Unione Europea, SEE e Svizzera

Il ruling del 30 per cento per i lavoratori stranieri

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

È l'agevolazione che ha reso i Paesi Bassi la meta europea più conveniente per i profili qualificati assunti dall'estero: una quota della retribuzione esente da imposta, senza dover documentare alcuna spesa. È anche l'agevolazione più ridimensionata degli ultimi anni, e gran parte di ciò che si legge in italiano descrive un regime che non esiste più.

1. Che cosa è, tecnicamente

Non è uno sconto d'imposta e non è un'aliquota agevolata. È un rimborso forfettario di spese: il datore di lavoro può corrispondere in esenzione da imposta, a titolo di costi extraterritoriali, una percentuale della retribuzione, senza che lavoratore o datore debbano provare di aver sostenuto quelle spese. In alternativa il datore può rimborsare i costi extraterritoriali effettivamente sostenuti, documentandoli: è la scelta conveniente solo in casi particolari, e va fatta per anno d'imposta.

La conseguenza pratica è che lo stipendio lordo contrattuale si divide in due: una parte imponibile e una parte esente. Il netto cresce sensibilmente, ma la base su cui si calcolano molte altre cose si riduce — ci torniamo al punto 6, perché è la parte che quasi nessuno considera.

2. Quanto vale, e il calendario che conta

  1. Fino al 31 dicembre 2026 la quota esente resta il 30 per cento.
  2. Dal 1° gennaio 2027 scende al 27 per cento per il residuo periodo di applicazione.
  3. Chi aveva il regime già applicato in busta paga nel periodo di paga di dicembre 2023 o precedente conserva il 30 per cento per tutta la durata residua, in forza del diritto transitorio.

Il taglio progressivo 30-20-10 non esiste. Era stato introdotto per il 2024 e prevedeva la riduzione della quota esente ogni venti mesi. È stato abbandonato dopo le critiche del mondo imprenditoriale e sostituito dal 27 per cento piatto. Una parte consistente della divulgazione — anche recente, anche in lingua inglese — continua a descriverlo come il regime futuro: è sbagliata, e se è la base su cui si sta facendo un calcolo, il calcolo è da rifare.

Il beneficio è inoltre limitato verso l'alto: la quota esente si calcola su una retribuzione massima agganciata alla soglia dei compensi del settore pubblico, rivista ogni anno. Sopra quel livello la parte eccedente è interamente imponibile.

3. Chi può accedervi

  • Reclutamento dall'estero. Occorre essere stati assunti all'estero da un datore di lavoro olandese, o distaccati in Olanda all'interno di un gruppo. Chi si trasferisce prima e cerca lavoro dopo essere già residente non vi accede: è l'errore più costoso e il più frequente.
  • Distanza dal confine. Nei ventiquattro mesi precedenti l'inizio del rapporto occorre aver vissuto a più di 150 chilometri dal confine olandese per più di sedici mesi. L'Italia soddisfa il requisito ovunque.
  • Competenza specifica. Si presume dal superamento di una soglia di retribuzione imponibile annua, cioè calcolata dopo la deduzione della quota esente. La soglia è ridotta per chi ha meno di trent'anni e un titolo magistrale, ed è esclusa per i ricercatori scientifici e per i medici in formazione specialistica. È rivista ogni anno: va letta per l'anno del contratto, non copiata da una guida.
  • Richiesta congiunta. Datore e lavoratore presentano domanda all'amministrazione finanziaria, che emette un provvedimento. Non è automatico. Presentata entro quattro mesi dall'inizio del rapporto, l'efficacia retroagisce al primo giorno; dopo, decorre dal mese successivo alla domanda.

4. Per quanto tempo

Cinque anni, non di più. Erano otto fino al 2019 e dieci in origine. Dal periodo si sottraggono i periodi di precedente soggiorno o lavoro nei Paesi Bassi negli anni antecedenti: chi vi ha già studiato o lavorato deve verificare quanto gli resta, perché la riduzione può essere sostanziale e non viene segnalata spontaneamente.

Il regime segue il lavoratore in caso di cambio di datore, purché il nuovo rapporto inizi entro un termine breve dalla cessazione del precedente e la domanda sia ripresentata dal nuovo datore. Non è un diritto acquisito che si porta in tasca: si riparte da una nuova richiesta.

