Il ricongiungimento familiare negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti la parentela dà accesso alla residenza permanente, ma non tutta la parentela vale uguale e non tutta vale subito. La legge distingue due mondi: i parenti stretti, per i quali i visti sono sempre disponibili, e le categorie preferenziali, contingentate e con code che per alcuni rapporti si misurano in decenni. Confondere i due mondi è l'errore che fa perdere anni.
1. I parenti stretti: nessuna coda
Sono i familiari di un cittadino statunitense:
- il coniuge — si veda la green card per matrimonio;
- i figli non coniugati di età inferiore a ventun anni;
- i genitori, purché il figlio cittadino abbia compiuto ventun anni.
Per queste categorie non esiste un tetto numerico: i tempi dipendono solo dalla lavorazione della pratica, non dalla disponibilità del visto.
2. Le categorie preferenziali: la coda
Tutti gli altri rapporti rientrano in quattro preferenze contingentate:
- Prima: figli non coniugati, di ventun anni o più, di cittadini.
- Seconda A: coniugi e figli minori di ventun anni di residenti permanenti. Seconda B: figli non coniugati maggiori di ventun anni di residenti permanenti.
- Terza: figli coniugati di cittadini.
- Quarta: fratelli e sorelle di cittadini che abbiano compiuto ventun anni.
La quarta preferenza è la coda più lunga del sistema. Per un fratello o una sorella l'attesa si misura in decenni, e per i Paesi con maggiore domanda supera la vita lavorativa di una persona. Chi presenta oggi una petizione per un fratello sta compiendo un atto sensato — la data di deposito fissa il turno — ma deve sapere che non è un progetto di trasferimento a breve termine. Le stesse considerazioni valgono, in misura minore, per la terza preferenza.
Il turno è determinato dalla priority date, cioè dalla data di deposito della petizione, confrontata mese per mese con il bollettino dei visti del Dipartimento di Stato, che pubblica le date raggiunte per ciascuna categoria e per ciascun Paese di addebito. Le date avanzano, ma possono anche arretrare.
3. Chi non ha diritto a nulla
Va detto perché è la fonte di più equivoci: non esiste alcuna categoria per nonni, nipoti, zii, cugini, suoceri o conviventi non coniugati. Non è una questione di tempi: non c'è la categoria. Chi rientra in questi rapporti deve cercare una via di lavoro, di studio o di investimento.
4. I meccanismi da conoscere
- Il compimento dei ventun anni. Un figlio che supera i ventun anni durante la procedura può cambiare categoria e perdere il turno. Esiste una norma di protezione che, a certe condizioni, «congela» l'età computando i tempi di lavorazione: va verificata all'inizio, perché condiziona ogni scelta successiva.
- Il matrimonio del figlio fa passare dalla prima alla terza preferenza — e se il genitore è residente permanente e non cittadino, fa perdere del tutto la categoria.
- La naturalizzazione del richiedente converte automaticamente alcune categorie in altre più favorevoli: è spesso la mossa che accorcia di più i tempi.
- Il mantenimento della priority date in caso di conversione fra categorie è possibile in determinate ipotesi: non va dato per scontato né dato per perso.
- L'impegno di mantenimento del familiare che presenta la petizione è vincolante e azionabile, con soglie di reddito rapportate al nucleo.
5. Come si procede
- Il familiare statunitense presenta la petizione all'agenzia per l'immigrazione, con la prova del rapporto — atti di nascita, di matrimonio, eventuali sentenze — tradotti e legalizzati secondo le regole: si veda procura consolare e apostille.
- Approvata la petizione, la pratica passa al centro nazionale visti, che la tiene in attesa fino alla disponibilità del visto per quella categoria e per quel Paese.
- Quando il turno arriva: raccolta documentale, impegno di mantenimento, visita medica, colloquio consolare.
- Ingresso con residenza permanente. Chi si trova già legalmente negli Stati Uniti può, in alternativa, chiedere l'adeguamento di status.
6. Da ricordare
- La data di deposito è ciò che conta: presentare la petizione appena si hanno i requisiti, anche se il trasferimento è lontano, è quasi sempre la scelta giusta.
- La residenza permanente si perde con assenze prolungate dagli Stati Uniti: non è un titolo che si mette in un cassetto.
- Con la residenza permanente arriva la tassazione sul reddito mondiale: si veda le tasse statunitensi per i residenti italiani.
- Immigration and Nationality Act, §201(b) per i parenti stretti, §203(a) per le preferenze familiari, §213A per l'impegno di mantenimento.
- Child Status Protection Act, per il computo dell'età dei figli in pendenza di procedura.
- Department of State, Visa Bulletin mensile, per le date di priorità per categoria e Paese di addebito.
- U.S. Citizenship and Immigration Services, Policy Manual, volume sull'immigrazione familiare.