Nord America

La sanità negli Stati Uniti, per un italiano

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

È la voce che fa saltare più trasferimenti negli Stati Uniti, e quasi sempre perché è stata sottovalutata. Un italiano arriva da un sistema in cui la copertura è un attributo della persona: si è assistiti perché si esiste. Negli Stati Uniti la copertura è un contratto, di norma legato all'impiego, e anche quando c'è si paga una parte rilevante delle cure. Chi non fa questo conto prima di partire lo scopre alla prima fattura.

1. Non esiste un servizio sanitario nazionale

Non esiste una copertura universale. Esistono programmi pubblici per categorie determinate — Medicare per gli ultrasessantacinquenni e per alcune disabilità, Medicaid per i redditi bassi, con regole che cambiano da Stato a Stato — e per tutti gli altri il mercato: la polizza offerta dal datore di lavoro, oppure una polizza acquistata individualmente.

Ne discende una conseguenza che l'italiano fatica ad accettare: la copertura segue il posto di lavoro. Chi si dimette, viene licenziato o passa al lavoro autonomo perde la polizza insieme allo stipendio. Esiste un meccanismo di prosecuzione temporanea a proprie spese — il COBRA — che consente di mantenere il piano aziendale per un periodo limitato pagandone però l'intero costo, quello che prima il datore copriva in gran parte: la cifra che compare sul primo avviso sorprende quasi tutti.

2. Il vocabolario che decide quanto si paga

Essere assicurati non significa che le cure siano gratuite. Quattro parole governano il conto finale, e vanno lette sul contratto prima di firmarlo:

  • Premium — il canone mensile. È l'unica voce che quasi tutti guardano, ed è quella che dice meno.
  • Deductible — la franchigia annua: la spesa che si sostiene per intero prima che l'assicuratore cominci a pagare.
  • Copay e coinsurance — la quota fissa o percentuale che resta a carico anche dopo la franchigia.
  • Out-of-pocket maximum — il tetto annuo oltre il quale l'assicuratore paga il 100% delle prestazioni coperte e in rete. È il numero che misura davvero il rischio di una famiglia.

Per il 2026 il tetto massimo di legge per le cure essenziali in rete è di 10.600 dollari per la copertura individuale e 21.200 dollari per quella familiare, in aumento dai 9.200 e 18.400 dollari del 2025. Sono i limiti massimi consentiti: un piano può prevederne di più bassi, e i piani migliori lo fanno. Ma significa che un anno storto, pur essendo regolarmente assicurati, può costare più di ventimila dollari.

La rete conta quanto la polizza. Il tetto annuo si applica alle prestazioni in network. Una prestazione ricevuta fuori rete può restare a carico in misura molto maggiore, e in alcuni piani senza alcun tetto. Non è un dettaglio teorico: capita di essere ricoverati in un ospedale convenzionato e di ricevere la fattura di un anestesista che non lo è. Alcune tutele federali contro le fatture a sorpresa esistono, ma non coprono ogni situazione: prima di una prestazione programmata si verifica la rete di ogni professionista coinvolto, non solo della struttura.

3. Il mercato individuale, e il 2026

Chi non ha copertura dal datore di lavoro acquista sul mercato individuale, in gran parte attraverso i portali pubblici istituiti dalla riforma del 2010. L'acquisto è possibile in finestre determinate — quella annuale, oppure in occasione di un evento della vita, e il trasferimento negli Stati Uniti è uno di questi eventi: è la ragione per cui l'iscrizione va fatta nelle prime settimane e non rimandata.

Chi acquista su quei portali può avere diritto a un credito d'imposta che abbatte il canone in funzione del reddito. Il 2026 è però un anno peggiore dei precedenti: il potenziamento straordinario di quei crediti, in vigore dal 2021, è scaduto il 31 dicembre 2025 senza essere prorogato. I crediti ordinari restano, ma la spesa netta a carico degli assicurati è mediamente più che raddoppiata rispetto al 2025. Le simulazioni fatte su articoli del 2023 o del 2024 non descrivono la situazione attuale.

Punto che riguarda direttamente chi arriva con un visto di lavoro. Oggi il titolare di un visto non immigrante regolarmente presente — lavoro, studio, investimento — può acquistare sui portali pubblici e, se il reddito rientra nei parametri, accedere al credito d'imposta. Dal 1° gennaio 2027 la legge di bilancio federale approvata nel luglio 2025 restringe il credito ai soli residenti permanenti e a poche altre categorie determinate. Chi programma un trasferimento a cavallo di quella data deve rifare il conto sul canone pieno, non su quello agevolato: è una differenza che per una famiglia si misura in migliaia di dollari l'anno.

