Espatriare in Nuova Zelanda
La Nuova Zelanda ha, per chi arriva dall'estero, uno dei regimi fiscali d'ingresso più generosi al mondo: quattro anni di esenzione sui redditi esteri, una volta sola nella vita. Ha anche, per gli italiani, una mancanza che pesa quanto quel vantaggio e che nessuna guida segnala: non esiste convenzione di sicurezza sociale con l'Italia. Gli anni lavorati lì non si sommano ai contributi italiani — a differenza di quanto accade in Australia.
1. L'esenzione quadriennale per i nuovi residenti
- Spetta a chi diventa residente fiscale neozelandese e non lo è stato in nessun momento dei dieci anni precedenti: un italiano che arriva per la prima volta vi rientra.
- Dura circa quattro anni dall'acquisto della residenza fiscale.
- Si può ottenere una volta sola.
‼️ Che cosa copre, e soprattutto che cosa non copre. Sono esenti la maggior parte dei redditi di fonte estera: interessi, dividendi, canoni di locazione, redditi da fondi d'investimento esteri. Non è esente il reddito che si guadagna all'estero da lavoro dipendente o da prestazione di servizi personali. È la distinzione che rovescia il calcolo di chi si trasferisce in Nuova Zelanda per lavorare a distanza per un cliente o un datore straniero: quel reddito è imponibile in Nuova Zelanda fin dal primo giorno. Il regime è costruito per chi porta un patrimonio, non per chi porta un lavoro.
2. Il resto del quadro fiscale
- Imposta personale progressiva; il residente è tassato sul reddito mondiale una volta esaurita l'esenzione.
- Non esiste un'imposta generale sulle plusvalenze: è una peculiarità neozelandese fra i Paesi sviluppati. Esistono però regole che assoggettano a imposta i guadagni sulla cessione di immobili residenziali entro un periodo determinato dall'acquisto, e regole sui redditi da fondi esteri che possono produrre imposizione anche in assenza di realizzo: entrambe vanno verificate presso l'amministrazione fiscale, perché sono state modificate più volte.
- Non esiste imposta di successione.
Fra i due Paesi è in vigore la convenzione firmata a Roma il 6 dicembre 1979, ratificata con legge 10 luglio 1982, n. 566, in vigore dal 23 marzo 1983. La Nuova Zelanda non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999.
3. La previdenza: la differenza con l'Australia
Non esiste convenzione di sicurezza sociale fra Italia e Nuova Zelanda: la Nuova Zelanda non compare nell'elenco degli Stati extra UE convenzionati tenuto dall'INPS. È il punto su cui i due Paesi dell'Oceania divergono, e chi sceglie fra Australia e Nuova Zelanda deve saperlo: in Australia i periodi si valorizzano, qui no. Il sistema pensionistico pubblico neozelandese è per di più fondato sulla residenza e non sui contributi, con requisiti di permanenza pluriennale che un trasferimento in età adulta difficilmente soddisfa per intero. L'adesione al fondo pensionistico volontario nazionale è possibile, ma produce un capitale, non una posizione totalizzabile. Si veda la mappa delle convenzioni di sicurezza sociale.
4. Come si entra
- Vacanza-lavoro per i più giovani: si veda il working holiday neozelandese.
- Visti di lavoro sponsorizzati, con datore accreditato e requisiti retributivi e di professione.
- Residenza qualificata, con un sistema che valorizza professioni in carenza, retribuzione ed esperienza.
- Per la maggior parte delle professioni regolamentate serve la registrazione presso l'organismo competente, che è un passaggio distinto dal visto e va avviato per primo.
5. Vivere
- La casa è cara rispetto ai redditi, con un mercato storicamente teso ad Auckland; l'isolamento termico degli edifici è un problema noto e migliora solo nelle costruzioni recenti.
- La sanità pubblica è accessibile ai residenti e ai titolari di alcuni visti di lavoro di durata sufficiente; per gli altri serve l'assicurazione.
- Le distanze sono il fattore decisivo: è il Paese sviluppato più lontano dall'Europa, e questo incide su costi e frequenza dei rientri, e sulla possibilità di assistere familiari anziani in Italia.
- Il mercato del lavoro è piccolo: le opportunità sono concentrate e la mobilità di carriera è più limitata che in Australia, verso cui molti finiscono per spostarsi.
- La qualità della vita — sicurezza, ambiente, ritmi — è il motivo principale per cui chi ci va tende a restarci.
6. Il saldo netto
Conviene a chi porta un patrimonio finanziario o immobiliare estero e può sfruttare i quattro anni di esenzione; a professionisti sanitari e tecnici con qualifica registrabile; a chi cerca qualità della vita e accetta la lontananza.
Non conviene a chi lavora a distanza per l'estero, perché proprio quel reddito è escluso dall'esenzione; a chi conta di costruirsi una pensione valorizzabile in Italia; e a chi ha bisogno di un mercato del lavoro ampio.
- Inland Revenue neozelandese, esenzione temporanea per i residenti in transizione: spetta a chi diviene residente fiscale non essendolo stato in alcun momento nei dieci anni precedenti, dura circa quattro anni, è concessa una sola volta, copre la maggior parte dei redditi di fonte estera fra cui interessi, dividendi, canoni e redditi da fondi d'investimento esteri, ed esclude il reddito guadagnato all'estero da lavoro dipendente o da prestazione di servizi personali.
- Convenzione fra Italia e Nuova Zelanda per evitare le doppie imposizioni, fatta a Roma il 6 dicembre 1979, ratificata con legge 10 luglio 1982, n. 566, in vigore dal 23 marzo 1983.
- D.M. 4 maggio 1999, il cui elenco non comprende la Nuova Zelanda; INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati con l'Italia, che non la comprende.
- Per le regole sulla cessione di immobili residenziali entro un periodo determinato e sui redditi da fondi esteri: Inland Revenue.