Dove si vive bene con 2.500 euro al mese
A 2.500 euro al mese cambia la natura del problema. Con 1.500 la domanda era «dove posso permettermelo»; con 2.500 quasi tutte le destinazioni di questo sito sono sostenibili, e la domanda diventa «dove questo denaro rende di più» — cioè dove la stessa cifra compra più casa, più sanità e più margine, e dove il fisco non ne riprende una parte. È la fascia in cui la scelta si fa davvero, ed è anche quella in cui si sbaglia di più, perché il vincolo economico non avverte più.
1. Che cosa si compra, che a 1.500 non si comprava
- La città invece della provincia. Lisbona, Atene, Valencia, Malaga, Zagabria, Lubiana, Sofia, Bucarest diventano accessibili — non nei quartieri di pregio, ma in quelli ordinari.
- Una copertura sanitaria vera anziché minima: la differenza fra una polizza di base e una che copre cronicità, maternità e ricoveri lunghi si misura in poche centinaia di euro al mese, ed è la spesa che a questo livello conviene fare per prima.
- Il margine per l'imprevisto: un rientro d'emergenza, un trasloco anticipato, un anno cattivo di cambio.
- Il risparmio previdenziale, per chi non è ancora pensionato: nelle destinazioni senza convenzione con l'Italia gli anni non si sommano, e a questa cifra è possibile accantonare da sé. Si veda la mappa delle convenzioni di sicurezza sociale.
2. Dove il denaro rende di più
- Grecia — a questa cifra il regime dell'art. 5B, che tassa al 7% tutto il reddito estero per quindici anni, produce un vantaggio netto significativo, e il Paese resta nell'Unione europea per sanità e previdenza. È probabilmente la combinazione migliore della fascia.
- Portogallo e Spagna — non più per il fisco, ma per l'insieme: servizi, comunità, collegamenti, sanità. In Spagna attenzione all'imposta sul patrimonio, che è regionale.
- Croazia e Slovenia — costi contenuti, Unione europea, vicinanza estrema all'Italia. La Slovenia però non ha alcun regime per impatriati e ha un cuneo alto: conviene ai redditi da pensione, non da lavoro.
- Malesia — i redditi esteri delle persone fisiche sono esenti fino al 2036, e a 2.500 euro si vive molto bene. Il costo è il rischio: è nell'elenco del 1999.
- Uruguay e Messico — buona qualità della vita e servizi; l'Uruguay è però nell'elenco e ha il costo della vita più alto del Sud America.
- Tunisia e Marocco — a questa cifra si passa dalla sufficienza all'agio, e l'abbattimento sulle pensioni amplifica l'effetto.
- Thailandia e Vietnam — costo della vita basso e sanità privata accessibile; in Thailandia va però messa in conto l'imponibilità delle somme rimesse dal 2024.
3. Dove 2.500 euro non bastano ancora
- Singapore, Hong Kong, Tokyo, Seul, Sydney, Auckland: la casa assorbe da sola una quota che rende il resto insostenibile.
- Dubai e il Golfo senza pacchetto aziendale: scuola e sanità private sono a carico della famiglia.
- Le capitali del Nord Europa: il costo della vita e la fiscalità piena non lasciano margine.
- Le isole dell'Oceano Indiano e i Caraibi: si vive, ma senza margine e con la sanità come rischio scoperto.
4. L'errore tipico di questa fascia
‼️ A 2.500 euro il vincolo economico smette di avvertire, e quello giuridico no. Chi ha 1.500 euro fa i conti per forza; chi ne ha 2.500 può permettersi di sbagliare Paese senza accorgersene subito — e se ne accorge due o tre anni dopo, quando arriva una verifica sulla residenza, quando scopre che la pensione pubblica era imponibile in Italia dall'inizio, o quando la polizza sanitaria non copre la patologia che nel frattempo è comparsa. In questa fascia conviene spendere qualcosa in consulenza prima di partire: costa meno di un anno di errore.
5. Il metodo
Il conto si fa in questo ordine: dove è imponibile il reddito; quanto costa la sanità reale; quanto costa la casa nel quartiere in cui si vivrebbe davvero; quanto costano due rientri l'anno; quanto va accantonato per la previdenza che non si matura. Il residuo è ciò con cui si vive — ed è quello che va confrontato fra destinazioni, non il lordo. Si vedano il calcolatore del costo della vita e la classifica delle destinazioni per la pensione.
- Grecia: art. 5B del codice delle imposte sui redditi. Malesia: esenzione dei redditi di fonte estera delle persone fisiche residenti prorogata al 31 dicembre 2036. Thailandia: istruzioni dipartimentali Paw. 161/2566 e Paw. 162/2566.
- D.M. 4 maggio 1999, che comprende Malesia e Uruguay.
- Spagna: imposta sul patrimonio ceduta alle comunità autonome e imposta statale di solidarietà.
- INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati con l'Italia in materia di sicurezza sociale.