Unione Europea, SEE e Svizzera

Il costo della vita in Irlanda

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

L'Irlanda è cara, ma non è cara in modo uniforme: alcune voci costano il doppio che in Italia, altre meno, e un paio non esistono affatto. Chi confronta i due Paesi con un indice generale sbaglia il conto quasi sempre. Questa pagina non pubblica prezzi — invecchierebbero in pochi mesi — ma spiega dove va il denaro e come costruire il proprio preventivo.

1. Il metodo, prima delle cifre

Il confronto utile non è fra due panieri medi ma fra due bilanci personali. La differenza fra Dublino e l'Italia si concentra in poche voci molto pesanti, e quelle voci dipendono dalla situazione familiare più che dal Paese. Un single che condivide un appartamento e va al lavoro in bicicletta vive un'Irlanda; una coppia con due bambini piccoli e due automobili ne vive un'altra, e la seconda è molto più cara della prima.

Vanno quindi prezzate, sul proprio caso e sulla città effettiva: alloggio, asilo nido, assicurazione sanitaria, automobile, riscaldamento. Sono le cinque voci che spostano il risultato. Il resto è rumore.

2. L'alloggio: la voce che decide tutto

Assorbe una quota del reddito che in Italia si considererebbe anomala, e a Dublino è la ragione per cui la condivisione dell'appartamento è normale anche fra professionisti con buone retribuzioni. Il divario fra la capitale e il resto del Paese è ampio: Cork, Galway e Limerick costano sensibilmente meno, e le località servite dalla ferrovia suburbana meno della capitale a parità di tempo di spostamento.

Dal 1° marzo 2026 gli aumenti sono limitati per legge su tutto il territorio — una volta l'anno, entro il due per cento o l'inflazione se inferiore — e le nuove locazioni hanno una durata minima. È una tutela reale contro l'aumento, non contro il livello del canone iniziale, che resta di mercato. Il quadro è in espatriare in Irlanda.

3. I figli piccoli

L'asilo nido è fra i più cari dell'Unione, e per una famiglia con due bambini in età prescolare può competere con il canone d'affitto. Esiste un contributo pubblico che riduce la retta in misura significativa, ma va richiesto e non è automatico: molti stranieri lo scoprono dopo mesi di rette piene. Va inoltre messo in conto che i posti scarseggiano nelle aree urbane e si prenotano con largo anticipo.

La scuola dell'obbligo è invece gratuita, con spese accessorie contenute rispetto agli standard anglosassoni.

4. La sanità è una spesa, non un servizio incluso

È la differenza strutturale che gli italiani sottovalutano di più. La visita dal medico di base si paga di tasca propria, salvo diritto alle tessere subordinate al reddito; i farmaci si pagano, con un tetto mensile di spesa per nucleo familiare oltre il quale interviene lo Stato; e le liste d'attesa del pubblico spingono circa metà della popolazione a stipulare una polizza privata.

Nel preventivo vanno dunque inseriti il premio assicurativo per ciascun adulto — voce che in Italia semplicemente non esiste — e le visite non coperte, dentistica e oculistica in primo luogo. Chi ha più di trentacinque anni consideri anche la maggiorazione per adesione tardiva descritta in espatriare in Irlanda: aderire tardi costa per dieci anni.

5. Muoversi

Fuori dalle aree urbane l'automobile è di fatto necessaria, e in Irlanda l'automobile è cara su tutte e tre le voci: assicurazione fra le più costose d'Europa, e particolarmente punitiva per chi ha una storia assicurativa estera che gli operatori locali riconoscono in modo parziale e disomogeneo — conviene farsi rilasciare in Italia l'attestato di rischio e verificare in anticipo chi lo accetta; carburante a livelli italiani; tassa di immatricolazione pesante sui veicoli importati, che spesso rende antieconomico portarsi l'automobile dall'Italia. Si vedano portare l'auto all'estero e la patente italiana all'estero.

A Dublino si vive senza automobile, con tram, ferrovia suburbana, autobus e un uso della bicicletta in crescita. Le tariffe del trasporto pubblico sono contenute e prevedono tetti di spesa giornalieri e settimanali con la tessera elettronica, oltre a sconti consistenti per i giovani.

6. Scaldarsi

Il clima è mite ma umido e ventoso, e la stagione di riscaldamento è lunga. Il patrimonio edilizio più vecchio è mal isolato, e l'energia elettrica costa nettamente più che in Italia. La classe energetica dell'alloggio — che va indicata negli annunci — non è un dettaglio burocratico: fra un'abitazione ben isolata e una degli anni Sessanta la differenza sulla bolletta annua è una voce di bilancio a sé.

Due voci che in Italia si pagano e qui no. Non esistono bollette dell'acqua per uso domestico: il servizio idrico è finanziato dalla fiscalità generale. E l'imposta sulla proprietà immobiliare, pur esistente, è modesta rispetto all'IMU su una seconda casa italiana. Sono gli unici due capitoli in cui il confronto è nettamente favorevole all'Irlanda.

7. Spesa quotidiana e tempo libero

  • Alimentari. Nel complesso comparabili all'Italia, con una distribuzione organizzata competitiva. Costano invece molto di più l'ortofrutta di qualità e i prodotti italiani, che si trovano ma con un ricarico consistente.
  • Alcolici. Fra i più cari d'Europa, per effetto di accise elevate e di un prezzo minimo per unità alcolica fissato per legge. Chi ha una vita sociale che ruota attorno al pub se ne accorge in fretta.
  • Ristorazione. Cara rispetto alla qualità media, e con la mancia attesa in misura più anglosassone che italiana.
  • Beni durevoli, abbigliamento, elettronica. Più cari, anche per effetto di un'aliquota ordinaria dell'imposta sul valore aggiunto superiore a quella italiana.
  • Telefonia e connettività. Fra le voci meno care, con buona copertura nelle aree urbane e assai meno buona nelle rurali.
  • Voli per l'Italia. Numerosi ed economici fuori stagione, molto meno nei periodi in cui si tende a rientrare — Natale e agosto. Per chi conta di tornare spesso è una voce ricorrente da mettere a bilancio, non un extra.

8. Come costruire il preventivo

  1. Partire dal netto, non dal lordo: fra le due aliquote, il contributo universale e i contributi previdenziali, la distanza è ampia e i crediti d'imposta personali vanno attivati.
  2. Sottrarre canone e spese condominiali della città e del quartiere reali, non della media nazionale.
  3. Sottrarre asilo nido al netto del contributo, se ci sono bambini piccoli.
  4. Sottrarre polizza sanitaria per ciascun adulto.
  5. Sottrarre automobile o abbonamento, secondo dove si vive davvero.
  6. Solo a questo punto confrontare il residuo con quello italiano. È l'unico confronto che significa qualcosa.

Il metodo generale, applicabile a qualunque destinazione, è in il calcolatore del costo della vita e in il calcolatore dello stipendio netto per Paese.

Fonti.
  • Central Statistics Office (Irlanda), per indici dei prezzi al consumo, redditi e canoni.
  • Residential Tenancies Board, per i canoni per area e le regole sugli aumenti in vigore dal 1° marzo 2026.
  • Revenue Commissioners, per aliquote, crediti d'imposta e imposta sul valore aggiunto.
  • Health Service Executive e Department of Health, per compartecipazioni sanitarie e tetto mensile della spesa farmaceutica.
  • Public Health (Alcohol) Act 2018, per il prezzo minimo per unità alcolica.
  • Sustainable Energy Authority of Ireland, per classi energetiche e consumi.

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