Vivere a Istanbul
Istanbul non è una città che si sceglie per convenienza: si sceglie perché è Istanbul. Sedici milioni di abitanti su due continenti, una densità culturale che non ha paragoni nell'area, e una qualità della vita quotidiana che dipende quasi interamente da due variabili — in che quartiere si vive e in che valuta si viene pagati.
1. La geografia decide tutto
La città è divisa dal Bosforo fra sponda europea e sponda asiatica, e attraversarlo negli orari di punta può costare un'ora e mezza. Chi lavora in Europa e abita in Asia paga quel prezzo ogni giorno. Le zone in cui si stabiliscono di norma gli stranieri:
- Beşiktaş, Şişli, Nişantaşı, Cihangir, Galata — sponda europea centrale: vita urbana densa, servizi, uffici, prezzi alti, edilizia in larga parte antecedente agli attuali standard antisismici.
- Kadıköy, Moda, Üsküdar — sponda asiatica: più residenziale, più verde, comunità internazionale in crescita, prezzi in forte aumento negli ultimi anni.
- Ataşehir, Ümraniye, Maslak, Levent — poli direzionali recenti, edilizia nuova con standard costruttivi migliori, carattere urbano meno interessante.
- Sarıyer, Beykoz, coste del Bosforo — verde e vista, distanze notevoli e trasporto pubblico più debole.
2. Il rischio sismico non è un dettaglio
È il primo criterio con cui scegliere una casa a Istanbul, prima del prezzo e prima della vista. La città si trova in prossimità della faglia nordanatolica e una parte molto ampia del patrimonio edilizio è stata costruita prima dell'entrata in vigore degli standard antisismici più recenti. Prima di firmare, per l'immobile che interessa vanno acquisiti: l'anno di costruzione, l'eventuale kentsel dönüşüm (rigenerazione urbana) già effettuata o programmata, la relazione tecnica sullo stato strutturale, e la polizza DASK, l'assicurazione sismica obbligatoria — che è obbligatoria ma copre importi limitati, per cui va integrata con una polizza volontaria. Un appartamento di pregio in un edificio degli anni Settanta non ristrutturato strutturalmente è un rischio, non un affare.
3. Casa: canoni, contratti, cautele
Il mercato della locazione è in tensione: la domanda interna è alta, l'inflazione ha spinto i proprietari a chiedere adeguamenti frequenti e la legge limita l'aumento annuo del canone a un parametro legato all'indice dei prezzi. Il risultato pratico è che i canoni di rinnovo restano relativamente contenuti, mentre i canoni dei nuovi contratti sono molto più alti: chi arriva paga il prezzo di ingresso, non quello di chi è già dentro.
- Contratti tipicamente annuali, con deposito e spesso richiesta di garanzie o di più mensilità anticipate.
- Verificare che il locatore sia il proprietario risultante dal tapu, il titolo di proprietà, e che l'indirizzo sia registrabile — la registrazione dell'indirizzo è ciò che rende possibile il permesso di soggiorno.
- Aidat: le spese condominiali sono spesso rilevanti nei complessi con servizi, e vanno chieste prima.
- Va verificato lo stato del quartiere rispetto alle restrizioni sulle registrazioni degli stranieri: si veda espatriare in Turchia.
4. Costo della vita
Chi percepisce in euro trova ancora vantaggiosi trasporti pubblici, ristorazione ordinaria, servizi alla persona, sanità privata e artigianato. Sono invece allineati o superiori ai livelli italiani: l'elettronica, i beni importati, l'automobile — che in Turchia è tassata pesantemente e costa molto più che in Italia — e le scuole internazionali.
Il trasporto pubblico è esteso ed efficiente (metropolitana, tram, Marmaray sotto il Bosforo, traghetti) e la carta di trasporto unica copre tutto. Il traffico automobilistico è fra i peggiori d'Europa: vivere vicino a una linea di metropolitana vale più di qualunque metro quadro in più.
5. Vita quotidiana
- Comunità italiana. Presenza storica, con una parrocchia, associazioni, una scuola italiana e un istituto di cultura; il quartiere di Beyoğlu conserva tracce della vecchia comunità levantina.
- Lingua. Fuori dai quartieri centrali e dagli ambienti internazionali il turco è indispensabile, a partire dagli uffici pubblici.
- Sanità. Ospedali privati di buon livello e costi contenuti; occorre comunque la copertura richiesta per il permesso.
- Bancario e amministrativo. Serve il numero fiscale per gli stranieri; l'e-Devlet, il portale dei servizi pubblici, è sorprendentemente completo una volta ottenuto l'accesso.
- Collegamenti. Il nuovo aeroporto ha collegamenti diretti con tutte le principali città italiane e con quasi tutto il mondo: è uno dei vantaggi obiettivi della città.
- Ritmi. La città è rumorosa, densa e faticosa. È anche una delle poche metropoli in cui si può vivere senza automobile, mangiare bene con poco e avere il mare in mezzo alla vita quotidiana.
6. Per chi funziona
Funziona per chi arriva con un reddito in valuta forte e una ragione precisa — un incarico, un progetto, un legame. Funziona male per chi conta di costruirsi qui un reddito locale, perché le retribuzioni convertite in euro sono basse e l'inflazione le insegue. E richiede, a chiunque, di prendere sul serio due cose che a distanza sembrano dettagli: la registrazione dell'indirizzo e la struttura dell'edificio.
- Türk Borçlar Kanunu, art. 344, per il limite legale agli aumenti dei canoni di locazione.
- Normativa turca sull'assicurazione obbligatoria contro i terremoti (DASK) e sulla rigenerazione urbana delle aree a rischio.
- Yabancılar ve Uluslararası Koruma Kanunu e provvedimenti della Göç İdaresi Başkanlığı sulla registrazione dell'indirizzo degli stranieri.
- Regolamenti tecnici turchi in materia di costruzioni in zona sismica.