Espatriare in Croazia
La Croazia è entrata nell'euro e in Schengen il 1° gennaio 2023, ed è oggi la destinazione adriatica più semplice per un italiano: nessun cambio, nessun controllo di frontiera, poche ore di viaggio. Circola però su di essa un'informazione sbagliata che vale la pena chiarire subito, perché riguarda proprio gli italiani.
1. L'equivoco del nomade digitale
L'esenzione fiscale del «visto per nomadi digitali» croato non è disponibile per un italiano. Quel titolo di soggiorno è previsto dalla legge sugli stranieri per i cittadini di Paesi terzi, e l'esenzione dall'imposta sul reddito da lavoro per datore estero è agganciata al possesso di quel permesso.
Il cittadino dell'Unione non può ottenerlo, perché non ne ha bisogno: si sposta in virtù della libera circolazione e registra il soggiorno. Ne segue che l'italiano che si trasferisce in Croazia lavorando da remoto per un datore estero, una volta divenuto residente fiscale croato, è tassato in via ordinaria. Le guide in italiano che promettono l'esenzione sono scritte traducendo materiale destinato a statunitensi e britannici, per i quali il discorso ha senso.
2. Ingresso e formalità
Nessun visto. Oltre i tre mesi si registra il soggiorno presso la polizia competente, dimostrando lavoro, autosufficienza o motivi familiari. Serve poi il codice identificativo personale, indispensabile per conto, contratto, utenze e acquisto immobiliare. Segue l'iscrizione all'AIRE entro novanta giorni.
3. Fisco
Il sistema è stato riformato dal 2024 con una semplificazione utile: l'addizionale comunale è stata abolita e sostituita dalla facoltà dei Comuni di fissare direttamente le proprie aliquote, entro forcelle stabilite dalla legge. Le aliquote sono due — una ordinaria e una superiore oltre una soglia mensile di base imponibile — e chi non delibera applica quelle predefinite a livello nazionale.
La conseguenza pratica è la stessa della Svizzera, in scala molto minore: il Comune di residenza incide sul netto, e fra un centro turistico e uno dell'interno la differenza è reale. Va verificato prima di fissare la residenza.
Vi si aggiungono contributi previdenziali e sanitari significativi, che per il lavoratore autonomo sono la voce più pesante. I redditi di capitale sono tassati separatamente con aliquote proporzionali, e le plusvalenze immobiliari sono esenti dopo un periodo minimo di possesso.
4. Lavoro
Il mercato è piccolo e le retribuzioni sono basse rispetto all'Europa occidentale, con una forte stagionalità legata al turismo, che è il settore dominante della costa. Gli altri comparti rilevanti sono cantieristica, farmaceutica, agroalimentare, informatica — con un ecosistema in crescita a Zagabria e Spalato — e logistica.
Il Paese soffre inoltre una forte emigrazione di manodopera qualificata verso Germania, Austria e Irlanda, con conseguente carenza in edilizia, sanità e ospitalità. La conclusione è la stessa di Grecia e Malta: la Croazia conviene a chi porta reddito da fuori, non a chi cerca un impiego locale.
5. Casa
Il cittadino dell'Unione acquista alle stesse condizioni del cittadino croato, senza autorizzazioni. Attenzione però a tre elementi tipici del mercato locale:
- Titoli e catasto. Le risultanze catastali e quelle del libro fondiario non sempre coincidono, e le successioni non trascritte sono frequenti. La verifica dei titoli da parte di un legale indipendente è indispensabile.
- Abusi edilizi. Molto diffusi, con procedure di sanatoria succedutesi negli anni: va accertato che l'immobile sia effettivamente regolarizzato, non che «si possa regolarizzare».
- Prezzi sulla costa. Cresciuti moltissimo dopo l'ingresso nell'euro e nel turismo internazionale; l'interno — Slavonia, Zagorje, entroterra dalmata — resta invece molto accessibile.
Sugli immobili non destinati ad abitazione principale grava un'imposta locale, ed è stata introdotta una disciplina più severa per gli immobili sfitti nelle località turistiche.
6. Sanità
Assicurazione obbligatoria presso l'istituto nazionale, finanziata da contributi. Il servizio è dignitoso nelle città maggiori e più limitato nelle isole e nell'interno; le compartecipazioni sono contenute e molti stipulano una copertura integrativa nazionale, economica, che le azzera.
Il pensionato italiano accede tramite il formulario europeo con oneri a carico dell'Italia: si vedano l'assistenza sanitaria per gli iscritti AIRE e i formulari S1 e S2.
7. Vita quotidiana
- Lingua. Il croato è lingua slava e non offre appigli all'italiano; l'inglese è diffuso fra i giovani e nel turismo, e l'italiano è compreso in Istria e sulla costa settentrionale, dove esiste una minoranza italiana riconosciuta con scuole proprie.
- Istria. È il caso particolare: bilinguismo ufficiale in diversi comuni, scuole italiane, un'ora e mezza da Trieste. Per un italiano è di gran lunga l'area di inserimento più facile del Paese.
- Costi. Inferiori a quelli italiani su casa, servizi alla persona e ristorazione fuori stagione; allineati o superiori su beni importati, automobili e carburanti. Il divario si è ridotto dopo l'adozione dell'euro.
- Collegamenti. Ottimi via terra dal Nordest, meno buoni via aerea fuori stagione.
8. Il saldo netto
Conviene a: pensionati e lavoratori con reddito estero che cercano costi bassi restando vicini all'Italia; chi guarda all'Istria, dove lingua e scuole rendono il trasferimento quasi indolore; chi vuole acquistare casa sul mare a valori ancora inferiori a quelli italiani, con le cautele dette.
Non conviene a: chi cerca lavoro locale con retribuzioni europee; chi conta sull'esenzione per nomadi digitali, che non gli spetta; chi ha bisogno di sanità di alto livello vivendo su un'isola o nell'interno.
- Zakon o porezu na dohodak, come modificato con effetto dal 2024, per l'abolizione dell'addizionale e la determinazione comunale delle aliquote.
- Zakon o strancima, per il titolo di soggiorno dei nomadi digitali, riservato ai cittadini di Paesi terzi.
- Direttiva 2004/38/CE e normativa croata sul soggiorno dei cittadini dell'Unione.
- Zakon o zdravstvenom osiguranju, per l'assicurazione sanitaria obbligatoria.
- Regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009.