Espatriare in Messico
Il Messico è, per un europeo, uno dei Paesi più facili al mondo in cui ottenere un titolo di soggiorno: non serve un datore di lavoro, non serve un investimento, basta dimostrare di potersi mantenere. È anche un Paese che l'informazione italiana descrive quasi sempre in modo sbagliato, oscillando fra la cartolina e l'allarme — e sbagliando, per giunta, le cifre, perché i requisiti economici sono espressi in un'unità di conto che cambia ogni anno.
1. Entrare e restare
- Turismo: il cittadino italiano entra senza visto e riceve all'ingresso un'autorizzazione fino a un massimo di centottanta giorni, la cui durata effettiva è però decisa dal funzionario di frontiera e negli ultimi anni è spesso molto più breve. Non è un titolo di residenza, non consente di lavorare e non è rinnovabile uscendo e rientrando: la prassi del «giro alla frontiera» è oggi contestata dalle autorità e produce respingimenti.
- Residenza temporanea: fino a quattro anni complessivi, rinnovabile, con permesso di lavoro ottenibile a parte. È la porta d'ingresso ordinaria.
- Residenza permanente: senza scadenza, con diritto al lavoro. Si ottiene per soglie economiche più alte, per pensione, per legami familiari, o dopo quattro anni di residenza temporanea.
La domanda si presenta al consolato, non in Messico. È l'errore procedurale più comune: chi entra da turista e poi chiede la residenza dall'interno, salvo casi tipizzati (vincoli familiari, per esempio), si sente rispondere che la richiesta va presentata a un consolato messicano all'estero. Ottenuto il visto, si entra in Messico e si ha un termine breve — dell'ordine di un mese — per completare la pratica presso l'istituto nazionale per la migrazione e ritirare la tessera. Chi lascia scadere quel termine ricomincia da capo.
2. Le soglie economiche, e perché ogni cifra che leggete è probabilmente sbagliata
I requisiti di solvibilità non sono fissati in pesos né in euro: sono espressi in giorni di un'unità di misura ufficiale, la cui quotazione giornaliera viene aggiornata ogni anno. Ne discende che:
- ogni cifra in euro o in dollari letta su un blog è una conversione, fatta a una data e a un cambio che non sono quelli di oggi;
- i requisiti si esprimono in due forme alternative — un reddito mensile netto documentato negli ultimi sei mesi, oppure un saldo medio di conti o investimenti negli ultimi dodici mesi — e la seconda è molto più alta della prima;
- ‼️ i consolati non applicano tutti gli stessi moltiplicatori, e alcuni pubblicano tabelle costruite sul valore dell'anno precedente. La verifica va fatta sulla pagina del consolato messicano presso cui si presenterà la domanda, alla data in cui la si presenta. Chiedere a un consolato diverso da quello competente porta a numeri diversi, ed entrambi possono essere corretti.
3. Il fisco: territoriale nel mito, mondiale nella legge
Il Messico non è un Paese a tassazione territoriale. Chi è residente fiscale messicano è tassato sul reddito mondiale, con aliquote progressive. La residenza fiscale non coincide con il titolo di soggiorno: si acquista, in sintesi, avendo in Messico la propria abitazione, e — quando si dispone di un'abitazione anche altrove — il centro degli interessi vitali, che la legge messicana individua con criteri propri, fra cui il fatto che oltre la metà del reddito provenga da fonti messicane o che vi sia il centro principale delle attività professionali. È un errore diffusissimo confondere il Messico con Panama o con il Costa Rica.
Fra Italia e Messico è in vigore la convenzione firmata a Roma l'8 luglio 1991, ratificata con legge 14 dicembre 1994, n. 710, in vigore dal 12 marzo 1995 ed efficace dal 1° gennaio 1996: regola il riparto e prevede il credito d'imposta.
Un dato favorevole, e verificabile: il Messico non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999, quello che fa scattare la presunzione di residenza in Italia a carico del cittadino italiano cancellato dall'anagrafe. Non opera dunque l'inversione dell'onere della prova dell'art. 2, comma 2-bis del TUIR — a differenza di quanto accade per Panama, il Costa Rica, l'Uruguay e l'Ecuador. Si veda Paesi in black list e inversione dell'onere della prova.
4. Vita quotidiana
- Costo della vita: molto inferiore a quello italiano nei consumi locali — cibo, servizi alla persona, trasporti — e allineato o superiore per i beni importati, l'elettronica e l'automobile. Nei quartieri delle grandi città dove si concentrano gli stranieri i canoni sono cresciuti in modo brusco negli ultimi anni, con tensioni sociali che è onesto segnalare.
- Sanità: sistema pubblico di qualità disomogenea; iscrizione volontaria possibile al regime previdenziale con un contributo annuo e periodi di carenza. Il ricorso ordinario degli stranieri è alla sanità privata, di buon livello nelle grandi città e a costi molto inferiori a quelli europei. Serve comunque una copertura.
- Lingua: lo spagnolo è indispensabile fuori dai circuiti turistici, ed è la lingua che un italiano impara più in fretta di qualunque altra.
- Immobili: lo straniero può acquistare liberamente, salvo nella fascia costiera e di frontiera — cento chilometri dai confini e cinquanta dal mare — dove l'acquisto avviene per il tramite di un fideicomiso, un trust bancario rinnovabile, oppure di una società messicana. È una struttura ordinaria e sicura, ma ha costi di istituzione e di mantenimento che vanno messi a bilancio.
- Collegamenti: voli diretti dall'Italia su Città del Messico e Cancún, con frequenze stagionali; fuso di sette-otto ore.
5. La sicurezza: se ne parla a parte
È la domanda che ogni italiano fa per prima, e merita una risposta seria e articolata anziché una rassicurazione o un allarme: si veda la sicurezza in Messico, una guida onesta. In sintesi: il rischio è fortemente territoriale, varia da uno Stato all'altro più di quanto vari fra due Paesi europei, e i comportamenti incidono molto.
6. Il saldo netto
Conviene a chi ha un reddito estero stabile — pensione, lavoro a distanza, rendite — e cerca un titolo di soggiorno accessibile, una lingua abbordabile e un costo della vita che liberi capacità di spesa; a chi vuole prossimità agli Stati Uniti senza le loro barriere d'ingresso.
Non conviene a chi cerca vantaggi fiscali: il Messico tassa il reddito mondiale dei propri residenti, e chi resta residente in Italia paga in Italia; a chi ha bisogno di sanità pubblica affidabile; a chi non è disposto a scegliere con attenzione la zona in cui vivere.
- Ley de Migración e relativo regolamento, per le figure della residenza temporanea e permanente, per la presentazione della domanda presso le rappresentanze consolari e per il termine di completamento della pratica in Messico.
- Requisiti di solvibilità economica espressi in giorni dell'unità di misura ufficiale, il cui valore giornaliero è aggiornato annualmente, con applicazione differenziata da parte delle singole rappresentanze consolari.
- Ley del Impuesto sobre la Renta e Código Fiscal de la Federación, per la tassazione dei residenti sul reddito mondiale e per i criteri di individuazione della residenza fiscale, fra cui l'abitazione e il centro degli interessi vitali.
- Convenzione fra Italia e Messico per evitare le doppie imposizioni, firmata a Roma l'8 luglio 1991, ratificata con legge 14 dicembre 1994, n. 710, in vigore dal 12 marzo 1995 ed efficace dal 1° gennaio 1996.
- D.M. 4 maggio 1999, che non include il Messico fra gli Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato ai fini dell'art. 2, comma 2-bis del TUIR.
- Costituzione messicana, art. 27, per il divieto di acquisto diretto da parte di stranieri nella zona riservata e per il ricorso al fideicomiso.