Dove si parla italiano nel mondo
L'italiano è lingua ufficiale in quattro Stati, coufficiale in alcune regioni di altri due, e lingua d'uso corrente in una manciata di luoghi dove nessuno se lo aspetta. Per chi si trasferisce non è una curiosità: la lingua determina la velocità con cui si diventa autosufficienti, e una comunità italiana già strutturata accorcia di mesi la parte più faticosa di un trasferimento. Ha però un rovescio, ed è il motivo per cui questa pagina finisce con un avvertimento.
1. Dove l'italiano è lingua ufficiale
- Svizzera — lingua nazionale e ufficiale della Confederazione, e lingua di maggioranza nel Canton Ticino e in alcune valli dei Grigioni. È l'unico luogo al mondo, fuori dall'Italia, in cui si può vivere e lavorare in italiano con redditi da Paese ricco. Va ricordato che la Svizzera è uscita dall'elenco del 1999 dal periodo d'imposta 2024: la presunzione di residenza non opera più.
- San Marino — italiano lingua ufficiale; fuori dall'elenco del 1999 dal 2014 e con convenzione contro le doppie imposizioni con l'Italia: è il micro-Stato con il profilo di rischio più basso.
- Città del Vaticano — italiano lingua di lavoro.
2. Dove è coufficiale o tutelato
- Slovenia — coufficiale nei comuni costieri dell'Istria slovena, dove esiste una minoranza italiana riconosciuta.
- Croazia — coufficiale in parte dell'Istria e nel Quarnaro, con scuole in lingua italiana. Attenzione, per chi ci lavora a distanza: il permesso croato per nomadi digitali e la relativa esenzione non spettano ai cittadini dell'Unione, quindi nemmeno agli italiani.
3. Dove si parla senza essere ufficiale
- Malta — l'italiano è ampiamente compreso, per ragioni storiche e televisive, e resta lingua di larga circolazione.
- Albania — è il caso più sorprendente: l'italiano è diffusissimo, appreso in gran parte dalla televisione italiana, e consente di vivere e trattare senza conoscere l'albanese. È una delle ragioni della presenza italiana nel Paese.
- Argentina, Uruguay, Brasile meridionale, Venezuela — comunità di origine italiana molto ampie; l'italiano è meno parlato di quanto la discendenza lasci immaginare, ma il capitale relazionale e culturale è reale, e in alcune zone del Rio Grande do Sul e del Veneto brasiliano sopravvivono varietà dialettali venete.
- Tunisia — l'italiano è compreso in diverse zone costiere, per vicinanza e televisione.
- Kenya (Malindi e Watamu) ed Egitto (Sharm el-Sheikh e Hurghada) — comunità italiane strutturate, con esercizi e servizi in lingua. Sono anche i due luoghi in cui questo sito segnala i rischi immobiliari più gravi: si vedano espatriare in Kenya e Sharm e Hurghada.
- Somalia, Eritrea, Etiopia, Libia — presenza residuale della lingua per ragioni storiche, oggi limitata alle generazioni più anziane.
4. Le grandi diaspore
Le comunità italiane più numerose si trovano in Argentina, Germania, Svizzera, Brasile, Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Belgio, Canada e Australia. Sono realtà organizzate — associazioni, patronati, camere di commercio, istituti di cultura, scuole — e per chi arriva rappresentano una rete concreta: informazione pratica, contatti professionali, assistenza sulle pratiche previdenziali e consolari. Nelle destinazioni più recenti — Emirati, Portogallo, Spagna, Polonia, Vietnam — le comunità sono più giovani e professionali, e si muovono su reti informali più che su associazioni.
5. L'avvertimento
‼️ Una comunità italiana forte è un ammortizzatore e può diventare una prigione. Accorcia i primi mesi, e questo è un bene reale. Ma chi ci si insedia dentro tende a non imparare la lingua del posto, a lavorare solo con connazionali, a informarsi solo all'interno del gruppo — dove circolano, con la forza dell'evidenza condivisa, esattamente le convinzioni sbagliate che questo sito prova a smontare: che basti l'iscrizione all'AIRE, che il contratto non registrato vada bene «perché fanno tutti così», che una certa agevolazione ci sia ancora. Il costo non si vede il primo anno: si vede al quinto, quando si è ancora ospiti in un Paese in cui si vive da tempo.
La misura pratica: usare la comunità per i primi sei mesi, e poi uscirne quel tanto che basta — la lingua, un medico locale, un commercialista locale, qualche relazione fuori dal gruppo. È anche, non secondariamente, ciò che rende credibile un trasferimento davanti all'amministrazione italiana: si veda come provare il trasferimento all'estero.
- Costituzione federale della Confederazione svizzera, per lo status dell'italiano come lingua nazionale e ufficiale; ordinamenti di San Marino e dello Stato della Città del Vaticano.
- Statuti e disposizioni sulla tutela delle minoranze italiane in Slovenia e Croazia.
- D.M. 4 maggio 1999 e successive modificazioni: esclusione di San Marino (D.M. 12 febbraio 2014) e della Svizzera (D.M. 20 luglio 2023, dal periodo d'imposta 2024).
- Per la consistenza delle comunità italiane all'estero: anagrafe degli italiani residenti all'estero.