I Paesi con la sanità migliore per un espatriato
Le classifiche sui migliori sistemi sanitari del mondo non servono a chi si trasferisce, perché misurano la qualità del sistema per i suoi cittadini. La domanda dell'espatriato è diversa e più stretta: a che cosa ho diritto io, con il mio titolo di soggiorno, dal primo giorno, e che cosa devo pagarmi. Un sistema eccellente al quale non si è ammessi vale zero.
‼️ Il punto di partenza è una perdita. Con l'iscrizione all'AIRE si perde l'assistenza sanitaria ordinaria a carico del Servizio sanitario nazionale. Chi si trasferisce nell'Unione europea la sostituisce con quella del Paese di residenza attraverso i meccanismi di coordinamento europeo — per i pensionati, tramite i formulari dedicati. Chi si trasferisce fuori dall'Unione la sostituisce a proprie spese. Si vedano l'assistenza sanitaria per gli iscritti all'AIRE e i formulari S1 e S2.
1. Le cinque situazioni possibili
- Coordinamento europeo — Unione europea, Spazio economico europeo, Svizzera e, per estensione, i territori ultraperiferici come la Riunione. Il pensionato italiano accede al sistema del Paese di residenza a carico dell'Italia; il lavoratore vi accede come i locali. È la posizione migliore in assoluto, e non ha equivalenti fuori dall'Europa.
- Sistema universale aperto ai residenti stranieri — Giappone, Taiwan, Corea del Sud: l'iscrizione è obbligatoria e l'accesso pieno, con compartecipazione. Sono i sistemi migliori disponibili a un espatriato fuori dall'Europa.
- Sistema pubblico riservato a cittadini e residenti permanenti — Australia e, in parte, Nuova Zelanda: il titolare di visto temporaneo non vi accede e deve assicurarsi, spesso come condizione del visto stesso. È la distinzione che cambia il bilancio di un trasferimento familiare.
- Assicurazione privata obbligatoria — Paesi Bassi, Svizzera, Irlanda in parte, Stati Uniti. Il sistema funziona bene ma si paga, e le regole d'ingresso contano più della qualità.
- Solo privato — Golfo, Singapore per gli stranieri, Sud-est asiatico, gran parte dell'America Latina e dell'Africa. La qualità può essere ottima; il rischio è tutto sul singolo.
2. Le destinazioni che funzionano meglio, per un espatriato
- Taiwan — l'assicurazione sanitaria nazionale è obbligatoria per i residenti, stranieri compresi, ed è fra i sistemi più efficienti e meno costosi al mondo. È la ragione pratica per cui molti, arrivati per il lavoro, restano.
- Giappone — copertura universale e obbligatoria, di qualità elevata e con costo contenuto per l'assistito.
- Francia, Spagna, Portogallo — sistemi pubblici ampi con accesso garantito dal coordinamento europeo; il Portogallo e la Spagna hanno tempi d'attesa più lunghi ma costi trascurabili.
- Riunione — standard francese ed è il centro di riferimento per l'intera area dell'Oceano Indiano.
- Hong Kong — sistema pubblico di buona qualità e a costo contenuto, con un privato molto sviluppato accanto.
- Uruguay — il modello delle società di assistenza medica a quota mensile offre buona qualità a costi molto inferiori a quelli europei, con periodi di carenza per le patologie preesistenti.
- Thailandia e India — sanità privata di livello internazionale nelle grandi città a una frazione del costo europeo: eccellenti per la chirurgia programmata, meno per la continuità assistenziale.
3. Le trappole d'ingresso, che contano più della qualità
Tre regole che si applicano una volta sola e valgono per sempre.
- Irlanda — la lifetime community rating: chi stipula la prima polizza sanitaria irlandese a trentacinque anni o più paga una maggiorazione del 2% per ogni anno oltre i trentacinque trascorso senza copertura, fino a un massimo del 70%, e la paga per dieci anni. È una decisione da prendere nei primi mesi dall'arrivo, non dopo.
- Paesi Bassi — l'assicurazione sanitaria è obbligatoria e privata, va stipulata entro quattro mesi dall'arrivo, e chi non lo fa incorre in sanzioni e nell'iscrizione d'ufficio a una polizza maggiorata del 20%.
- Ovunque — le patologie preesistenti sono di norma escluse dalle polizze internazionali. La copertura va stipulata prima della diagnosi e prima dell'età in cui i premi diventano proibitivi. È l'errore più costoso e più irreversibile che commettono i pensionati che si trasferiscono fuori dall'Europa.
4. La voce che decide, e che nessuno confronta
Non è la qualità degli ospedali: è chi paga l'evacuazione sanitaria. Nelle isole — Capo Verde, Mauritius, Seychelles, Maldive, Caraibi — e in molte destinazioni africane e del Pacifico, la patologia complessa non si tratta in loco: si viene trasferiti, e il trasferimento costa quanto un anno di premi. Una polizza che non lo copra espressamente lascia scoperto proprio il rischio per cui la si è stipulata.
Si vedano l'assicurazione sanitaria internazionale e il confronto fra i sistemi sanitari delle destinazioni.
- Regolamenti dell'Unione europea di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, per l'accesso all'assistenza sanitaria nel Paese di residenza.
- Irlanda: disciplina della lifetime community rating, con maggiorazione del 2% per ciascun anno oltre i trentacinque senza copertura, massimo del 70% e durata decennale.
- Paesi Bassi: obbligo di stipula dell'assicurazione sanitaria entro quattro mesi, con sanzioni e polizza d'ufficio maggiorata.
- Australia: accesso al sistema pubblico riservato a cittadini e residenti permanenti. Taiwan: assicurazione sanitaria nazionale obbligatoria per i residenti stranieri. Giappone: copertura universale obbligatoria.