Canarie: il regime fiscale e cosa comporta davvero
Le Canarie non sono un paradiso fiscale, e non sono nemmeno la Spagna ordinaria. Sono una regione ultraperiferica dell'Unione con un regime economico e fiscale proprio, riconosciuto dal diritto europeo — che offre vantaggi reali, ma quasi tutti alle imprese, non alle persone.
1. Il quadro: il Régimen Económico y Fiscal
L'arcipelago gode di un regime speciale storico, il Régimen Económico y Fiscal de Canarias, fondato sulla condizione di insularità e lontananza e riconosciuto dai Trattati dell'Unione, che classificano le Canarie fra le regioni ultraperiferiche. È la base giuridica che consente deroghe altrimenti incompatibili con la disciplina degli aiuti di Stato.
2. Che cosa cambia per una persona fisica
Meno di quanto si creda. Il residente alle Canarie è residente fiscale in Spagna a tutti gli effetti: paga l'IRPF con la stessa struttura del resto del Paese, salva la componente autonomica canaria, ed è soggetto all'imposta sul patrimonio secondo la disciplina della comunità autonoma.
Le differenze sensibili per la vita quotidiana sono due:
- Non si applica l'IVA. Al suo posto opera l'IGIC, l'imposta generale indiretta canaria, con aliquota generale significativamente inferiore a quella dell'IVA peninsulare. Incide sul costo dei beni e dei servizi, ed è il vantaggio più tangibile per un residente ordinario.
- Esistono imposte proprie sulle importazioni e sulla produzione, che compensano in parte l'assenza dell'IVA e che gravano sui beni introdotti nell'arcipelago.
Le Canarie non riducono l'imposta sul reddito personale. Chi si trasferisce pensando di abbattere l'IRPF resta deluso: il vantaggio è sull'imposizione indiretta e sulla fiscalità d'impresa, non sul reddito delle persone fisiche. È l'equivoco più diffuso su queste isole.
3. La Zona Especial Canaria
La ZEC è il vero strumento del regime: consente alle imprese che vi si insediano di applicare un'aliquota ridotta sull'imposta sulle società, molto inferiore a quella ordinaria spagnola. È però un regime condizionato, e le condizioni sono sostanziali:
- svolgimento effettivo di un'attività ammessa, entro un elenco determinato;
- investimento minimo in immobilizzazioni entro un termine dall'iscrizione;
- creazione e mantenimento di un numero minimo di posti di lavoro nelle isole;
- sede effettiva e direzione nell'arcipelago;
- iscrizione in un registro ufficiale, previa autorizzazione.
I requisiti quantitativi variano secondo l'isola — sono più lievi nelle isole minori — e vanno verificati alla fonte per l'anno in corso. Il regime ha inoltre un termine di vigenza soggetto a proroghe autorizzate in sede europea.
4. Perché non è un espediente
La ZEC richiede presenza reale, personale reale e investimento reale. Un'impresa che vi si iscriva senza sostanza incontra due ostacoli distinti: la revoca del regime da parte spagnola, e — per un imprenditore italiano — la contestazione di esterovestizione o di stabile organizzazione in Italia, se la direzione effettiva è rimasta lì. Il vantaggio è accessibile a chi si trasferisce davvero, non a chi delocalizza sulla carta.
5. Vivere alle Canarie
Clima mite tutto l'anno, costo della vita inferiore alla media spagnola fuori dalle zone turistiche, sanità pubblica spagnola, nessuna barriera d'ingresso per un italiano. Per contro: insularità reale — collegamenti, costi di importazione, offerta specialistica limitata —, un'economia fortemente dipendente dal turismo e un mercato del lavoro locale ristretto.
Sono destinazioni che funzionano bene per chi porta reddito da fuori, e molto meno per chi cerca lavoro sul posto. La comunità di lavoratori da remoto è cresciuta sensibilmente, con i problemi di residenza fiscale illustrati nella pagina sul nomade digitale.
- Art. 349 TFUE, regioni ultraperiferiche.
- Ley 19/1994, de modificación del Régimen Económico y Fiscal de Canarias, e successive modificazioni.
- Ley 20/1991, per l'IGIC e le imposte indirette canarie.
- Decisioni della Commissione europea in materia di aiuti di Stato relative alla Zona Especial Canaria.