Contenuti per tipo di persona

Medici e infermieri italiani all'estero: dove sono più richiesti

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

Medici e infermieri sono, in questo momento, il profilo con la maggiore domanda internazionale in assoluto: la carenza è strutturale e duratura in quasi tutti i Paesi sviluppati, e non si risolverà in pochi anni. È anche il profilo con l'ostacolo d'ingresso più alto, perché il visto è la parte facile e l'abilitazione è la parte difficile. Chi confonde le due cose perde un anno.

‼️ Il visto vi fa entrare; l'abilitazione vi fa lavorare. Sono due procedimenti distinti, davanti ad autorità diverse, con requisiti diversi — e quello per esercitare è quasi sempre più severo, a partire dal livello di lingua richiesto. Si può ottenere il permesso di soggiorno e non poter esercitare la professione. Le due pratiche vanno avviate in parallelo, e l'abilitazione per prima, perché è la più lenta.

1. Dentro l'Unione europea: il percorso prevedibile

  • La direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali prevede per medici, infermieri, ostetriche, farmacisti, dentisti e veterinari un regime di riconoscimento automatico fondato sull'armonizzazione dei percorsi formativi: è la ragione per cui la mobilità sanitaria intraeuropea funziona.
  • Restano da soddisfare i requisiti linguistici, che gli Stati possono verificare, e l'iscrizione all'ordine locale.
  • Le destinazioni con la domanda più forte sono Germania, Paesi Bassi, Belgio, Irlanda, Svizzera e Paesi nordici. In Germania va considerata l'imposta di culto, che si attiva dichiarando la religione al momento della registrazione anagrafica; in Irlanda va considerata la maggiorazione permanente sulla prima polizza sanitaria stipulata dopo i trentacinque anni; nei Paesi nordici l'iscrizione alla cassa di disoccupazione è volontaria e va fatta nella prima settimana.

2. Fuori dall'Unione: dove la domanda è più alta

  • Regno Unito — domanda strutturale nel servizio sanitario pubblico; dal 8 gennaio 2026 il requisito di inglese per i visti qualificati è salito, e per l'abilitazione sanitaria è comunque più alto di quello richiesto dal visto.
  • Australia e Nuova Zelanda — la carenza è più acuta fuori dalle grandi città, e le aree regionali offrono punteggi aggiuntivi e percorsi dedicati. La registrazione nazionale prevede esami e periodi di supervisione. Si veda lavorare in Australia: le professioni richieste.
  • Canada — percorsi provinciali, con differenze sensibili fra province; la categoria francofona è la porta più larga per un italiano che parli francese.
  • Emirati, Qatar, Arabia Saudita — retribuzioni elevate e pacchetti completi, con licenze rilasciate da autorità sanitarie locali distinte per emirato o regione. Va ricordato che in tutta l'area non esiste convenzione previdenziale con l'Italia: gli anni non si sommano.
  • Svizzera — domanda alta e retribuzioni fra le più elevate al mondo; dal periodo d'imposta 2024 la Svizzera è uscita dall'elenco dei Paesi a fiscalità privilegiata, il che semplifica la posizione di chi vi si trasferisce.

3. Che cosa serve, in concreto

  1. Il titolo, con supplemento e programma degli esami, tradotto e legalizzato secondo le regole del Paese di destinazione.
  2. Il certificato di conformità rilasciato dal Ministero della salute per i titoli sanitari italiani, e il certificato di buona condotta professionale rilasciato dall'ordine.
  3. La certificazione linguistica al livello richiesto dall'organismo di abilitazione, non dal visto.
  4. L'esperienza documentata con lettere dei datori che descrivano mansioni e volumi di attività.
  5. Per gli infermieri, la verifica del livello formativo corrispondente: il titolo italiano si colloca in modo diverso nei vari ordinamenti, e da questo dipende se si entra con mansioni piene o con un percorso di allineamento.

4. La domanda che nessuno pone

Non è «dove guadagno di più», ma «dove posso tornare». La carriera sanitaria è lunga, e il rientro in Italia dopo anni all'estero pone problemi di riconoscimento dell'esperienza e di accesso ai concorsi pubblici che vanno conosciuti prima. Va anche considerato che l'Italia prevede un regime fiscale per chi rientra, con requisiti di precedente residenza estera: chi torna senza averne verificato le condizioni lo perde. Si vedano far riconoscere in Italia titoli ed esperienza maturati all'estero e il regime impatriati.

Fonti.
  • Direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e successive modificazioni, con riconoscimento automatico per le professioni sanitarie armonizzate.
  • Regno Unito: innalzamento del requisito linguistico per i visti qualificati dall'8 gennaio 2026.
  • D.M. 4 maggio 1999 come modificato dal D.M. 20 luglio 2023, che ha escluso la Svizzera dal periodo d'imposta 2024.
  • INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati con l'Italia, che non comprende gli Stati del Golfo.
  • Per certificati di conformità e di buona condotta professionale: Ministero della salute e ordini professionali.

Avvertenza. I contenuti di questo sito hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa. Illustrano in termini generali discipline tecniche in continua evoluzione e non sono riferiti ad alcuna situazione individuale. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o previdenziale, non configurano un parere professionale e non instaurano alcun rapporto professionale fra il gestore del sito e l'utente. Soglie, aliquote, denominazioni di visti e requisiti di soggiorno cambiano con frequenza elevata e vanno verificati alla fonte primaria alla data in cui si legge. Prima di assumere qualsiasi decisione è necessario rivolgersi a un professionista qualificato che esamini il caso concreto.