Cancellarsi dall'anagrafe: medico di base, tessera sanitaria, ISEE, prima casa
La cancellazione dall'anagrafe della popolazione residente è l'altra faccia dell'iscrizione all'AIRE: un'operazione sola, due effetti. Il secondo tocca il medico di base, la tessera sanitaria, l'ISEE e le agevolazioni sull'abitazione, e coglie di sorpresa quasi tutti.
1. Che cosa accade automaticamente
L'iscrizione all'AIRE comporta la contestuale cancellazione dall'anagrafe del comune italiano. Da quel momento il cittadino non è più, per l'ordinamento, un residente in Italia sul piano anagrafico: cambiano di conseguenza tutti i rapporti che presuppongono la residenza comunale.
2. Medico di base e Servizio sanitario nazionale
È la conseguenza più immediata e la meno attesa. L'iscrizione al Servizio sanitario nazionale è ancorata alla residenza: con la cancellazione anagrafica decade, e con essa il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta. Non si tratta di una sospensione revocabile a piacere: per riottenere l'assistenza occorre ripristinare i presupposti.
Ciò che resta dipende dal Paese di destinazione e dalla posizione individuale: all'interno dell'Unione europea operano i regolamenti di coordinamento, con la tessera europea e i formulari dedicati; fuori dall'Unione contano le convenzioni bilaterali, dove esistono. La materia è trattata nelle pagine sull'assistenza sanitaria per gli iscritti AIRE, sulla tessera europea e sui formulari S1 e S2. Il caso del rientro temporaneo per cure è esaminato a parte, nella pagina rientrare in Italia per curarsi.
3. Tessera sanitaria e codice fiscale
Il codice fiscale non si perde: è un identificativo permanente, che accompagna la persona indipendentemente da dove risieda. Quel che cambia è il supporto: la tessera sanitaria, che incorpora il codice fiscale e abilita alle prestazioni del Servizio sanitario, non viene più rinnovata nella stessa forma a chi non è iscritto al Servizio. Il tema, insieme al domicilio digitale, è ripreso nella pagina su codice fiscale e tessera sanitaria dopo l'espatrio.
4. ISEE e prestazioni sociali
L'ISEE è costruito sul nucleo familiare anagrafico: la cancellazione modifica la composizione del nucleo e incide sulle prestazioni che vi si agganciano. Molte misure di sostegno presuppongono inoltre, per legge, la residenza in Italia per un periodo determinato, e non spettano a chi risiede all'estero a prescindere dal reddito. La ricognizione è nella pagina su assegno unico, bonus e prestazioni sociali.
5. L'abitazione in Italia
Un immobile posseduto in Italia da chi risiede all'estero non è più abitazione principale: non lo è per l'IMU, e non lo è ai fini delle imposte sui redditi. Le conseguenze sono trattate nella pagina su come gestire un immobile italiano da non residente. Due profili meritano però di essere segnalati subito.
IMU dei pensionati. Per i soggetti non residenti in Italia, titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l'Italia e iscritti all'AIRE, è prevista una riduzione dell'IMU su una sola unità immobiliare a uso abitativo, posseduta in proprietà o usufrutto, a condizione che non risulti locata né data in comodato d'uso. La misura dell'agevolazione è stata modificata più volte dalle leggi di bilancio succedutesi dal 2021: va verificata per l'anno d'imposta di interesse.
Agevolazione «prima casa». Il regime per i cittadini italiani residenti all'estero è stato riscritto dall'articolo 2 del decreto-legge 13 giugno 2023, n. 69: l'agevolazione non spetta più per il solo fatto della cittadinanza o dell'iscrizione all'AIRE. Occorre che il trasferimento all'estero sia avvenuto per ragioni di lavoro, che l'acquirente abbia risieduto o svolto attività in Italia per almeno cinque anni, e che l'immobile si trovi nel comune di nascita o in quello di precedente residenza o attività.
Attenzione alla decadenza. Chi ha già acquistato con l'agevolazione prima casa e successivamente si trasferisce deve verificare gli obblighi assunti al momento dell'atto — in particolare quelli relativi al trasferimento della residenza nel comune e al divieto di rivendita infraquinquennale — perché la decadenza comporta il recupero dell'imposta, degli interessi e di una sanzione.
6. Che cosa non cambia
- La cittadinanza. Resta integra: la cancellazione anagrafica non vi incide in alcun modo.
- Il codice fiscale. Resta lo stesso.
- I contributi previdenziali già versati. Non si perdono e non decadono: si veda contributi INPS e lavoro all'estero.
- Il diritto di voto. Si esercita dall'estero, con le modalità della circoscrizione Estero.
7. Il rientro
La cancellazione non è irreversibile: al rientro si chiede la reiscrizione all'anagrafe del comune, con ripristino dell'assistenza sanitaria. Il procedimento, e i controlli che spesso ne conseguono, sono trattati nella pagina sulla reiscrizione all'anagrafe.
- Legge 27 ottobre 1988, n. 470; d.P.R. 6 settembre 1989, n. 323.
- Nota II-bis all'art. 1 della Tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, come modificata dall'art. 2 del d.l. 13 giugno 2023, n. 69.
- Art. 1, comma 48, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, e successive modificazioni, per la riduzione IMU ai pensionati residenti all'estero.
- D.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, per l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale.