Scuole italiane all'estero, sezioni bilingui e sistema IB: mappa e criteri
La scelta della scuola è, per una famiglia che si trasferisce, la decisione più difficile da correggere. Determina la lingua in cui i figli penseranno, il sistema in cui potranno proseguire gli studi e, non da ultimo, la reversibilità del trasferimento.
1. Le quattro opzioni
- La scuola locale. È la via dell'integrazione piena e, quasi sempre, la meno costosa. Il costo è linguistico: i primi mesi sono duri, tanto più quanto maggiore l'età del bambino. Sotto i dieci anni è di norma la scelta migliore; in adolescenza va valutata con molta più cautela.
- La scuola italiana all'estero. Segue l'ordinamento italiano e rilascia titoli italiani. Garantisce continuità e un rientro senza fratture, al prezzo di una minore immersione nel contesto locale. La rete esiste solo in alcune città, spesso legate alla presenza storica di comunità italiane.
- La scuola internazionale. Insegnamento in inglese e curricoli riconosciuti a livello mondiale, fra cui il diploma del Baccalaureato Internazionale. È l'opzione più flessibile per chi prevede altri trasferimenti, ed è la più costosa: le rette sono spesso la seconda voce di bilancio dopo l'abitazione.
- Le sezioni bilingui e le scuole europee. Presso alcune scuole locali operano sezioni con insegnamento veicolare in italiano o percorsi a doppio diploma; le Scuole europee, riservate in via prioritaria ai figli del personale delle istituzioni dell'Unione, rilasciano il Baccalaureato europeo.
2. Il sistema della formazione italiana all'estero
La rete non è composta soltanto da scuole. Comprende scuole statali e paritarie all'estero, sezioni italiane presso scuole straniere e internazionali, lettorati, e soprattutto i corsi di lingua e cultura italiana, promossi da enti gestori e destinati ai figli di connazionali che frequentano scuole locali. La materia è stata riordinata dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 64.
Per molte famiglie i corsi di lingua e cultura sono la soluzione realistica: il bambino frequenta la scuola locale e mantiene l'italiano in parallelo, senza il costo di una scuola privata.
La domanda che orienta la scelta. Non è «quale scuola è migliore», ma: dove pensiamo che questo ragazzo andrà all'università? Chi prevede un rientro in Italia ha ragione di privilegiare la continuità con l'ordinamento italiano; chi prevede di restare, l'integrazione locale; chi non lo sa, un curricolo internazionale portabile. È una scelta sulla traiettoria, non sulla qualità didattica.
3. L'equipollenza dei titoli
Il titolo conseguito all'estero non è automaticamente valido in Italia: richiede una procedura di riconoscimento, che per i titoli scolastici passa dagli uffici scolastici territoriali e presuppone la documentazione consolare — in particolare la dichiarazione di valore. Il tema è trattato nella pagina sul riconoscimento dei titoli di studio.
Il diploma del Baccalaureato Internazionale e quello europeo godono di regimi di riconoscimento propri e generalmente più agevoli ai fini dell'accesso universitario.
4. Il rientro in corso d'anno
L'inserimento di un alunno proveniente dall'estero nel sistema italiano è possibile in ogni momento dell'anno, con assegnazione alla classe corrispondente all'età anagrafica salvo diversa determinazione motivata. Il rientro a metà percorso è però il momento più delicato, e va preparato: si veda la pagina sul reinserimento scolastico.
5. La lingua italiana in famiglia
Il dato che le famiglie sottovalutano è la rapidità con cui la lingua minoritaria arretra una volta che la scolarizzazione avviene in un'altra. Mantenerla richiede una scelta deliberata e costante — uso esclusivo in casa, lettura, corsi, soggiorni — perché la sola esposizione domestica, da sola, di norma non basta a sostenere una competenza scritta.
- D.lgs. 13 aprile 2017, n. 64, sulla disciplina della scuola italiana all'estero.
- Convenzione recante lo statuto delle Scuole europee, del 21 giugno 1994.
- D.lgs. 16 aprile 1994, n. 297, testo unico in materia di istruzione, per l'inserimento scolastico.
- Ministero degli Affari Esteri e Ministero dell'Istruzione e del Merito, per la rete delle istituzioni scolastiche all'estero.