Africa

Espatriare in Kenya

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

Il Kenya ospita una delle comunità italiane più antiche e riconoscibili dell'Africa, concentrata sulla costa fra Malindi e Watamu. Chi ne fa parte convive da decenni con una condizione che quasi nessuna guida dichiara: fra Italia e Kenya non c'è una convenzione contro le doppie imposizioni in vigore. Ne fu firmata una nel 1979, e l'Italia la ratificò, ma non risulta fra quelle operanti. È il punto da cui partire, perché condiziona tutto il resto.

‼️ La convenzione che c'è e non c'è. Una convenzione fra Italia e Kenya contro le doppie imposizioni fu firmata il 15 ottobre 1979 e ratificata dall'Italia nel 1981; un protocollo di modifica fu ratificato dalla parte italiana con legge 27 gennaio 2000, n. 10. Il Kenya non compare tuttavia nell'elenco delle convenzioni in vigore tenuto dal Dipartimento delle finanze, e la comunità italiana del posto ragiona da anni «in attesa» della sua entrata in vigore. In pratica: non ci si può appellare a regole convenzionali — né alle regole di tie-breaker sulla residenza, né alla ripartizione della potestà impositiva, né alla disciplina distinta delle pensioni pubbliche e private. La doppia imposizione si gestisce soltanto con il credito d'imposta previsto dall'ordinamento italiano. Prima di impostare qualunque operazione, lo stato della convenzione va riscontrato al Dipartimento delle finanze alla data in cui si opera.

1. Il quadro fiscale e previdenziale

  • Il Kenya non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999: non opera l'inversione dell'onere della prova dell'art. 2, comma 2-bis del TUIR. Valgono i criteri ordinari dell'art. 2 riscritto dal 2024, presenza fisica compresa: si veda i criteri della residenza fiscale italiana.
  • Il Kenya tassa in via ordinaria i redditi di fonte keniana; la residenza fiscale locale si acquista secondo criteri di presenza da verificare presso l'amministrazione fiscale keniana.
  • Non esiste convenzione di sicurezza sociale fra Italia e Kenya, che non compare nell'elenco degli Stati extra UE convenzionati tenuto dall'INPS: nessuna totalizzazione.

2. La terra: il limite costituzionale

Uno straniero non può essere proprietario di terra in Kenya in piena proprietà. La Costituzione del 2010 riserva la proprietà fondiaria piena ai cittadini e ammette per i non cittadini soltanto diritti di locazione di lungo periodo, per un massimo di novantanove anni. Le costruzioni usate per aggirare il limite — società keniane con soci prestanome, intestazioni fiduciarie — non rendono lo straniero proprietario e possono risultare inefficaci. Chi compra sulla costa deve inoltre verificare con estrema attenzione i titoli: la storia dei terreni costieri keniani è complessa e le contestazioni sui titoli non sono rare. La verifica va affidata a un avvocato indipendente dal venditore e dall'agente.

3. Il soggiorno

  • Per soggiorni brevi è richiesta un'autorizzazione elettronica all'ingresso.
  • Il lavoro richiede un permesso della classe corrispondente all'attività, sponsorizzato e con verifica della non disponibilità di personale locale.
  • Esiste un permesso per chi dispone di un reddito assicurato di fonte estera, utilizzato dai residenti stranieri non lavoratori: soglie e condizioni vanno verificate presso l'autorità keniana per l'immigrazione, perché sono state modificate nel tempo.
  • I permessi hanno durata determinata e vanno rinnovati: la pratica richiede presenza e assistenza locale.

4. Vivere sulla costa

  • La comunità italiana di Malindi e Watamu è strutturata, con esercizi, servizi e reti proprie: è il motivo per cui molti italiani scelgono il Kenya e non altre destinazioni africane. È anche un ambiente in cui è facile restare, e altrettanto facile non integrarsi.
  • Il costo della vita è basso per i beni e i servizi locali; è alto per l'importato, per l'energia e per la sanità privata.
  • La sanità: le strutture di riferimento sono a Nairobi e a Mombasa; sulla costa l'offerta copre l'ordinario. La polizza deve includere l'evacuazione sanitaria, che è la voce che conta davvero. L'iscritto all'AIRE perde l'assistenza ordinaria in Italia: si veda l'assistenza sanitaria per gli iscritti all'AIRE.
  • La lingua: inglese e swahili sono lingue ufficiali; l'inglese basta per l'amministrazione e per gli affari.
  • Sicurezza e viabilità richiedono abitudini specifiche e informazione aggiornata, con differenze sensibili fra aree del Paese.
  • I collegamenti con l'Italia sono buoni e in parte stagionali.

5. Il saldo netto

Conviene a chi cerca clima, mare e costi bassi con una comunità italiana già presente; a chi ha rendite dall'estero e affronta con assistenza qualificata l'assenza di convenzione fiscale; a chi accetta la locazione novantanovennale come unica forma di accesso alla terra.

Non conviene a chi crede di diventare proprietario di un terreno; a chi si aspetta la protezione di un trattato fiscale, che qui manca; a chi ha bisogno di assistenza sanitaria complessa in loco; e a chi compra sulla costa senza una verifica indipendente dei titoli.

Fonti.
  • Convenzione fra Italia e Kenya contro le doppie imposizioni firmata il 15 ottobre 1979 e ratificata dall'Italia nel 1981, con protocollo di modifica ratificato con legge 27 gennaio 2000, n. 10; il Kenya non compare nell'elenco delle convenzioni in vigore tenuto dal Dipartimento delle finanze, presso il quale lo stato della convenzione va riscontrato.
  • D.M. 4 maggio 1999, il cui elenco non comprende il Kenya; INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati con l'Italia, che non lo comprende.
  • Costituzione del Kenya del 2010, che riserva la proprietà fondiaria piena ai cittadini e ammette per i non cittadini diritti di locazione per un massimo di novantanove anni.
  • Per classi e requisiti dei permessi di soggiorno e di lavoro: autorità keniana per l'immigrazione.

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