Asia

Pensionati italiani in Thailandia

Ultimo controllo dei dati: agosto 2026

La Thailandia è, dopo il Portogallo, la destinazione più discussa fra i pensionati italiani, e per ragioni serie: costo della vita basso, clima, sanità privata di buon livello, una comunità già presente. Il calcolo che quasi tutti fanno è però basato su una regola fiscale che non esiste più dal 1° gennaio 2024: la pensione portata in Thailandia oggi è, per il residente fiscale, materia imponibile thailandese.

1. Il visto

  • Il visto di pensionamento richiede un'età minima di cinquant'anni e la dimostrazione di mezzi: in alternativa un deposito bancario in Thailandia o un reddito mensile di importo determinato, oppure una combinazione dei due. Gli importi vanno riscontrati alla data della domanda presso l'ufficio consolare o l'ufficio immigrazione, perché sono stati modificati nel tempo.
  • Alcune categorie di visto per pensionati richiedono una copertura sanitaria obbligatoria con massimali minimi.
  • Il soggiorno comporta la notifica dell'indirizzo ogni novanta giorni e il rinnovo annuale con verifica dei requisiti finanziari: chi lascia scadere un adempimento si trova a dover rifare la pratica dall'estero.
  • Il visto non consente di lavorare.

2. Il punto fiscale, che è cambiato

‼️ La regola dell'anno successivo è finita. Fino al 2023 il reddito estero portato in Thailandia in un anno diverso da quello di produzione non era imponibile: era la ragione per cui la pensione italiana arrivava in Thailandia esentasse. Con l'istruzione dipartimentale Paw. 161/2566 del 15 settembre 2023, per le somme introdotte dal 1° gennaio 2024 il reddito di fonte estera del residente fiscale thailandese è imponibile al momento in cui entra nel Paese, quale che sia l'anno in cui è stato prodotto. Poiché la residenza fiscale thailandese si acquista con 180 giorni di presenza nell'anno solare, il pensionato che vive lì stabilmente vi rientra per definizione.

Due precisazioni che contano:

  • L'istruzione Paw. 162/2566 esclude i redditi esteri prodotti prima del 1° gennaio 2024. I risparmi accumulati fino a quella data possono essere trasferiti senza rientrare nell'imponibile — ma occorre poterlo dimostrare, con documentazione della consistenza patrimoniale alla fine del 2023. Chi ha intenzione di trasferirsi dovrebbe costituire quella prova subito, perché ricostruirla dopo è difficile.
  • La proposta di esentare le rimesse effettuate entro due anni d'imposta non è in vigore: è un decreto reale in bozza, il cui iter è sospeso. Non va usata per pianificare.

3. Come si combina con la convenzione

Fra i due Paesi è in vigore la convenzione firmata a Bangkok il 22 dicembre 1977, ratificata con legge 2 aprile 1980, n. 202, in vigore dal 31 maggio 1980. Come nelle convenzioni di quell'epoca, le pensioni sono disciplinate con la distinzione fra quelle corrisposte in relazione a un impiego privato e quelle corrisposte per funzioni pubbliche: le disposizioni applicabili al proprio caso vanno riscontrate sul testo della convenzione prima di trasferirsi, perché da esse dipende quale dei due Stati possa tassare, e quindi se e come si eviti la doppia imposizione sulle somme rimesse.

Perché questo controllo va fatto e non rinviato. In tutte le destinazioni trattate in questo sito il trattamento delle pensioni pubbliche è diverso da quello delle pensioni private, e in molti casi le prime restano imponibili soltanto in Italia. Un ex dipendente pubblico che imposti il proprio trasferimento sull'aspettativa di essere tassato solo all'estero rischia di scoprire il contrario a trasferimento avvenuto. Si veda dove si tassa la pensione italiana.

4. Previdenza e sanità

  • La pensione italiana si riscuote all'estero regolarmente, con l'accertamento periodico dell'esistenza in vita: è un adempimento con scadenze da rispettare, pena la sospensione del pagamento. Si veda riscuotere la pensione italiana all'estero.
  • Non esiste convenzione di sicurezza sociale fra Italia e Thailandia.
  • L'iscritto all'AIRE perde l'assistenza sanitaria ordinaria in Italia: la copertura in Thailandia è privata e a proprio carico. Si veda l'assistenza sanitaria per gli iscritti all'AIRE.
  • L'assicurazione sanitaria va stipulata prima dell'età in cui diventa cara o indisponibile, e prima di qualunque diagnosi: è l'errore più frequente e più costoso dei pensionati che si trasferiscono nel Sud-est asiatico. Le patologie preesistenti sono di norma escluse, e la sanità privata thailandese, economica per le prestazioni ordinarie, non lo è affatto per un ricovero lungo.

5. Il saldo netto

Conviene a chi ha una pensione privata di importo medio e vuole un potere d'acquisto molto più alto; a chi si trasferisce quando è ancora assicurabile; a chi documenta la consistenza patrimoniale al 31 dicembre 2023 e pianifica le rimesse di conseguenza.

Non conviene a chi conta sulla vecchia regola dell'anno successivo; a chi percepisce una pensione pubblica senza aver verificato dove è imponibile; a chi rinvia l'assicurazione; e a chi si trasferisce in età molto avanzata senza una rete familiare, perché la non autosufficienza è la variabile che questi progetti considerano meno.

Fonti.
  • Istruzioni dipartimentali Paw. 161/2566 del 15 settembre 2023 e Paw. 162/2566: imponibilità dei redditi esteri introdotti in Thailandia dal 1° gennaio 2024 a prescindere dall'anno di produzione, con esclusione dei redditi prodotti prima di tale data.
  • Proposta di decreto reale sull'esenzione delle rimesse entro due anni d'imposta: allo stato di bozza, iter sospeso.
  • Residenza fiscale thailandese al superamento di 180 giorni di presenza nell'anno solare.
  • Convenzione fra Italia e Thailandia fatta a Bangkok il 22 dicembre 1977, ratificata con legge 2 aprile 1980, n. 202, in vigore dal 31 maggio 1980; per il trattamento delle pensioni private e di quelle corrisposte per funzioni pubbliche si rinvia al testo della convenzione.
  • Per requisiti finanziari, assicurativi e di età del visto di pensionamento, e per la notifica dei novanta giorni: autorità consolari e ufficio immigrazione thailandese.

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