Programmi vacanza-lavoro aperti agli italiani: elenco completo per età
I programmi vacanza-lavoro sono la porta d'ingresso più accessibile che esista: non chiedono titoli di studio, non chiedono un'offerta di lavoro, non chiedono esami di lingua. Sono aperti agli italiani in un numero limitato di Paesi, in forza di accordi bilaterali, e hanno tutti un limite d'età — che per l'Australia, e per pochi altri, è più alto di quanto quasi tutti credano.
1. Australia
- Visto subclass 417, riservato ai titolari di passaporto dei Paesi che partecipano agli accordi australiani, fra cui l'Italia.
- ‼️ Limite d'età: 35 anni compiuti inclusi per i titolari di passaporto italiano, contro i trenta della generalità dei Paesi partecipanti. È lo stesso gruppo di Regno Unito, Canada, Francia, Irlanda e Danimarca. Poiché la composizione dei due gruppi è stata modificata nel tempo, il limite va confermato sul sito del Dipartimento degli affari interni alla data della domanda.
- Durata dodici mesi, con pieno diritto di lavorare e possibilità di studiare per un periodo limitato.
- Secondo visto con tre mesi di lavoro qualificato in aree regionali; terzo visto con sei mesi, per un totale di tre anni.
- Domanda dall'estero per il primo visto, con prova di disponibilità economiche e del viaggio di ritorno.
2. Nuova Zelanda
- Programma dedicato ai titolari di passaporto della Repubblica italiana, con età compresa fra 18 e 30 anni.
- Durata fino a dodici mesi, non prorogabile, e concesso una volta sola nella vita.
- ‼️ Non più di tre mesi presso lo stesso datore: l'impiego stabile è escluso per definizione. È la differenza sostanziale rispetto all'Australia, dove il vincolo è più ampio ed esistono un secondo e un terzo anno.
- Studio o formazione fino a sei mesi complessivi.
- Disponibilità di almeno 4.200 dollari neozelandesi oltre ai fondi per il ritorno, e assicurazione sanitaria completa per l'intera permanenza, che è condizione del visto.
3. Gli altri accordi
L'Italia ha concluso accordi di mobilità giovanile anche con Canada, Corea del Sud, Hong Kong e Giappone. Condizioni, limiti d'età, contingenti annuali e modalità di domanda variano sensibilmente e sono stati modificati di recente: vanno verificati presso la rappresentanza diplomatica del Paese interessato prima di programmare la partenza. Il contingente, dove previsto, si esaurisce in fretta all'apertura delle domande, ed è la ragione principale per cui conviene muoversi con anticipo.
4. Gli errori che costano
‼️ Lavorare in nero rende il periodo inutilizzabile. Nei programmi che prevedono un secondo e un terzo anno — l'Australia in primo luogo — l'estensione richiede di documentare il lavoro qualificato: buste paga, dichiarazioni del datore, prova dell'ubicazione. Un periodo pagato in nero, ai fini del visto successivo, non è mai esistito. In più si perdono la retribuzione dovuta e i contributi, e il settore agricolo e dell'ospitalità di queste destinazioni è notoriamente esposto a irregolarità: conviene verificare il datore prima di accettare.
- Non documentare mese per mese. La documentazione va raccolta mentre si lavora, non ricostruita alla scadenza.
- Non pianificare il passaggio successivo. Chi vuole restare deve costruire il passaggio a un visto qualificato durante l'anno — riconoscimento della qualifica, esame di lingua, esperienza documentata — perché avviarlo alla scadenza è quasi sempre tardi.
- Trascurare la posizione italiana. Un anno all'estero non fa perdere da solo la residenza fiscale italiana: chi mantiene famiglia, casa e interessi in Italia vi resta residente e vi dichiara anche il reddito estero, applicando la convenzione. Si veda i criteri della residenza fiscale italiana.
- Non chiedere i rimborsi alla partenza. In Australia e in Nuova Zelanda possono spettare rimborsi fiscali e la liquidazione della posizione previdenziale: si chiedono prima di partire, entro i termini, e la somma previdenziale va considerata al netto perché è assoggettata a un'imposta elevata.
5. Perché conviene farlo presto
È l'unica categoria di titoli con una scadenza anagrafica. Chi ha meno di trent'anni ha davanti la finestra più larga della propria vita, e chi ne ha fra trenta e trentacinque ha ancora aperta l'Australia. Dopo, restano i visti sponsorizzati, i sistemi a punti che penalizzano l'età, e i programmi fondati su reddito o patrimonio. Si veda il primo lavoro all'estero per un neolaureato.
- Australia: visto Working Holiday subclass 417, elenco dei Paesi partecipanti comprendente l'Italia, limite d'età elevato a trentacinque anni compiuti inclusi per i titolari di passaporto italiano, requisiti di lavoro qualificato di tre e sei mesi per il secondo e il terzo visto; da confermare presso il Department of Home Affairs alla data della domanda.
- Nuova Zelanda: visto italiano per vacanza-lavoro, età fra 18 e 30 anni, durata fino a dodici mesi non prorogabile, limite di tre mesi presso lo stesso datore, studio fino a sei mesi, disponibilità di almeno 4.200 dollari neozelandesi oltre ai fondi per il ritorno, assicurazione sanitaria completa obbligatoria e non cumulabilità con un precedente visto (Immigration New Zealand).
- Per gli accordi con Canada, Corea del Sud, Hong Kong e Giappone: rappresentanze diplomatiche dei rispettivi Paesi.