Il working holiday neozelandese
La Nuova Zelanda ha con l'Italia un accordo di vacanza-lavoro dedicato, con condizioni proprie e più strette di quelle australiane: la fascia d'età si ferma a trent'anni, il visto dura dodici mesi e non è prorogabile né ripetibile, e si può lavorare per lo stesso datore per un massimo di tre mesi. È un anno, uno solo, e va programmato per quello che è.
1. I requisiti
- Passaporto della Repubblica italiana in corso di validità.
- Età compresa fra 18 e 30 anni.
- Non aver già ottenuto un visto neozelandese per vacanza-lavoro: si concede una volta sola.
- Disponibilità di almeno 4.200 dollari neozelandesi per le spese di soggiorno, oltre ai fondi per il viaggio di ritorno.
- Assicurazione sanitaria completa per l'intera permanenza: non è una raccomandazione, è una condizione del visto.
- Requisiti di salute e di buona condotta, e intenzione genuina di visitare la Nuova Zelanda.
2. Che cosa consente
- Soggiorno fino a dodici mesi.
- Lavoro in impieghi temporanei per tutta la durata, ma non più di tre mesi presso lo stesso datore: l'impiego stabile è escluso per definizione.
- Studio o formazione fino a sei mesi complessivi.
‼️ Il limite dei tre mesi per datore è la differenza sostanziale con l'Australia, dove il vincolo è di sei mesi e dove esistono un secondo e un terzo anno. Qui non c'è estensione: il visto non si proroga, non si ripete e non si converte automaticamente. Chi vuole restare deve passare a un visto di lavoro ordinario, e quel passaggio va costruito durante l'anno — trovando un datore accreditato e verificando che la propria professione e retribuzione soddisfino i requisiti — non alla scadenza.
3. Il lavoro che si trova davvero
- Agricoltura e viticoltura: vendemmia, potatura, raccolta, con forte stagionalità e concentrazione geografica.
- Ospitalità e turismo, nelle località alpine e costiere, con stagioni opposte a quelle europee.
- Edilizia e mestieri, dove chi ha una qualifica tecnica è pagato meglio della media dei vacanzieri-lavoratori.
- Il vincolo dei tre mesi rende il lavoro intrinsecamente stagionale: l'anno si costruisce spostandosi, ed è opportuno pianificare gli spostamenti sulle stagioni agricole prima di partire.
4. Il fisco, che sembra secondario e non lo è
- Si lavora con un codice fiscale neozelandese e le imposte sono trattenute alla fonte; senza il codice si subisce una ritenuta più elevata. È la prima pratica da fare all'arrivo.
- Alla fine del soggiorno può spettare un rimborso se si è versato in eccesso: va chiesto, e conviene farlo prima di partire.
- L'esenzione quadriennale per i nuovi residenti — trattata in espatriare in Nuova Zelanda — non copre il reddito da lavoro guadagnato all'estero, e comunque presuppone l'acquisto della residenza fiscale neozelandese: per un anno di vacanza-lavoro non è, di norma, il tema.
- Sul lato italiano: un anno all'estero non fa perdere da solo la residenza fiscale italiana. Chi mantiene famiglia, casa e interessi in Italia resta di norma residente in Italia e vi dichiara anche il reddito neozelandese, applicando la convenzione. Si veda i criteri della residenza fiscale italiana.
5. Da sapere prima di partire
- I controlli sanitari e doganali all'ingresso sono fra i più severi al mondo, per la protezione dell'ecosistema: alimenti, attrezzature da campeggio e scarponi usati vanno dichiarati, e l'omessa dichiarazione comporta sanzioni immediate.
- Il costo della vita è alto rispetto alle retribuzioni dei lavori stagionali: l'alloggio condiviso e il veicolo proprio sono la norma, e vanno messi a bilancio.
- Le stagioni sono invertite: chi parte in autunno europeo arriva in primavera neozelandese, il che conta per la ricerca del lavoro agricolo.
- Il visto non copre i familiari: è individuale.
- Immigration New Zealand, visto italiano per vacanza-lavoro: età compresa fra 18 e 30 anni, passaporto della Repubblica italiana, durata fino a dodici mesi, divieto di impiego permanente e limite di tre mesi presso lo stesso datore, studio o formazione fino a sei mesi complessivi, disponibilità di almeno 4.200 dollari neozelandesi oltre ai fondi per il viaggio di ritorno, assicurazione sanitaria completa per l'intera permanenza, requisiti di salute e buona condotta, non cumulabilità con un precedente visto neozelandese per vacanza-lavoro e impossibilità di proroga oltre i dodici mesi dalla data di rilascio.
- Convenzione fra Italia e Nuova Zelanda fatta a Roma il 6 dicembre 1979, ratificata con legge 10 luglio 1982, n. 566, in vigore dal 23 marzo 1983.
- Per codice fiscale, ritenute e rimborsi: Inland Revenue neozelandese.