Le tasse in Germania per il residente
Il netto tedesco non si legge dal lordo. Fra imposta progressiva, contributi sociali, classe fiscale e imposta di culto, la distanza fra stipendio contrattuale e denaro effettivamente disponibile è ampia — e dipende da variabili personali che in Italia non esistono.
1. Chi è residente fiscale
È soggetto a imposizione illimitata chi ha in Germania il domicilio (Wohnsitz) o la dimora abituale (gewöhnlicher Aufenthalt), quest'ultima presunta dopo una permanenza continuativa superiore a sei mesi. La residenza si radica quindi su presupposti di fatto, non sulla registrazione anagrafica — che però ne costituisce l'indizio più immediato.
La convenzione Italia-Germania è fra le poche a prevedere il frazionamento del periodo d'imposta: nell'anno del trasferimento la residenza si ripartisce fra i due Stati, evitando il problema che l'ordinamento italiano ordinariamente crea. Si vedano il conteggio dei giorni e le tie-breaker rules.
2. L'imposta sul reddito
L'Einkommensteuer è progressiva, con una zona esente iniziale, una progressione continua — non a scaglioni netti come in Italia — e un'aliquota marginale massima elevata, cui si aggiunge un ulteriore scaglione per i redditi molto alti. Le soglie sono adeguate quasi ogni anno.
Vi si affiancano il contributo di solidarietà, oggi limitato ai redditi superiori a soglie elevate, e l'eventuale imposta di culto.
3. Le Steuerklassen
È l'istituto che più sorprende chi arriva dall'Italia. Ogni lavoratore dipendente è collocato in una classe fiscale, che determina la ritenuta mensile in busta paga. Le classi riflettono la situazione familiare: celibe o nubile, coniugato con redditi comparabili, coniugato con redditi molto diversi, monogenitore, secondo rapporto di lavoro.
La classe non cambia l'imposta dovuta a fine anno, ma cambia radicalmente quanto si vede ogni mese. Per le coppie la combinazione scelta può spostare centinaia di euro mensili fra i due coniugi: è una decisione che conviene prendere con cognizione, e che si può modificare.
Lo splitting coniugale. I coniugi possono optare per la tassazione congiunta, con un meccanismo che divide il reddito complessivo e applica la progressione alla metà, raddoppiando poi l'imposta. Quando i redditi dei due sono molto diversi il risparmio è notevole. È uno dei pochi sistemi europei in cui il matrimonio produce un vantaggio fiscale strutturale e rilevante.
4. I contributi sociali
Sono la voce che pesa di più dopo l'imposta, e coprono quattro rami: pensione, malattia, disoccupazione e assistenza di lungo periodo (Pflegeversicherung). Sono ripartiti fra datore e lavoratore, si calcolano fino a massimali annualmente rivisti, e per l'assicurazione malattia si aggiunge un contributo aggiuntivo variabile da cassa a cassa.
Un dettaglio poco noto: chi non ha figli paga un'aliquota maggiorata per l'assistenza di lungo periodo.
5. La dichiarazione
Per molti lavoratori dipendenti non è obbligatoria, ma è quasi sempre conveniente: il sistema riconosce deduzioni ampie per spese professionali, trasferimento, doppia abitazione per motivi di lavoro, spese di formazione, oneri previdenziali e assistenziali. Il rimborso medio è significativo, e chi si è trasferito nel corso dell'anno ha spesso crediti rilevanti.
Le spese di trasloco per motivi di lavoro e il mantenimento di una doppia abitazione sono voci che riguardano direttamente chi espatria: vanno documentate fin dall'inizio.
6. Il rapporto con l'Italia
- Verificare di aver effettivamente perso la residenza fiscale italiana secondo l'articolo 2 del TUIR.
- Procurarsi ogni anno il certificato di residenza fiscale tedesco.
- Applicare la convenzione ai redditi di fonte italiana che permangono — tipicamente immobili: si veda gestire un immobile italiano da non residente.
- Ricordare che, finché si è residenti in Italia, restano dovuti monitoraggio e IVIE e IVAFE sui beni tedeschi.
Perché qui non ci sono le aliquote. Zona esente, soglie di progressione, massimali contributivi e aliquote aggiuntive delle casse sono rivisti ogni anno. Pubblicarli significherebbe garantire che questa pagina sia sbagliata fra dodici mesi: vanno letti per l'anno d'imposta che interessa, e per il calcolo del netto conviene usare un simulatore ufficiale tedesco, che tiene conto di classe fiscale, Land e cassa malattia.
- Einkommensteuergesetz (EStG), in particolare §§ 1, 32a, 38b.
- Abgabenordnung (AO), §§ 8 e 9, per domicilio e dimora abituale.
- Sozialgesetzbuch, libri V, VI e XI, per i contributi sociali.
- Convenzione Italia-Germania contro le doppie imposizioni.
- Bundesministerium der Finanzen, per soglie e massimali dell'anno.