Espatriare in Sudafrica
Il Sudafrica ha, per un europeo, un rapporto qualità-prezzo che nessun altro Paese anglofono offre: case, servizi, sanità privata e scuole internazionali a una frazione del costo australiano o neozelandese. Ha anche una fiscalità piena sul reddito mondiale, un'imposta all'uscita dalla residenza, nessuna convenzione previdenziale con l'Italia e una questione di sicurezza personale che non si può trattare come un dettaglio. È un Paese che va scelto sapendo esattamente che cosa si scambia.
1. Il fisco
- Il residente fiscale sudafricano è tassato sul reddito mondiale, con aliquote progressive. Non è una destinazione a fiscalità agevolata.
- Esiste un'esenzione per i redditi da lavoro dipendente prestato all'estero dai residenti sudafricani, limitata a 1.250.000 rand l'anno e subordinata al fatto di trascorrere fuori dal Sudafrica almeno 183 giorni in un periodo di dodici mesi, di cui almeno 60 continuativi, prestando servizio per il proprio datore. L'esenzione non si applica a chi rende servizi per un datore del settore pubblico o riveste una carica pubblica. È rilevante per chi si stabilisce in Sudafrica ma lavora in trasferta.
- L'uscita dalla residenza fiscale comporta un evento impositivo sulle plusvalenze latenti dei beni che non restano collegati al Sudafrica: chi entra nel sistema deve sapere come ne esce, e valutarlo prima.
- Vi sono controlli valutari sui movimenti di capitale in uscita, con procedure e limiti: è la parte che più spesso sorprende chi vuole rimpatriare fondi, e va verificata prima di portare denaro nel Paese.
2. Il quadro con l'Italia
- Convenzione contro le doppie imposizioni firmata a Roma il 16 novembre 1995, ratificata con legge 15 dicembre 1998, n. 473, in vigore dal 2 marzo 1999.
- Il Sudafrica non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999: non opera l'inversione dell'onere della prova.
- Non esiste convenzione di sicurezza sociale: il Sudafrica non compare nell'elenco degli Stati extra UE convenzionati tenuto dall'INPS. Nessuna totalizzazione. Il sistema pensionistico pubblico sudafricano è inoltre di natura assistenziale e selettiva, non contributiva: la previdenza è essenzialmente privata e aziendale, e va costruita da sé.
3. Il soggiorno
- Il visto di lavoro è legato a un'offerta e a categorie di competenze individuate dall'amministrazione, con verifica della non disponibilità di manodopera locale.
- Esiste un visto per pensionati fondato sulla prova di un reddito o di un patrimonio di importo determinato, che non richiede età minima: è una particolarità sudafricana, e lo rende accessibile anche a chi non è pensionato in senso stretto ma dispone di rendite.
- Esistono percorsi per investitori e per attività imprenditoriali, con soglie di capitale e obblighi occupazionali.
- La residenza permanente è possibile dopo un periodo qualificato; i tempi amministrativi sono lunghi e vanno messi in conto.
4. Vivere
- Il costo della vita è basso per uno standard europeo, e questa è la ragione principale del trasferimento: casa con giardino, personale, scuola privata e sanità privata rientrano in un bilancio che in Europa non li reggerebbe.
- La sanità privata è di livello internazionale nelle grandi città, e vi si accede con un'assicurazione locale; il sistema pubblico è sovraccarico. Per un residente straniero la copertura privata è indispensabile e va computata come voce fissa.
- La sicurezza è un fattore reale che condiziona la scelta del quartiere, l'organizzazione della giornata, il modo di spostarsi e il costo della casa. Va valutata sui dati per zona, non sulla media nazionale, e non va né minimizzata né usata per liquidare il Paese.
- Le infrastrutture: la fornitura elettrica e idrica ha conosciuto periodi di razionamento; molte abitazioni si dotano di sistemi autonomi, con un costo che va previsto.
- La lingua non è un ostacolo: l'inglese è lingua degli affari e dell'amministrazione.
- Il cambio: il rand è una valuta volatile. Chi percepisce una pensione in euro guadagna potere d'acquisto quando il rand si indebolisce; chi guadagna in rand e ha impegni in euro corre il rischio opposto. È la variabile che va modellata prima di trasferirsi.
5. Il saldo netto
Conviene a chi percepisce redditi o pensioni in euro e vuole un tenore di vita alto a costi contenuti in un Paese anglofono; a chi ha competenze richieste e un datore che sponsorizza; a chi può accedere al visto per pensionati grazie a rendite documentabili.
Non conviene a chi cerca un vantaggio fiscale — la tassazione è mondiale e c'è un'imposta all'uscita; a chi conta su una totalizzazione previdenziale che non esiste; a chi non ha valutato seriamente sicurezza, infrastrutture e rischio di cambio.
- South African Revenue Service: tassazione dei residenti sul reddito mondiale; esenzione per i redditi da lavoro dipendente prestato all'estero di cui alla sezione 10(1)(o)(ii), limitata a 1.250.000 rand annui, con requisito di almeno 183 giorni fuori dal Sudafrica in dodici mesi di cui almeno 60 continuativi, ed esclusione per i servizi resi a datori del settore pubblico e per i titolari di cariche pubbliche; imposizione sulle plusvalenze latenti in caso di cessazione della residenza fiscale.
- Convenzione fra Italia e Sudafrica per evitare le doppie imposizioni, fatta a Roma il 16 novembre 1995, ratificata con legge 15 dicembre 1998, n. 473, in vigore dal 2 marzo 1999.
- D.M. 4 maggio 1999, il cui elenco non comprende il Sudafrica; INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati con l'Italia, che non lo comprende.
- Per i requisiti dei visti di lavoro, per pensionati e per investitori e per i controlli valutari: autorità sudafricane competenti.