La residenza in Paraguay
Il Paraguay è, da qualche anno, la destinazione più pubblicizzata dai divulgatori di ottimizzazione fiscale: tassazione territoriale, aliquote del 10% su tutto, residenza ottenibile in tempi brevi. Le presentazioni sono però quasi tutte ferme al regime anteriore al 2022, quando la residenza permanente si otteneva quasi immediatamente. Oggi non è più così. Resta però un dato che rende il Paraguay diverso da Panama, Costa Rica, Uruguay ed Ecuador: non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999.
È l'unico Paese a tassazione territoriale di questa sezione a non essere in quell'elenco. Non opera quindi la presunzione di residenza in Italia dell'art. 2, comma 2-bis del TUIR, e l'onere della prova resta quello ordinario. Per un italiano è una differenza pratica rilevante rispetto a Panama, al Costa Rica, all'Uruguay e all'Ecuador. Attenzione però: non essere in black list non significa non dover dimostrare nulla. L'amministrazione può sempre contestare la residenza fittizia; cambia soltanto chi deve provare che cosa. Si veda Paesi in black list e inversione dell'onere della prova.
1. La residenza migratoria dopo la riforma del 2022
La legge sulle migrazioni n. 6.984 del 2022 ha ristrutturato il sistema:
- Via ordinaria: si ottiene una residenza temporanea di due anni e, verso la fine del periodo, si chiede il cambio di categoria verso la residenza permanente. È il percorso standard, e ha sostituito l'accesso diretto che rendeva famoso il Paraguay.
- Via dell'investimento: la residenza permanente si può chiedere direttamente da chi effettua un investimento qualificato nel Paese, con una soglia di partenza dell'ordine dei 70.000 dollari per investitore nel regime semplificato. Il 30 aprile 2026 è stato inoltre avviato un programma dedicato agli investitori che consente l'accesso diretto alla residenza permanente con soglie più alte, differenziate per modalità.
- Vie familiari: parenti diretti di cittadini paraguaiani e familiari di connazionali rimpatriati hanno percorsi propri e più rapidi.
- ‼️ Durante l'istruttoria valgono limiti alle assenze dal Paese: superarli compromette la pratica. È l'inciampo più comune per chi tratta il Paraguay come una destinazione «di carta».
Ottenuta la residenza si ottiene la cédula, il documento di identità locale, e il codice fiscale, senza i quali non si aprono conti né si stipulano contratti.
2. Il fisco paraguaiano
- Territorialità: si tassano i redditi di fonte paraguaiana. Il reddito prodotto all'estero non concorre alla base imponibile del residente.
- Aliquote: il sistema è imperniato su tre imposte principali al 10% — imposta sul valore aggiunto, imposta sul reddito d'impresa, imposta sul reddito delle persone fisiche — con aliquote inferiori per talune fattispecie. È il tratto che rende il Paese immediatamente leggibile.
- Residenza fiscale: si consegue, in sintesi, con una permanenza minima annua nel Paese, dell'ordine dei centoventi giorni, con iscrizione al registro dei contribuenti e rilascio del certificato di residenza fiscale da parte dell'autorità tributaria. È fra i requisiti di presenza più bassi al mondo, ed è la ragione principale della popolarità del Paraguay presso chi cerca una residenza fiscale «leggera».
Attenzione a due punti che le presentazioni omettono.
- Non esiste una convenzione contro le doppie imposizioni fra Italia e Paraguay. Non si dispone quindi di regole convenzionali di tie-breaker per risolvere un conflitto di residenza, né di aliquote ridotte, né della procedura amichevole: vale soltanto il credito d'imposta interno. È la stessa situazione del Costa Rica.
- Centoventi giorni in Paraguay non fanno perdere la residenza italiana. Dal 2024 l'art. 2, comma 2 del TUIR prevede quattro criteri alternativi, fra cui la presenza fisica in Italia per la maggior parte del periodo d'imposta e il domicilio inteso come centro delle relazioni personali e familiari. Chi passa quattro mesi ad Asunción e otto in Italia è residente in Italia, certificato paraguaiano o no. Si vedano i criteri della residenza fiscale italiana e il conteggio dei giorni.
3. Vivere in Paraguay
- Costo della vita: fra i più bassi del continente, ed è un vantaggio reale e non stagionale.
- Clima: subtropicale continentale, con estati molto calde e umide — è uno dei Paesi più caldi del Sud America — e inverni miti.
- Sanità: sistema pubblico limitato; la sanità privata è economica ma di livello disomogeneo, e per la complessità si va in Argentina o in Brasile. È il punto debole più serio per chi si trasferisce in età avanzata.
- Infrastrutture: energia elettrica abbondante e a basso costo grazie all'idroelettrico; connettività in miglioramento ma non ai livelli cileni o uruguaiani.
- Comunità: presenza consolidata di comunità europee e di menoniti; l'italiano non è diffuso, lo spagnolo e il guaraní sono entrambi lingue ufficiali e il secondo è realmente parlato.
- Previdenza: non risulta operativo un accordo bilaterale con l'Italia per il cumulo dei periodi assicurativi: chi progetta di lavorarvi verifichi la propria posizione presso gli enti competenti.
4. Il saldo netto
Conviene a chi trasferisce davvero la propria vita, vive di rendite estere e apprezza un sistema fiscale semplice e leggero; a chi valuta positivamente l'assenza del Paraguay dall'elenco del 1999, che è il suo vantaggio comparativo più solido nei confronti dell'Italia.
Non conviene a chi cerca una residenza fiscale «di carta» da abbinare a una vita che resta in Italia: il requisito paraguaiano dei centoventi giorni è basso, ma quello italiano per uscire dalla residenza è tutt'altra cosa; a chi ha bisogno di sanità affidabile; e a chi dà per scontata l'esistenza di una convenzione fra i due Paesi, che non c'è.
- Ley n. 6.984/2022 de Migraciones e disposizioni della Dirección General de Migraciones, per la residenza temporanea biennale e il cambio di categoria verso la residenza permanente, per l'accesso diretto degli investitori qualificati e per i limiti alle assenze durante l'istruttoria; programma per investitori avviato il 30 aprile 2026.
- Ley n. 6.380/2019 di modernizzazione e semplificazione del sistema tributario nazionale, per il principio di territorialità e per le aliquote del 10%; Resolución General n. 65/2020 della amministrazione tributaria, per la residenza fiscale e il rilascio del relativo certificato.
- Assenza di una convenzione contro le doppie imposizioni fra Italia e Paraguay; art. 165 del TUIR per il credito d'imposta sui redditi prodotti all'estero.
- D.M. 4 maggio 1999, che non include il Paraguay fra gli Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato; D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 2, comma 2, come sostituito dal D.Lgs. 209/2023.