Il visto di lavoro britannico per gli italiani
Il visto di lavoro britannico non si chiede: lo chiede il datore di lavoro per conto del candidato, e solo se ha una licenza per farlo. È il rovesciamento che spiazza chi arriva dall'Unione, dove si cerca lavoro e poi ci si trasferisce. Qui l'ordine è inverso, e il primo filtro non è la qualifica del candidato ma la disponibilità dell'impresa a sostenere un costo e un onere amministrativo.
1. Come funziona la sponsorizzazione
- Il datore ottiene dallo Home Office una sponsor licence, che comporta obblighi di controllo e di segnalazione.
- Assume il candidato e gli assegna un Certificate of Sponsorship (CoS), un documento elettronico riferito a quel posto, a quella retribuzione e a quel codice di occupazione.
- Il candidato presenta domanda di visto, paga le tasse e la sovrattassa sanitaria, dimostra la conoscenza della lingua e i requisiti di mantenimento.
Il visto è legato al datore: cambiare lavoro richiede una nuova domanda con un nuovo CoS. È il vincolo che pesa di più nella vita reale, perché riduce il potere contrattuale del lavoratore.
2. Skilled Worker: i requisiti oggi
- Livello della mansione: dal 22 luglio 2025 il posto deve essere di livello RQF 6, cioè equivalente a una laurea. È un innalzamento sostanziale rispetto al precedente RQF 3, che ammetteva molte occupazioni tecniche e intermedie.
- Retribuzione: la più alta fra la soglia generale di 41.700 sterline l'anno e il going rate dell'occupazione. Esistono soglie ridotte per alcune categorie — fra cui una soglia di 33.400 sterline — e condizioni particolari per singole professioni.
- Lingua: dall'8 gennaio 2026 il livello richiesto è salito da B1 a B2 del Quadro comune europeo, in tutte e quattro le abilità. Le domande presentate prima restano al B1.
- Temporary Shortage List: ha sostituito la vecchia lista delle occupazioni in carenza e consente di sponsorizzare alcune occupazioni di livello inferiore, ma — differenza importante — non dà più lo sconto sulla retribuzione che la vecchia lista concedeva.
- Costi: tassa di visto (variabile per durata e luogo di presentazione), Immigration Health Surcharge per ogni anno e per ogni familiare, e a carico del datore la Immigration Skills Charge. Vanno calcolati per l'intero nucleo e per l'intera durata: è la voce che le simulazioni casalinghe dimenticano.
3. Il permesso di soggiorno permanente
Il «passaggio a dieci anni» non è in vigore. Il libro bianco del maggio 2025 ha proposto un modello di earned settlement che porterebbe il periodo ordinario per l'indefinite leave to remain da cinque a dieci anni, con riduzioni e aumenti legati a reddito, contributo e conformità. La consultazione si è chiusa nel febbraio 2026; alla data di questa pagina non sono state depositate le regole attuative, e il periodo ordinario resta di cinque anni. Numerosi siti di consulenza descrivono i dieci anni come già applicabili: non lo sono. Chi programma un trasferimento deve però mettere in conto che la riforma è annunciata e può entrare in vigore durante il soggiorno.
4. Le altre vie
- Global Talent: per chi ottiene l'avallo di un ente riconosciuto in scienza, ricerca, arti, cultura o tecnologia digitale. Non richiede sponsor né offerta di lavoro, consente di lavorare in proprio e di cambiare impiego liberamente. È la via migliore per chi ha un profilo documentabile — pubblicazioni, premi, riconoscimenti internazionali — e va valutata prima dello Skilled Worker.
- High Potential Individual: per chi si è laureato di recente in un'università estera inclusa in un elenco ufficiale; dà un permesso breve senza sponsor.
- Scale-up: sponsorizzazione iniziale da parte di un'impresa in forte crescita, poi autonomia.
- Innovator Founder: per chi avvia un'impresa innovativa con l'avallo di un ente accreditato.
- Health and Care Worker: percorso agevolato per il personale sanitario, ristretto però nel 2025 per quanto riguarda il reclutamento dall'estero degli operatori dell'assistenza.
- Graduate: permesso post-laurea per chi ha studiato nel Regno Unito; si veda studiare nel Regno Unito dopo la Brexit.
5. Errori ricorrenti
- Cercare lavoro prima di verificare la licenza del datore. L'elenco degli sponsor autorizzati è pubblico: va consultato prima di candidarsi, non dopo il colloquio.
- Confondere retribuzione offerta e soglia applicabile. Vale la più alta fra soglia generale e going rate: un compenso superiore alla soglia generale può essere comunque insufficiente per quel codice di occupazione.
- Non calcolare i familiari. Coniuge e figli sono ammessi come dipendenti del titolare, ma ciascuno paga tasse e sovrattassa sanitaria.
- Dimenticare l'AIRE. Ottenuto il visto e trasferita la residenza, l'iscrizione all'AIRE resta dovuta entro novanta giorni.
- Ignorare i tempi. Fra licenza dello sponsor, CoS e decisione sulla domanda passano settimane: chi ha una data di inizio rapporto la concordi in modo realistico.
- GOV.UK, Skilled Worker visa — your job, per la soglia retributiva generale di 41.700 sterline, la soglia ridotta di 33.400 e il criterio del going rate.
- Statement of Changes in Immigration Rules del luglio 2025, per l'innalzamento del livello della mansione a RQF 6 e per la Temporary Shortage List.
- Statement of Changes in Immigration Rules del 14 ottobre 2025, per l'innalzamento del requisito linguistico a B2 dall'8 gennaio 2026.
- Home Office, «Restoring control over the immigration system» (libro bianco, maggio 2025) e consultazione sull'earned settlement chiusa il 12 febbraio 2026, per lo stato della riforma del permesso permanente.
- GOV.UK, elenco pubblico degli sponsor autorizzati (register of licensed sponsors).