Lavorare in Germania da italiano
Il mercato del lavoro tedesco è il più accessibile d'Europa per un italiano qualificato, e il più chiuso per chi non parla la lingua. Fra queste due condizioni non c'è quasi nulla: è la variabile che determina l'esito del trasferimento.
1. Dove c'è domanda reale
- Sanità — medici, infermieri, fisioterapisti, personale per l'assistenza agli anziani: carenza strutturale e reclutamento attivo all'estero.
- Ingegneria e tecnica — meccanica, automazione, elettrotecnica, edilizia, energie rinnovabili.
- Informatica — sviluppo, dati, sicurezza: è il settore in cui più facilmente si lavora in inglese.
- Mestieri qualificati — elettricisti, idraulici, saldatori, tecnici di manutenzione: domanda alta e retribuzioni spesso superiori a quelle di molti impieghi d'ufficio.
- Logistica, ristorazione, turismo — accesso più facile, retribuzioni più basse, e il tedesco richiesto comunque per crescere.
2. Che cosa serve per candidarsi
La candidatura tedesca ha una forma propria e piuttosto rigida, e presentarsi con un curriculum all'italiana è uno svantaggio evitabile. Il fascicolo tipico comprende:
- una lettera di motivazione mirata alla singola posizione;
- un curriculum tabellare, essenziale e in ordine cronologico inverso;
- i certificati di lavoro precedenti — gli Arbeitszeugnisse, che in Germania sono un documento formale e ponderato, e la cui assenza va spiegata;
- i titoli di studio, con il riconoscimento ove richiesto: si veda riconoscimento dei titoli in Germania;
- la certificazione linguistica, quando la posizione la richiede.
3. Il riconoscimento del titolo viene prima
Per le professioni regolamentate — sanità in testa — non si può lavorare prima di aver ottenuto il riconoscimento, e la procedura richiede mesi. Chi si trasferisce e poi avvia la pratica resta fermo per un periodo prolungato senza reddito. La sequenza corretta è: verifica della regolamentazione, avvio della procedura, certificazione linguistica, trasferimento.
4. Il contratto e le tutele
Il rapporto di lavoro tedesco è mediamente più protetto di quello italiano nella fase matura e meno nella fase iniziale: il periodo di prova consente la risoluzione con preavviso breve, mentre superata la soglia dimensionale e temporale la tutela contro il licenziamento è robusta. Il Betriebsrat, il consiglio aziendale, ha poteri reali di codeterminazione nelle imprese che lo hanno.
Esiste un salario minimo legale, rivisto periodicamente, e i contratti collettivi di settore hanno copertura ampia in molti comparti.
5. Il netto, non il lordo
La retribuzione lorda tedesca è alta; il carico fiscale e contributivo pure. Prima di accettare un'offerta conviene simulare il netto tenendo conto della classe fiscale, del Land, della cassa malattia e dell'eventuale imposta di culto. Il quadro è nella pagina le tasse in Germania.
Va poi sottratto il costo dell'abitazione, che nelle grandi città è la variabile decisiva: un'offerta a Monaco e la stessa cifra a Lipsia sono due proposte economicamente diverse.
6. La formazione duale
L'Ausbildung — percorso di due o tre anni che alterna scuola professionale e impresa, retribuito — è una via d'accesso poco nota agli italiani e molto efficace: conduce a una qualifica riconosciuta, a un impiego stabile e a retribuzioni competitive, senza titoli accademici. È particolarmente indicata per chi si trasferisce giovane ed è disposto a investire sulla lingua.
7. Previdenza e portabilità
I contributi versati in Germania si totalizzano con quelli italiani per il raggiungimento dei requisiti, e ciascuno Stato paga la propria quota: si veda totalizzazione e cumulo internazionale. Chi è inviato temporaneamente dall'Italia resta invece assicurato in Italia entro i limiti del distacco.
- Kündigungsschutzgesetz e Betriebsverfassungsgesetz, per tutele e rappresentanza.
- Mindestlohngesetz, per il salario minimo.
- Berufsbildungsgesetz, per la formazione duale.
- Direttiva 2005/36/CE e Berufsqualifikationsfeststellungsgesetz, per il riconoscimento delle qualifiche.
- Regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009.