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Espatriare a Capo Verde

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

Capo Verde è, fra le destinazioni di questo sito, quella con la combinazione più insolita: esiste una convenzione di sicurezza sociale con l'Italia — anzi, una delle poche che ammettono la totalizzazione con Stati terzi — ma non esiste alcuna convenzione contro le doppie imposizioni. È l'inverso di quasi tutte le altre: la previdenza è protetta, il fisco no.

1. La previdenza, che qui funziona

  • La convenzione di sicurezza sociale fra Italia e Repubblica di Capo Verde è stata stipulata il 18 dicembre 1980, ratificata con legge 25 gennaio 1983, n. 34, ed è in vigore dal 1° gennaio 1983; l'accordo amministrativo di applicazione è del 7 maggio 1987.
  • Si applica ai regimi dell'assicurazione generale obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti e alle forme sostitutive, e riguarda cittadini, familiari e superstiti che possano far valere periodi assicurativi nei due Paesi.
  • Prevede la totalizzazione multipla: si possono sommare anche i periodi maturati in Stati terzi, purché questi siano legati da accordi di sicurezza sociale sia all'Italia sia a Capo Verde. Si veda la totalizzazione internazionale delle pensioni.

2. Il fisco, che qui è scoperto

‼️ Fra Italia e Capo Verde non è in vigore alcuna convenzione contro le doppie imposizioni. Significa che l'eliminazione della doppia imposizione dipende esclusivamente dai meccanismi interni dei due ordinamenti — in Italia, il credito per le imposte pagate all'estero — senza le regole convenzionali che ripartiscono la potestà impositiva, risolvono i conflitti di residenza e disciplinano separatamente pensioni private e pubbliche. Chi si trasferisce deve impostare la propria posizione sapendo che non c'è un trattato a cui appellarsi, e che eventuali contestazioni sulla residenza non si risolvono con una regola di tie-breaker.

Capo Verde non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999: non opera l'inversione dell'onere della prova, e valgono i criteri ordinari dell'art. 2 del TUIR riscritto dal 2024. Si veda i criteri della residenza fiscale italiana.

3. Il soggiorno

  • L'ingresso per soggiorni brevi è semplice; per restare occorre chiedere l'autorizzazione di residenza presso le autorità locali, con prova di mezzi e di alloggio.
  • Il rinnovo è periodico e la pratica va seguita di persona: la struttura amministrativa è piccola e i tempi variano molto fra isole.
  • L'acquisto di immobili da parte di stranieri è ammesso; la verifica dei titoli e della regolarità urbanistica è però la parte critica dell'operazione, e va affidata a un professionista indipendente dal venditore.

4. Vivere

  • Il clima è mite e stabile tutto l'anno, con vento costante: è la ragione principale della scelta, ed è oggettivamente uno dei climi migliori dell'Atlantico.
  • Le isole non sono intercambiabili. Sal e Boa Vista sono turistiche e pianeggianti, con servizi orientati al turismo; São Vicente e Santiago hanno le città, i servizi amministrativi e sanitari, e la vita culturale; Santo Antão e Fogo sono rurali e spettacolari ma con servizi minimi. La scelta dell'isola conta più della scelta del Paese.
  • La sanità è il limite principale: l'offerta locale copre l'ordinario, e per la patologia complessa si va a Lisbona o a Dakar. L'assicurazione deve includere espressamente l'evacuazione sanitaria, che qui non è un'eventualità remota. L'iscritto all'AIRE perde l'assistenza ordinaria in Italia: si veda l'assistenza sanitaria per gli iscritti all'AIRE.
  • La lingua: il portoghese è la lingua ufficiale, il creolo quella d'uso; l'italiano è compreso in alcune zone turistiche, ma non è una base su cui costruire.
  • I collegamenti con l'Italia sono stagionali e in gran parte legati ai voli turistici: fuori stagione si viaggia via Lisbona. È un elemento da valutare per chi ha familiari anziani in Italia.
  • L'approvvigionamento: quasi tutto è importato, e i prezzi dei beni non locali lo riflettono; l'acqua è una risorsa scarsa e cara.

5. Il saldo netto

Conviene a chi cerca clima e ritmi lenti con una previdenza tutelata dalla convenzione; a chi ha periodi assicurativi in più Paesi e può usare la totalizzazione multipla; a chi sta bene di salute e sceglie l'isola in funzione dei servizi, non del paesaggio.

Non conviene a chi ha bisogno di assistenza sanitaria strutturata; a chi si aspetta la certezza applicativa di un trattato fiscale, che qui manca; a chi ha bisogno di collegamenti frequenti con l'Italia tutto l'anno.

Fonti.
  • Convenzione fra Italia e Repubblica di Capo Verde in materia di sicurezza sociale, stipulata il 18 dicembre 1980, ratificata con legge 25 gennaio 1983, n. 34, in vigore dal 1° gennaio 1983, con accordo amministrativo del 7 maggio 1987; ambito di applicazione e totalizzazione multipla con Stati terzi legati da accordi sia all'Italia sia a Capo Verde (INPS).
  • Assenza di una convenzione contro le doppie imposizioni in vigore fra Italia e Capo Verde.
  • D.M. 4 maggio 1999, il cui elenco non comprende Capo Verde; D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 2, come modificato dal D.Lgs. 27 dicembre 2023, n. 209.

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