Visti per talenti, capacità straordinarie e professioni ricercate
Esiste una categoria di titoli di soggiorno che non richiede un datore di lavoro: si entra per quello che si è — reddito, qualifica, risultati — e il lavoro si cerca dopo. Sono i più preziosi della loro specie, perché eliminano la dipendenza dall'impiego che caratterizza tutti gli altri, e sono anche i meno conosciuti dagli italiani, che continuano a cercare offerte di lavoro all'estero prima del titolo.
1. I programmi che non richiedono un'offerta di lavoro
- Hong Kong — Top Talent Pass. Tre vie: reddito annuo di almeno 2,5 milioni di dollari di Hong Kong nell'anno precedente, con soggiorno iniziale di 36 mesi; laureati presso gli atenei in elenco con almeno tre anni di esperienza nei cinque precedenti, per 24 mesi; laureati degli ultimi cinque anni con meno di tre anni di esperienza, per 24 mesi entro un contingente annuo. L'elenco delle università è l'unione dei primi cento di quattro classifiche mondiali, aggiornato ogni anno, e vale quello vigente alla domanda, non all'anno di laurea.
- Taiwan — gold card. Riunisce permesso di lavoro, visto, soggiorno e reingresso, non è legata a un datore, e la via reddituale richiede una retribuzione media mensile di almeno 160.000 dollari taiwanesi lordi proveniente da qualunque Paese: è quindi accessibile anche a chi lavora a distanza per clienti esteri.
- Emirati Arabi Uniti — golden visa, categoria talenti eccezionali e specializzazioni rare. Decennale, comprende medici, scienziati, inventori, creativi, dirigenti, sportivi, dottori di ricerca e specialisti in settori scientifici e ingegneristici prioritari.
2. I sistemi a punti
- Giappone — professionisti altamente qualificati. Servono 70 punti, attribuiti su titolo di studio, reddito, età, esperienza e risultati verificabili. Il beneficio è la residenza permanente dopo tre anni con 70-79 punti e dopo uno con 80 o più, contro i dieci ordinari. Dall'aprile 2023 esiste un canale che prescinde dal punteggio per i redditi elevati: ricercatori e specialisti con laurea magistrale e reddito annuo di almeno 20 milioni di yen, o dieci anni di esperienza e pari reddito; dirigenti con cinque anni di esperienza direttiva e almeno 40 milioni. Chi rientra in quelle soglie è trattato come titolare di 80 punti.
- Australia, Canada e Nuova Zelanda. Si presenta una manifestazione di interesse e si attende un invito: avere il punteggio minimo non basta, serve averne abbastanza rispetto agli altri. ‼️ In Australia gli elenchi di professioni sono diversi per la via sponsorizzata e per quella a punti: dal 3 dicembre 2024 l'elenco unico delle competenze fondamentali vale solo per la via sponsorizzata, mentre i visti a punti usano ancora gli elenchi precedenti. Cercare la propria professione in quello sbagliato porta a una conclusione rovesciata.
3. La via sponsorizzata, dove conta il datore
- Singapore. Due scalini: la soglia retributiva — 5.600 dollari di Singapore, 6.200 nei servizi finanziari, crescente con l'età fino a 10.700 e 11.800, e in aumento dal 1° gennaio 2027 a 6.000 e 6.600 — e poi un punteggio di almeno 40 punti su sei criteri. ‼️ Due criteri su sei riguardano il datore — diversità di nazionalità e quota di personale locale — sicché la stessa persona ottiene il permesso con un'impresa e non con un'altra. È una domanda da fare al potenziale datore prima di trattare.
- Australia — visto sponsorizzato. Ristrutturato dal 3 dicembre 2024, con soglia retributiva minima di 76.515 dollari australiani fino al 30 giugno 2026 e 79.499 dal 1° luglio 2026, indicizzata annualmente.
- India. Il visto per impiego richiede una retribuzione di almeno 25.000 dollari statunitensi l'anno, con esclusioni per cuochi specializzati, insegnanti di lingua diversa dall'inglese, traduttori e personale diplomatico.
4. Il presupposto comune, che è il vero collo di bottiglia
‼️ Per quasi tutte le professioni serve la valutazione della qualifica, ed è la pratica più lunga. Va distinta dall'abilitazione professionale, che serve a esercitare e ha requisiti propri e più severi — a partire dal livello di lingua. Si può ottenere il visto e non poter lavorare nella propria professione. Le due pratiche vanno avviate in parallelo e per prime, prima ancora di scegliere il Paese: hanno costi propri, tempi di mesi, e richiedono documenti — programma degli esami, supplemento al diploma, dichiarazioni dei datori — che è molto più facile procurarsi mentre si è in Italia.
5. La regola pratica
Se avete un profilo che rientra in una di queste categorie, il titolo si ottiene prima del lavoro, e questo capovolge l'ordine con cui quasi tutti procedono. Arrivare con un permesso già in mano cambia la posizione negoziale, elimina la dipendenza da un singolo datore e consente di scegliere. Se invece il profilo non rientra, conviene saperlo subito e concentrarsi sulla via sponsorizzata, dove la variabile decisiva non è il curriculum ma quale datore assume. Si vedano le professioni richieste in Australia e esercitare la professione fuori dall'Italia.
- Hong Kong: Top Talent Pass Scheme, criteri delle tre categorie, periodi iniziali di soggiorno, contingente annuo e aggiornamento annuale dell'elenco delle università (Immigration Department).
- Taiwan: requisito reddituale della gold card. Emirati Arabi Uniti: categoria talenti eccezionali del golden visa.
- Giappone: sistema a punti per i professionisti altamente qualificati e canale introdotto nell'aprile 2023 per i redditi elevati.
- Singapore: soglie retributive dell'Employment Pass e quadro di valutazione della complementarità, con innalzamento dal 1° gennaio 2027 (Ministry of Manpower). Australia: ristrutturazione del visto sponsorizzato dal 3 dicembre 2024 e soglie retributive. India: soglia di venticinquemila dollari annui.