Espatriare in Marocco
Il Marocco è la destinazione extraeuropea più vicina all'Italia — due ore e mezza di volo — e offre ai pensionati stranieri una riduzione d'imposta dell'80% che non ha eguali nel Mediterraneo. La condizione per ottenerla è però quella che nessuna brochure spiega bene, ed è pesante: il trasferimento della pensione deve essere definitivo e su un conto in dirham non convertibili. In altre parole, quel denaro non torna indietro.
1. La riduzione dell'80%
- L'art. 76 del codice generale delle imposte marocchino prevede una riduzione dell'imposta sul reddito pari all'80% per i titolari di pensioni di fonte estera, indipendentemente dalla nazionalità.
- La riduzione riguarda le somme trasferite in Marocco a titolo definitivo in dirham non convertibili, versate su un conto acceso presso una banca marocchina autorizzata.
- Il beneficiario deve essere fiscalmente domiciliato in Marocco e la pensione deve esservi imponibile.
- Alla dichiarazione va allegata un'attestazione dell'ente pensionistico estero che indichi l'importo lordo della pensione nella valuta del Paese di origine, e l'amministrazione deve ricevere la prova scritta che le somme sono state trasferite senza possibilità di ritrasferimento.
‼️ «Non convertibile» significa che non si può riportare fuori. È il prezzo reale dell'agevolazione, e va valutato prima. Chi versa la pensione su un conto in dirham convertibili — la scelta naturale per chi vuole tenersi la possibilità di rimpatriare il denaro — non ha diritto alla riduzione. Diverse guide in circolazione confondono i due tipi di conto e descrivono l'agevolazione come compatibile con il conto convertibile: non lo è. La scelta è fra flessibilità e risparmio fiscale, e non si può avere entrambe.
2. Il quadro con l'Italia
- Convenzione contro le doppie imposizioni firmata a Rabat il 7 giugno 1972, ratificata con legge 5 agosto 1981, n. 504, in vigore dal 10 marzo 1983. Le disposizioni sulle pensioni, e in particolare quelle relative alle pensioni corrisposte per funzioni pubbliche, vanno lette sul testo prima di programmare il trasferimento: si veda dove si tassa la pensione italiana.
- Il Marocco non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999: non opera l'inversione dell'onere della prova.
Non esiste convenzione di sicurezza sociale fra Italia e Marocco. Il Marocco non compare nell'elenco degli Stati extra UE convenzionati tenuto dall'INPS. È un dato che sorprende, data la vicinanza e l'ampiezza dei flussi migratori fra i due Paesi, ed è spesso dato per scontato in senso contrario: non c'è totalizzazione dei periodi assicurativi. Chi va in Marocco a lavorare, e non da pensionato, deve saperlo. Si veda la mappa delle convenzioni di sicurezza sociale.
3. Il soggiorno
- Il cittadino italiano entra senza visto per soggiorni brevi; oltre i novanta giorni occorre chiedere la carta di soggiorno presso le autorità di polizia competenti per il luogo di residenza.
- Per i pensionati il presupposto è la prova di mezzi e di un alloggio; il titolo si rinnova periodicamente.
- Il lavoro alle dipendenze richiede un contratto vistato dall'amministrazione del lavoro, con verifica della non disponibilità di manodopera locale.
- Lo straniero può acquistare immobili urbani; è invece precluso l'acquisto di terreni agricoli.
4. Vivere
- Il costo della vita è nettamente inferiore a quello italiano su casa, servizi alla persona e prodotti freschi; è allineato o superiore su automobili, elettronica e prodotti importati.
- La sanità pubblica è disomogenea; le cliniche private di Casablanca, Rabat e Marrakech sono di buon livello e a costi contenuti. L'assicurazione privata è necessaria: l'iscritto all'AIRE perde l'assistenza ordinaria in Italia. Si veda l'assistenza sanitaria per gli iscritti all'AIRE.
- La lingua: il francese consente di vivere e di trattare con l'amministrazione; l'arabo dialettale serve per la vita quotidiana fuori dai contesti urbani.
- Le città hanno vocazioni diverse: Casablanca per il lavoro, Rabat per l'amministrazione, Tangeri per la prossimità all'Europa, Marrakech e Agadir per i residenti stranieri. Si veda vivere a Marrakech.
- Il quadro normativo e sociale è quello di una monarchia con diritto di famiglia di matrice religiosa: va conosciuto nelle sue implicazioni pratiche, in particolare per le coppie miste e per le successioni.
5. Il saldo netto
Conviene a pensionati che accettano il trasferimento definitivo della pensione in cambio di una riduzione d'imposta molto elevata; a chi vuole restare vicino all'Italia con un costo della vita sensibilmente più basso; a chi parla francese.
Non conviene a chi vuole mantenere la disponibilità piena del proprio denaro — e allora l'agevolazione non spetta; a chi va a lavorare contando su una totalizzazione previdenziale che non esiste; e a chi percepisce una pensione pubblica senza aver verificato dove è imponibile.
- Codice generale delle imposte del Regno del Marocco, art. 76: riduzione dell'80% dell'imposta sul reddito per i titolari di pensioni di fonte estera, corrispondente alle somme trasferite in Marocco a titolo definitivo in dirham non convertibili, a condizione che il beneficiario sia fiscalmente domiciliato in Marocco e la pensione vi sia imponibile, con attestazione dell'ente pensionistico estero e prova dell'assenza di possibilità di ritrasferimento.
- Convenzione fra Italia e Marocco per evitare le doppie imposizioni, fatta a Rabat il 7 giugno 1972, ratificata con legge 5 agosto 1981, n. 504, in vigore dal 10 marzo 1983.
- D.M. 4 maggio 1999, il cui elenco non comprende il Marocco.
- INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati con l'Italia in materia di sicurezza sociale, che non comprende il Marocco.