Espatriare da soli, in coppia o con figli: come cambia la scelta
La stessa destinazione può essere una buona idea per una persona sola, una scelta faticosa per una coppia e un errore per una famiglia con figli. Non dipende dal Paese: dipende dal fatto che, all'aumentare dei componenti, cambiano le voci che dominano il bilancio — dalla casa alla scuola — e compaiono vincoli giuridici che per una persona sola non esistono: il diritto del coniuge di lavorare, il riconoscimento del legame familiare, la leva, la successione.
1. Da soli
- Il vincolo è il lavoro, non il costo. Con un solo reddito e nessun carico familiare quasi tutte le destinazioni sono sostenibili; ciò che decide è la possibilità di lavorare legalmente.
- I visti per lavoro a distanza e i programmi vacanza-lavoro sono pensati esattamente per questo profilo: si veda i programmi vacanza-lavoro aperti agli italiani.
- Il rischio vero è previdenziale e sanitario, e non si sente finché non accade. Anni in Paesi senza convenzione con l'Italia non si sommano; una polizza non stipulata a trent'anni costa il triplo a cinquanta. Si veda la mappa delle convenzioni di sicurezza sociale.
- Il rischio sociale è il secondo: nelle destinazioni a forte rotazione — Golfo, hub asiatici — la rete si ricostruisce ogni due anni.
2. In coppia
‼️ La domanda decisiva è una sola: il coniuge può lavorare? In molti ordinamenti il familiare a carico ottiene un permesso che non consente attività lavorativa, o la consente solo con un'autorizzazione ulteriore. Ne discende che una coppia con due carriere si trasferisce con un reddito e mezzo, o con uno solo — e che il coniuge che rinuncia perde reddito, contributi e progressione professionale per tutta la durata. È il costo meno calcolato e più duraturo di un trasferimento in coppia, e va messo per iscritto prima, insieme a chi lo sopporterà e per quanto tempo.
- Dove il coniuge lavora facilmente: Unione europea e Spazio economico europeo, dove il diritto è pieno; Australia e Canada nei percorsi qualificati; Giappone con il visto per professionisti altamente qualificati, che estende al coniuge condizioni più ampie.
- Dove serve una verifica preventiva: Singapore, dove il diritto di portare con sé familiari dipende da soglie retributive, e sopra soglie più alte si possono includere anche i genitori; Golfo, dove la sponsorizzazione familiare è legata al livello di reddito.
- Le coppie non sposate sono il punto più fragile: molti ordinamenti riconoscono solo il matrimonio, e in Irlanda i conviventi non possono nemmeno essere tassati congiuntamente. Prima di partire va verificato se il proprio legame è riconosciuto ai fini del visto, che è cosa diversa dal riconoscimento civile.
- Per le coppie miste e binazionali si veda la famiglia binazionale; per le coppie dello stesso sesso espatriare da persona LGBTQ+, perché il riconoscimento del vincolo cambia radicalmente la lista delle destinazioni possibili.
3. Con figli
- La scuola diventa la voce dominante, e da sola decide se un pacchetto retributivo conviene. Nelle destinazioni senza istruzione pubblica accessibile agli stranieri — Golfo in primo luogo — le rette per due figli valgono quanto una parte consistente del reddito. In Australia alcuni Stati applicano rette anche nella scuola pubblica ai figli dei titolari di visto temporaneo: è una verifica da fare per Stato e per tipo di visto.
- La lingua di scolarizzazione è una scelta irreversibile a metà: in Lussemburgo la scuola pubblica è trilingue e sequenziale, e per figli in età scolare il tema va risolto prima di accettare l'incarico; in Giappone la pubblica è gratuita e di qualità ma interamente in giapponese.
- La cittadinanza dei figli porta obblighi: chi fa aliyah in Israele acquista la cittadinanza il giorno dell'arrivo, e con essa gli obblighi di leva — chi arriva a diciassette anni o meno serve quasi tre anni. Analogamente, il doppio cittadino turco è trattato come turco dalle autorità locali.
- La successione smette di essere un tema astratto: in Giappone il tipo di permesso di chi riceve determina se il patrimonio italiano di famiglia entra in un'imposta che arriva al 55%. Vale anche quando è il figlio residente all'estero a ereditare dall'Italia.
- Il rientro va previsto dall'inizio: il reinserimento scolastico in Italia richiede equipollenze e a volte perdita di un anno. Si veda reinserire i figli nel sistema scolastico italiano.
4. La regola che cambia con il numero
Da soli si ottimizza sul reddito; in coppia si ottimizza sulla possibilità di lavorare in due; con figli si ottimizza sulla scuola e sulla sanità, e il fisco scivola al terzo posto. È il motivo per cui le destinazioni «efficienti» per un singolo — Golfo, hub asiatici — sono spesso le meno adatte a una famiglia, e per cui l'Unione europea, che offre poco vantaggio fiscale, resta la scelta migliore per chi si sposta con figli piccoli: sanità, scuola, riconoscimento dei titoli e coordinamento previdenziale sono già risolti.
- Direttiva 2004/38/CE e regolamenti dell'Unione di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.
- Singapore: soglie retributive per il ricongiungimento familiare; Giappone: agevolazioni per il coniuge del titolare di visto per professionisti altamente qualificati.
- Australia: regimi statali in materia di rette scolastiche per i figli dei titolari di visto temporaneo.
- Israele: legge del ritorno e acquisto della cittadinanza il giorno dell'aliyah, con i conseguenti obblighi di leva.
- Giappone: riforma applicabile alle successioni aperte dal 1° aprile 2021 e rilevanza della categoria di permesso di chi riceve.