5. L'esenzione sul patrimonio è finita

Era il secondo vantaggio del regime, e per i patrimoni significativi valeva più del primo: chi aveva il ruling poteva optare per essere trattato come contribuente parzialmente non residente, restando così fuori dall'imposizione olandese sulle partecipazioni qualificate e sul patrimonio mobiliare e immobiliare estero.

L'opzione è abolita dal 1° gennaio 2025. Sopravvive un regime transitorio per chi aveva il ruling applicato in busta paga a dicembre 2023 o prima: costoro possono ancora esercitarla, ma il 2026 è l'ultimo anno. Dal 2027 non esiste più per nessuno. Chi ha titoli, fondi, partecipazioni o immobili all'estero deve rifare i conti con la tassazione ordinaria del patrimonio, che nei Paesi Bassi colpisce un rendimento presunto e non il reddito effettivamente percepito: si veda le tasse nei Paesi Bassi. Per un italiano con patrimonio in Italia, questo è oggi il fattore decisivo della convenienza complessiva del trasferimento.

6. Il costo nascosto del regime

Ridurre la retribuzione imponibile riduce tutto ciò che su quella base si calcola. Va messo a bilancio prima, non dopo:

  • Pensione integrativa. L'accantonamento presso il fondo di categoria si calcola in linea di principio sulla retribuzione imponibile: cinque anni di ruling sono cinque anni di accantonamento ridotto.
  • Prestazioni sociali. Indennità di disoccupazione e malattia sono commisurate alla retribuzione imponibile, non a quella contrattuale.
  • Mutuo. Gli istituti valutano diversamente la parte esente nel calcolo della capacità di indebitamento: alcuni la considerano in tutto o in parte, altri la ignorano. È una differenza che si misura in decine di migliaia di euro e va verificata con l'istituto, non presunta.
  • La fine del quinquennio. Al termine il netto cala di colpo, a parità di lordo. Chi ha calibrato affitto e spese fisse sul netto agevolato si trova con un problema annunciato.

Un vantaggio collaterale invece reale: il titolare del ruling — e il familiare convivente — può convertire la patente estera senza esame anche quando la conversione ordinaria non lo consentirebbe. Si veda la patente italiana all'estero.

7. Il rapporto con l'Italia

L'esenzione riguarda l'imposta olandese e nulla dice all'amministrazione italiana. Finché non si è effettivamente perso lo status di residente fiscale in Italia secondo i criteri dell'articolo 2 del TUIR, il reddito olandese resta imponibile in Italia per il principio del reddito mondiale, e la quota esente nei Paesi Bassi non è esente in Italia. Peggio: essendo esente non genera imposta estera, e dunque non genera credito d'imposta.

Il caso tipico è il trasferimento a metà anno con permanenza in Italia superiore alla metà del periodo d'imposta: quell'anno si è residenti in Italia, e il vantaggio del ruling viene in larga parte riassorbito. Dove esiste un conflitto di residenza si applicano le tie-breaker rules della convenzione.

Perché qui non ci sono le soglie in cifre. Le soglie di retribuzione e il massimale sono indicizzati ogni anno, e quelli dell'anno successivo si conoscono solo dopo la sessione di bilancio autunnale. Pubblicarli qui significherebbe garantire che questa pagina sia sbagliata fra dodici mesi. Vanno letti sul sito dell'amministrazione finanziaria olandese per l'anno in cui inizia il rapporto di lavoro — è l'anno che determina l'ammissibilità.

Fonti.
  • Wet op de loonbelasting 1964, art. 31a, per il rimborso dei costi extraterritoriali e il massimale.
  • Uitvoeringsbesluit loonbelasting 1965, artt. 10e e seguenti, per requisiti, competenza specifica, distanza dal confine, durata e riduzione per soggiorni precedenti.
  • Belastingplan 2024 e Belastingplan 2025, per l'abbandono della riduzione progressiva, la percentuale del 27 per cento dal 2027 e il diritto transitorio.
  • Wet inkomstenbelasting 2001, art. 2.6, e relativa abrogazione, per la contribuenza parziale da non residente e il regime transitorio.
  • Belastingdienst, per soglie retributive e massimale dell'anno.

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