Il working holiday visa australiano
Il working holiday australiano è la via d'ingresso più usata dagli italiani in Australia, e per gli italiani ha un vantaggio che pochi conoscono: la finestra d'età arriva a trentacinque anni, e non a trenta come per la maggior parte dei Paesi partecipanti. Sono cinque anni in più di ammissibilità, e cambiano il calcolo a chi si affaccia alla scelta dopo i trenta.
1. Chi può chiederlo
- Il visto subclass 417 è riservato ai titolari di passaporto dei Paesi che partecipano agli accordi australiani sulla vacanza-lavoro, fra cui l'Italia.
- L'età ordinaria è 18-30 anni; per alcuni Paesi il limite è elevato a 35 anni compiuti inclusi, e fra questi figurano — oltre a Regno Unito, Canada, Francia, Irlanda e Danimarca — anche i titolari di passaporto italiano. Poiché la composizione dei due gruppi è stata modificata nel tempo, il limite applicabile va confermato sul sito del Dipartimento degli affari interni alla data della domanda: è una verifica di due minuti che vale un anno di vita.
- Non servono titoli di studio né esami di lingua.
- Occorre presentare la domanda dall'estero per il primo visto e dimostrare disponibilità economiche sufficienti per il primo periodo e per il viaggio di ritorno.
2. Che cosa consente
- Soggiorno di dodici mesi, con pieno diritto di lavorare.
- Possibilità di studiare per un periodo limitato.
- Ingressi e uscite multiple durante la validità.
3. Il secondo e il terzo anno
- Chi svolge tre mesi di lavoro qualificato in aree regionali durante il primo visto può chiedere un secondo visto di dodici mesi.
- Chi svolge sei mesi di lavoro qualificato durante il secondo può chiedere un terzo visto, arrivando a tre anni complessivi.
Il lavoro qualificato va documentato mentre lo si fa, non dopo. Le tipologie di attività ammesse, le aree geografiche e le modalità di prova sono definite in modo puntuale, e le domande di secondo o terzo visto vengono respinte soprattutto per difetto di documentazione: buste paga, dichiarazioni del datore, prova dell'ubicazione. Il settore è inoltre esposto a irregolarità contrattuali: accettare pagamenti in nero rende il periodo inutilizzabile ai fini del visto successivo, oltre a privare della retribuzione dovuta e dei contributi previdenziali.
4. Il fisco del vacanziere-lavoratore
- I titolari di visto per vacanza-lavoro hanno un regime di aliquote proprio, che si applica fin dal primo dollaro guadagnato e prescinde dalla soglia esente ordinaria. Le aliquote e le soglie vanno riscontrate presso l'amministrazione fiscale australiana per l'anno d'imposta di riferimento.
- Il datore versa la previdenza obbligatoria su un fondo individuale. Alla partenza definitiva il titolare di visto temporaneo può chiederne la liquidazione, che è però assoggettata a un'imposta elevata: la somma va considerata al netto.
- Il visto è temporaneo, quindi si rientra di norma nel regime dei residenti temporanei: i redditi di fonte estera restano fuori dalla base imponibile australiana. Si veda espatriare in Australia.
5. Il lato italiano
Un anno o due in Australia non fanno perdere automaticamente la residenza fiscale italiana, e non la fanno perdere affatto se non si sposta il centro degli interessi. Dal 2024 l'art. 2 del TUIR prevede quattro criteri alternativi, fra cui la presenza fisica: chi parte per una vacanza-lavoro e mantiene famiglia, casa e interessi in Italia resta di norma residente in Italia, e deve dichiarare lì il reddito australiano, applicando la convenzione per evitare la doppia imposizione. Si vedano i criteri della residenza fiscale italiana e il conteggio dei giorni.
Chi invece intende restare deve trattare la vacanza-lavoro per quello che è: un ponte. Il passaggio a un visto qualificato va preparato durante i dodici mesi — riconoscimento della qualifica, esame di inglese, esperienza documentata — perché avviarlo alla scadenza è quasi sempre troppo tardi. Si veda gli skilled visa australiani.
- Visto Working Holiday subclass 417: elenco dei Paesi partecipanti, comprendente l'Italia; limite d'età ordinario di 18-30 anni ed elevato a 35 anni compiuti inclusi per determinati Paesi, fra cui i titolari di passaporto italiano; durata di dodici mesi; secondo visto con tre mesi di lavoro qualificato in aree regionali e terzo visto con sei mesi. Requisiti da confermare presso il Department of Home Affairs alla data della domanda.
- Per le aliquote applicabili ai titolari di visto per vacanza-lavoro e per la liquidazione della posizione previdenziale alla partenza: Australian Taxation Office.
- D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 2, come modificato dal D.Lgs. 27 dicembre 2023, n. 209.