Europa non UE

Espatriare nel Regno Unito

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

Per un italiano il Regno Unito è l'unico Paese di questa sezione in cui il diritto di andare a vivere e lavorare non esiste più. Fino al 31 dicembre 2020 bastava salire su un aereo; oggi serve un visto, e serve un datore di lavoro che abbia una licenza per rilasciarlo. Chi ragiona ancora come se Londra fosse Amsterdam sta partendo da una premessa sbagliata, e tutto il resto ne discende.

1. Non c'è più libera circolazione

La libertà di circolazione è cessata con la fine del periodo di transizione. Chi era già residente prima di quella data ha potuto ottenere lo status di residente permanente o pre-permanente nell'ambito dell'EU Settlement Scheme; il regime resta aperto solo per domande tardive giustificate da ragioni serie e per i familiari ricongiunti. Non è una via percorribile da chi si trasferisce oggi.

Chi si trasferisce oggi ha bisogno di un titolo: nella grande maggioranza dei casi lo Skilled Worker, che presuppone un'offerta di lavoro da un datore autorizzato — si veda il visto di lavoro britannico. Esistono poi vie per talenti riconosciuti, ricercatori, imprenditori e studenti.

Anche per una semplice visita serve un'autorizzazione. Dalla primavera del 2025 i cittadini europei, italiani compresi, devono ottenere prima della partenza l'ETA (Electronic Travel Authorisation): domanda online, costo di 20 sterline, consente soggiorni fino a sei mesi ed è valida per più ingressi entro il termine indicato. Non garantisce l'ingresso e non consente di lavorare. Chi ha un visto di soggiorno non ne ha bisogno.

2. Fisco delle persone fisiche

L'anno fiscale britannico va dal 6 aprile al 5 aprile: è la prima cosa da riallineare mentalmente, perché non coincide con l'anno solare italiano e complica ogni calcolo di doppia residenza.

  • Personal allowance: 12.570 sterline esenti, che si riducono di 1 sterlina ogni 2 di reddito oltre 100.000 e si azzerano a 125.140.
  • Aliquote (Inghilterra, Galles, Irlanda del Nord): 20% fino a 50.270 sterline, 40% fino a 125.140, 45% oltre. La Scozia ha scaglioni e aliquote proprie, più numerosi e più elevati sui redditi medio-alti: chi si trasferisce a Edimburgo o a Glasgow non fa lo stesso conto di chi va a Manchester.
  • National Insurance: contributi separati dall'imposta, a carico del lavoratore e del datore, con aliquote decrescenti sopra una soglia.
  • Residenza fiscale: determinata dallo Statutory Residence Test, un test scritto e articolato (giorni di presenza combinati con legami familiari, abitativi e lavorativi). È molto più prevedibile del criterio italiano, e va letto insieme a quello: si veda la doppia residenza e le regole di tie-breaker.
  • Chi arriva per la prima volta può accedere per quattro anni al nuovo regime sui redditi e sulle plusvalenze esteri che ha sostituito il vecchio non-dom: è il punto trattato in la fine del regime non-dom.

3. Sanità

Il NHS è gratuito al punto d'accesso per i residenti regolari, ma chi entra con un visto di durata superiore a sei mesi paga in anticipo l'Immigration Health Surcharge, per ogni anno di visto e per ogni familiare. È un esborso rilevante, dovuto interamente al momento della domanda: va messo nel bilancio del trasferimento insieme alle tasse di visto.

La tessera europea di assicurazione malattia non copre più la residenza: vale per soggiorni temporanei nei limiti dell'accordo commerciale e di cooperazione. I pensionati titolari di pensione italiana che risiedono nel Regno Unito rientrano nelle disposizioni sul coordinamento previdenziale contenute nell'accordo di recesso o in quello successivo, a seconda della data del trasferimento: è materia da verificare caso per caso, si veda i formulari S1 e S2.

4. Casa e costo della vita

Il costo dell'abitare è il fattore che decide la convenienza economica del trasferimento più di qualunque aliquota. Londra ha canoni fra i più alti d'Europa, contratti tipicamente annuali con deposito regolato per legge, e la prassi delle referenze e della garanzia. Il divario con le città del Nord e delle Midlands è enorme: la stessa retribuzione produce tenori di vita incomparabili a Londra e a Leeds.

Sull'acquisto pesa la Stamp Duty Land Tax, con maggiorazione per chi acquista un secondo immobile e una maggiorazione per i non residenti. Va calcolata prima, perché su valori londinesi è una cifra a cinque zeri. La council tax comunale è dovuta annualmente sull'abitazione.

5. Vita quotidiana

  • Comunità italiana. Una delle più numerose al mondo, radicata da generazioni a Londra, Bedford, Peterborough e in Scozia, e rinnovata dall'emigrazione qualificata degli ultimi vent'anni.
  • Patente. La patente italiana è utilizzabile per un periodo iniziale, poi va convertita; si veda patente italiana all'estero.
  • Documenti e status. Il permesso è oggi digitale (eVisa): non esiste più un tesserino fisico da esibire, e l'accesso al proprio profilo online è ciò che prova lo status a datori di lavoro e locatori.
  • Scuola. Pubblica gratuita, con ammissione per bacino di utenza — il che significa che la scuola si sceglie scegliendo il quartiere. Esiste una scuola italiana a Londra e una rete ampia di istituti privati.
  • Successioni. L'imposta di successione britannica ha aliquota elevata sopra una soglia relativamente bassa, e dal 6 aprile 2025 il criterio di collegamento è la residenza di lungo periodo, non più il domicilio: è il punto più sottovalutato del trasferimento nel Regno Unito ed è spiegato in la fine del regime non-dom.

6. Il saldo netto

Conviene a: chi ha un'offerta di lavoro qualificata da un datore che sponsorizza, in finanza, tecnologia, ricerca, sanità specialistica, servizi professionali; a chi arriva per la prima volta con redditi esteri rilevanti e può usare i quattro anni del nuovo regime; a chi cerca un mercato del lavoro profondo, in lingua inglese, con progressioni di carriera rapide.

Non conviene a: chi non ha uno sponsor, perché senza offerta di lavoro non c'è quasi nessuna via ordinaria; a chi conta di trasferirsi «per provare», che non è più possibile; a chi sottovaluta il costo combinato di visto, sovrattassa sanitaria e casa; a chi progetta di restare a lungo con un patrimonio estero significativo, per il nuovo criterio di residenza ai fini successori.

Fonti.
  • GOV.UK, Income Tax rates and Personal Allowances, per la franchigia di 12.570 sterline, le aliquote 20/40/45%, le soglie di 50.270 e 125.140 sterline e il riferimento agli scaglioni scozzesi.
  • GOV.UK, Electronic Travel Authorisation, per l'obbligo di ETA, il costo di 20 sterline e i soggiorni fino a sei mesi.
  • Finance Act 2025, per la sostituzione del regime dei non domiciliati e il criterio della residenza di lungo periodo ai fini dell'imposta di successione.
  • HMRC, Statutory Residence Test (RDR3), per i criteri di residenza fiscale.
  • Accordo di recesso e Accordo commerciale e di cooperazione UE-Regno Unito, per lo status dei residenti pregressi e il coordinamento previdenziale.
  • Convenzione Italia-Regno Unito contro le doppie imposizioni.

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