La modifica che dovrebbe attenuare la regola è un decreto in bozza con iter sospeso: non è legge.
  • Croazia, per un lavoratore a distanza. Il permesso per nomadi digitali, con la relativa esenzione, è riservato ai cittadini di Paesi terzi: un italiano non vi accede, si muove per libera circolazione ed è tassato in via ordinaria. Le guide italiane traducono materiale scritto per statunitensi.
  • Georgia, per chi lavora da remoto. L'esenzione territoriale esiste, ma l'art. 104 del codice tributario considera di fonte georgiana il reddito da servizi prestati nel territorio, dichiarando irrilevante il luogo del pagamento: chi lavora stando a Tbilisi produce reddito georgiano, tassato. E lo status di piccola impresa all'1% esclude per legge la consulenza.
  • Panama, per chi conta sul vecchio visto. Il decreto 197 del 7 maggio 2021 ha eliminato la via della semplice società panamense per il visto «Paesi amici»: oggi servono lavoro, un immobile o un deposito vincolato. E la convenzione in vigore dal 2017 non fa uscire Panama dall'elenco del 1999.
  • Uruguay, per chi si aspetta il vecchio tax holiday. La Ley 20.446 ha chiuso dal 2026 la via dei sessanta giorni con investimento immobiliare modesto, ha alzato le soglie e ha reso imponibili al 12% i redditi di capitale esteri. La territorialità «pura» non descrive più la situazione.

2. Le destinazioni sbagliate per il profilo di chi le sceglie

  • Brasile, per un pensionato. È il caso più netto del sito. La convenzione del 1978 rende le pensioni imponibili solo nello Stato di residenza fino a 5.000 dollari annui; l'eccedenza è imponibile in entrambi gli Stati. La soglia non è mai stata rivalutata: circa quattrocento dollari al mese. È la peggiore destinazione possibile per una pensione italiana ordinaria, ed è presentata ovunque come una delle migliori.
  • Nuova Zelanda e Vietnam, per chi lavora a distanza. In Nuova Zelanda l'esenzione quadriennale per i nuovi residenti non copre il reddito guadagnato all'estero da lavoro dipendente o da prestazione di servizi: è pensata per chi porta un patrimonio, non un lavoro. In Vietnam la residenza porta la tassazione sul reddito mondiale e si acquista con facilità, anche per il solo contratto di locazione.
  • Giappone, per chi ha un patrimonio familiare e vuole la residenza permanente. L'imposta di successione arriva al 55% e il permesso di lavoro tiene i beni esteri fuori dal perimetro, mentre la residenza permanente e il permesso da coniuge di cittadino giapponese ve li portano dentro. Migliorare la posizione migratoria peggiora, e di molto, quella patrimoniale.
  • Emirati, Singapore, Hong Kong, Malesia, Mauritius, per chi vuole un trasferimento «leggero». Sono tutte nell'elenco del 1999: chi si cancella dall'anagrafe e mantiene casa, famiglia e interessi in Italia sta scegliendo lo scenario in cui l'onere della prova è già a suo carico.
  • Kenya, per chi si aspetta la protezione di un trattato. La convenzione contro le doppie imposizioni fu firmata nel 1979 e ratificata dall'Italia, ma non risulta fra quelle in vigore: niente regole di tie-breaker, niente ripartizione della potestà impositiva, solo credito d'imposta interno. In più, un non cittadino non può possedere terra: soltanto locazione fino a novantanove anni.
  • Egitto, per chi compra casa. Un contratto non registrato non trasferisce la proprietà, e nel Sinai — dove si trova Sharm el-Sheikh — vige una disciplina propria diversa da quella di Hurghada.

3. Il denominatore comune

‼️ Nessuna di queste destinazioni è sbagliata in assoluto. Il Portogallo è un ottimo posto in cui vivere, la Thailandia pure, il Brasile è la scelta giusta per chi ci ha famiglia, il Giappone è eccellente per chi non ha patrimonio all'estero. Ciò che le accomuna è che vengono scelte sulla base di un'affermazione che era vera qualche anno fa — e che continua a circolare perché le fonti secondarie si copiano fra loro e non si aggiornano. La difesa non è evitare questi Paesi: è verificare alla fonte primaria, e alla data in cui si decide, la singola affermazione su cui si sta costruendo la decisione.

Fonti.
  • Portogallo: chiusura del regime per i residenti non abituali ai nuovi ingressi dal 1° gennaio 2024. Thailandia: istruzioni dipartimentali Paw. 161/2566 e Paw. 162/2566. Georgia: art. 104 del codice tributario. Panama: decreto 197 del 7 maggio 2021. Uruguay: Ley 20.446.
  • Convenzione Italia-Brasile del 3 ottobre 1978, ratificata con legge 29 novembre 1980, n. 844, art. 18.
  • Nuova Zelanda: esenzione temporanea per i residenti in transizione, che esclude i redditi da lavoro dipendente e da servizi personali prestati all'estero. Vietnam: criteri di residenza fiscale e tassazione del residente sul reddito mondiale.
  • Giappone: riforma applicabile alle successioni aperte dal 1° aprile 2021 e distinzione fra categorie di permesso di soggiorno.
  • D.M. 4 maggio 1999. Kenya: assenza della convenzione fra quelle in vigore presso il Dipartimento delle finanze; Costituzione del 2010 per i limiti alla proprietà fondiaria dei non cittadini. Egitto: legge n. 230 del 1996 e disciplina specifica del Sinai.

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