Asia

Espatriare a Bali

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

Bali è la destinazione su cui il divario fra racconto e realtà giuridica è più largo di tutto il sito. Circolano due affermazioni, ripetute da agenzie di visti e da chi vende immobili, che sono entrambe imprecise: che esista un visto per nomadi digitali con esenzione fiscale quadriennale, e che uno straniero possa comprare una villa. La prima è una semplificazione di un regime che ha requisiti stringenti; la seconda è falsa.

1. Il visto per lavoratori a distanza

  • Esiste un permesso di soggiorno limitato per chi lavora a distanza per un datore registrato fuori dall'Indonesia, di durata annuale.
  • Requisiti tipici: reddito annuo di almeno 60.000 dollari statunitensi di fonte estera, contratto con datore estero, estratto conto personale con saldo di almeno 2.000 dollari nei tre mesi precedenti, passaporto con validità residua di almeno sei mesi, assicurazione sanitaria internazionale.
  • Ottenuto il visto occorre entrare in Indonesia entro novanta giorni, pena la decadenza; all'arrivo si rilevano i dati biometrici e viene rilasciato il permesso annuale.
  • Non consente di lavorare per il mercato indonesiano.

2. L'esenzione quadriennale: che cosa dice davvero la norma

‼️ Non è un'esenzione automatica per chi lavora a distanza. Il regime che consente allo straniero divenuto residente fiscale di essere tassato solo sui redditi di fonte indonesiana per i primi quattro anni discende dalla riforma fiscale ed è disciplinato dal regolamento ministeriale PMK-18/2021. Richiede il possesso di competenze determinate, individuate in un allegato al regolamento: in sostanza almeno cinque anni di esperienza in ambito scientifico, tecnologico o matematico e l'impegno al trasferimento di conoscenze a un cittadino indonesiano. Va inoltre chiesto: occorre ottenere il codice fiscale indonesiano e presentare istanza alla direzione generale delle imposte, che decide entro un termine breve. Chi si limita a trasferirsi con un visto per lavoro a distanza non acquisisce nulla di tutto questo, e superati i 183 giorni in dodici mesi diventa residente fiscale indonesiano tassabile secondo le regole ordinarie.

L'imposta personale indonesiana è progressiva, dal 5% al 35%. La residenza fiscale si acquista con la presenza per più di 183 giorni in dodici mesi unita all'intenzione di risiedere.

Fra i due Paesi è in vigore la convenzione firmata a Giacarta il 18 febbraio 1990, ratificata con legge 14 dicembre 1994, n. 707, in vigore dal 2 settembre 1995. L'Indonesia non figura nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999: non opera l'inversione dell'onere della prova.

3. La casa: quello che non si può comprare

Lo straniero non può essere proprietario di terra in Indonesia. Può accedere a diritti di grado inferiore — un diritto d'uso a termine, rinnovabile — oppure a unità in edifici che rispettino le condizioni previste. Le costruzioni che circolano a Bali per aggirare il divieto (intestazione a un cittadino indonesiano con accordo riservato, società di comodo, contratti di locazione venticinquennali venduti come proprietà) hanno un valore giuridico che va da fragile a nullo, e la giurisprudenza indonesiana ha ripetutamente dato torto agli stranieri che vi hanno fatto affidamento. È il modo più rapido di perdere una somma importante.

4. Previdenza, sanità, vita quotidiana

  • Non esiste convenzione di sicurezza sociale fra Italia e Indonesia: nessuna totalizzazione.
  • La sanità a Bali è adeguata per l'ordinario ma limitata per i casi seri: le evacuazioni sanitarie verso Singapore sono prassi, ed è la voce che l'assicurazione deve coprire espressamente.
  • Infrastrutture: connettività buona nelle zone servite, molto variabile altrove; traffico e pressione turistica crescenti nelle aree meridionali.
  • Il costo della vita è basso rispetto all'Europa se si vive localmente, molto meno se si vive nel circuito degli stranieri, dove i prezzi sono ormai vicini a quelli europei.
  • La normativa sul soggiorno e sul lavoro è applicata: i controlli su chi lavora senza titolo si sono intensificati, con espulsioni e divieti di reingresso.

5. Il saldo netto

Conviene a chi ha un reddito estero stabile e un orizzonte di qualche anno; a chi vuole clima e costo della vita bassi accettando un sistema che non offre radicamento.

Non conviene a chi crede di potervi comprare casa; a chi conta sull'esenzione quadriennale senza averne i requisiti; a chi ha bisogno di sanità di alto livello sul posto; e a chi cerca una destinazione definitiva, che l'Indonesia non offre allo straniero.

Fonti.
  • Regolamento ministeriale PMK-18/2021, attuativo della riforma fiscale, sul regime che assoggetta a imposta i soli redditi di fonte indonesiana per i primi quattro anni di residenza fiscale degli stranieri in possesso di competenze determinate: requisiti di esperienza in ambito scientifico, tecnologico o matematico, impegno al trasferimento di conoscenze e istanza alla direzione generale delle imposte.
  • Residenza fiscale indonesiana per presenza superiore a 183 giorni in dodici mesi unita all'intenzione di risiedere; aliquote progressive dal 5% al 35%.
  • Permesso di soggiorno limitato per lavoratori a distanza: requisiti di reddito annuo di fonte estera, contratto con datore estero, disponibilità bancaria, assicurazione sanitaria e ingresso entro novanta giorni dal rilascio.
  • Convenzione fra Italia e Indonesia fatta a Giacarta il 18 febbraio 1990, ratificata con legge 14 dicembre 1994, n. 707, in vigore dal 2 settembre 1995.
  • D.M. 4 maggio 1999, il cui elenco non comprende l'Indonesia; INPS, elenco degli Stati extra UE convenzionati, che non la comprende.
  • Disciplina indonesiana dei diritti reali, che riserva la proprietà fondiaria ai cittadini e ammette per gli stranieri diritti di uso a termine.

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