Pensionati italiani in Tunisia
La Tunisia offre ai pensionati stranieri un trattamento simile a quello marocchino — imposta calcolata sul 20% della pensione, con un abbattimento dell'80% — ma con una differenza che per un italiano conta molto: fra Italia e Tunisia esiste una convenzione di sicurezza sociale, mentre con il Marocco non esiste. È il Paese del Nordafrica in cui il quadro complessivo, fiscale e previdenziale, è più completo.
1. L'abbattimento dell'80%
- La legislazione tunisina prevede un abbattimento dell'80% sulle pensioni e sulle rendite vitalizie di fonte estera: l'imposta si calcola quindi sul 20% dell'importo.
- La condizione è che la pensione sia trasferita in Tunisia — accreditata su un conto bancario tunisino — oppure dichiarata all'importazione.
- L'agevolazione opera in proporzione alla quota trasferita: chi trasferisce solo una parte della pensione beneficia dell'abbattimento su quella parte.
La differenza con il Marocco, che è sostanziale. L'agevolazione marocchina richiede un trasferimento definitivo su un conto in dirham non convertibili: quel denaro non si può riportare fuori. La condizione tunisina è il trasferimento della pensione in Tunisia, senza l'irreversibilità che caratterizza il regime marocchino. Per chi vuole mantenere una flessibilità sui propri fondi è una differenza che pesa quanto l'aliquota. Le modalità operative dei conti e dei trasferimenti vanno comunque verificate presso la banca e l'amministrazione fiscale tunisina prima di impostare l'operazione.
2. Il soggiorno
- Il cittadino italiano entra senza visto per soggiorni brevi; per restare oltre occorre la carta di soggiorno.
- Per i pensionati i presupposti sono essenzialmente la prova del reddito da pensione, di un alloggio e di una copertura sanitaria; la domiciliazione della pensione in Tunisia è di norma sufficiente a dimostrare i mezzi.
- Il titolo si rinnova periodicamente e non consente di lavorare.
- Lo straniero può acquistare immobili urbani con autorizzazione amministrativa; l'acquisto di terreni agricoli è precluso.
3. Il quadro con l'Italia
- Convenzione contro le doppie imposizioni firmata a Tunisi il 16 maggio 1979, ratificata con legge 25 maggio 1981, n. 388, in vigore dal 17 settembre 1981. Come sempre, il trattamento delle pensioni corrisposte per funzioni pubbliche è distinto da quello delle pensioni private e va riscontrato sul testo: un ex dipendente pubblico può trovarsi imponibile soltanto in Italia, e in tal caso l'abbattimento tunisino non produce alcun vantaggio. Si veda dove si tassa la pensione italiana.
- La Tunisia non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999.
- Esiste una convenzione di sicurezza sociale: la Tunisia compare nell'elenco degli Stati extra UE convenzionati tenuto dall'INPS, e i periodi assicurativi si possono totalizzare. È rilevante non tanto per chi arriva già pensionato quanto per chi ha lavorato in entrambi i Paesi. Si veda la totalizzazione internazionale delle pensioni.
4. Vivere
- Il costo della vita è fra i più bassi del Mediterraneo, in particolare su casa, alimentari freschi e servizi alla persona.
- La vicinanza all'Italia è un vantaggio concreto: voli brevi e frequenti, collegamenti marittimi, stesso fuso orario o quasi. Per chi ha figli e nipoti in Italia è la ragione principale della scelta rispetto a destinazioni più lontane.
- La sanità privata è di buon livello nelle cliniche di Tunisi e delle città costiere, a costi molto inferiori a quelli europei; l'assicurazione è comunque necessaria, perché l'iscritto all'AIRE perde l'assistenza ordinaria in Italia.
- La lingua: il francese è ampiamente diffuso e sufficiente per la vita quotidiana e amministrativa; l'italiano è compreso in diverse zone costiere.
- Dove: Hammamet, Sousse, Monastir e Djerba concentrano la presenza di pensionati stranieri, con servizi organizzati; Tunisi offre più servizi urbani e sanitari.
- Il contesto politico ed economico ha conosciuto fasi di instabilità e tensioni sul cambio e sull'approvvigionamento: è un elemento da considerare nella pianificazione, in particolare per chi trasferisce l'intera pensione.
5. Il saldo netto
Conviene a pensionati con pensione privata di importo medio che vogliono restare vicini all'Italia; a chi cerca il vantaggio fiscale nordafricano senza l'irreversibilità del trasferimento richiesta in Marocco; a chi ha periodi assicurativi in entrambi i Paesi.
Non conviene a chi percepisce una pensione pubblica senza aver verificato dove è imponibile; a chi ha bisogno di assistenza sanitaria complessa in loco; e a chi non mette in conto la variabilità del contesto economico.
- Legislazione fiscale tunisina che prevede l'abbattimento dell'80% sulle pensioni e rendite vitalizie di fonte estera trasferite in Tunisia o dichiarate all'importazione, con imposizione sul 20% dell'importo e applicazione proporzionale alla quota trasferita.
- Convenzione fra Italia e Tunisia per evitare le doppie imposizioni, fatta a Tunisi il 16 maggio 1979, ratificata con legge 25 maggio 1981, n. 388, in vigore dal 17 settembre 1981.
- D.M. 4 maggio 1999, il cui elenco non comprende la Tunisia.
- INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati con l'Italia in materia di sicurezza sociale, che comprende la Tunisia.
- Per le modalità dei conti e dei trasferimenti e per i requisiti della carta di soggiorno: banche e autorità tunisine competenti.