4. Medicare, e perché non è la risposta per chi arriva tardi

Medicare è il programma federale per gli ultrasessantacinquenni. Non è automatico per chi arriva da fuori: la parte ospedaliera senza premio spetta a chi ha accumulato un numero sufficiente di trimestri di contribuzione statunitense; chi non li ha può accedervi, se residente permanente e presente da almeno cinque anni continuativi, ma pagando un premio, che per la parte ospedaliera è elevato. Il pensionato italiano che si trasferisce a sessantacinque anni per raggiungere i figli non trova quindi un sistema pubblico che lo accoglie: trova una porta a pagamento.

Vale anche l'inverso, e riguarda gli italiani già negli Stati Uniti: Medicare non copre le cure ricevute fuori dagli Stati Uniti, salvo eccezioni marginali. Chi passa i mesi estivi in Italia non è coperto da Medicare mentre è in Italia — e su che cosa gli spetti in Italia si veda rientrare in Italia per curarsi e l'assistenza sanitaria per gli iscritti all'AIRE.

5. Il periodo scoperto, che è il più pericoloso

Fra lo sbarco e il primo giorno di validità della polizza aziendale passano settimane: molti piani decorrono dal primo giorno del mese successivo all'assunzione, e alcuni prevedono un periodo di attesa. In quelle settimane si è completamente scoperti, in un Paese in cui un accesso al pronto soccorso senza ricovero può costare qualche migliaio di dollari e un ricovero decine di migliaia.

  • Si stipula una copertura internazionale temporanea che copra il periodo esatto, verificando che includa gli Stati Uniti: molte polizze da viaggio li escludono o li tariffano a parte proprio per questa ragione.
  • Si verifica la decorrenza della polizza aziendale prima di fissare la data di partenza, non dopo.
  • La tessera europea non ha alcun valore negli Stati Uniti.

6. Come si legge un'offerta di lavoro americana

Il confronto fra uno stipendio italiano e uno statunitense è privo di significato se non si porta la sanità dentro il conto. Le domande da fare prima di firmare, e che nessun datore trova sconvenienti:

  • Quanto costa al mese la copertura per il nucleo familiare, non per il solo dipendente: la differenza fra le due cifre è spesso di parecchie centinaia di dollari al mese.
  • Quali sono franchigia, quota a carico e tetto annuo, e da quando decorre la copertura.
  • Se esistono copertura odontoiatrica e oculistica: negli Stati Uniti sono contratti separati, spesso non inclusi.
  • Quanti giorni di congedo retribuito sono previsti, e se esiste un congedo parentale: non c'è un obbligo federale generale di retribuirlo, e la disciplina cambia da Stato a Stato.

7. Il saldo netto

Che cosa mettere a bilancio: il canone della copertura familiare, la franchigia annua per intero — perché in un anno con un intervento la si consuma tutta — l'odontoiatria fuori polizza e un margine per il fuori rete. Per una famiglia di quattro persone assicurata tramite il datore di lavoro è una cifra a quattro zeri l'anno, anche senza eventi gravi.

Che cosa non fare: partire senza copertura ponte; scegliere il piano con il canone più basso senza guardare franchigia e tetto; dare per scontato che i figli siano coperti come il dipendente; contare su Medicare arrivando dopo i sessant'anni; rimandare l'iscrizione sul portale pubblico oltre la finestra aperta dal trasferimento.

Fonti.
  • Department of Health and Human Services, Notice of Benefit and Payment Parameters per l'anno di piano 2026, per il limite massimo di compartecipazione: 10.600 dollari individuale e 21.200 dollari familiare (rispetto a 9.200 e 18.400 per il 2025).
  • Scadenza al 31 dicembre 2025 del potenziamento straordinario dei crediti d'imposta sui premi, introdotto dall'American Rescue Plan Act del 2021 e prorogato dall'Inflation Reduction Act del 2022, in assenza di ulteriore proroga.
  • Legge di bilancio federale approvata il 4 luglio 2025, che dal 1° gennaio 2027 limita il credito d'imposta sui premi ai residenti permanenti e ad altre categorie determinate.
  • Social Security Administration e Centers for Medicare & Medicaid Services, per i requisiti di accesso a Medicare dei residenti permanenti privi di sufficiente contribuzione statunitense e per l'esclusione delle cure ricevute all'estero.
  • Consolidated Omnibus Budget Reconciliation Act (COBRA), per la prosecuzione temporanea della copertura aziendale a spese dell'interessato.

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